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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Chi inquina di più paga meno: gli Usa in forte ritardo sui fondi per il clima

Gli Stati Uniti sono tra i paesi che inquinano di più al mondo eppure non hanno stanziato quanto dovuto, mentre l'Italia è tra i più virtuosi. Male anche il Regno Unito: i dati su chi inquina di più

I Paesi maggiormente responsabili dell'inquinamento atmosferico dovrebbero essere quelli a impegnarsi di più nel ridurlo, ma anche nel sostegno degli Stati meno sviluppati che subiscono gli eventi più estremi dei cambiamenti climatici. È uno dei temi sul tavolo di Cop27, la conferenza annuale sul clima delle Nazioni Unite che si tiene in Egitto: ma gli Stati Uniti, tra i Paesi più inquinanti al mondo, sono in ritardo di miliardi di dollari sul finanziamento dei fondi per il clima insieme ad altri Paesi sviluppati. Inoltre, le elezioni di metà mandato potrebbero mettere a rischio gli sforzi che intende fare l'amministrazione Biden sul clima. Ma quali sono i Paesi che inquinano di più?

A che punto sono i cambiamenti climatici

In occasione della Cop27 in Egitto è stato diffuso il rapporto "Stato del clima globale nel 2022" dell'Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo). I dati sono allarmanti: secondo il report, gli ultimi 8 anni sono stati i più caldi da quando si raccolgono i dati, i livelli dei mari si stanno alzando sempre più e i ghiacciai si stanno sciogliendo a ritmi record. La causa è l'alta concentrazione di gas serra nell'atmosfera che continua ad aumentare: le conseguenze più immediate sono eventi estremi come ondate di caldo estremo, siccità e alluvioni.

I Paesi stanno diminuendo la curva delle emissioni globali di gas serra, ma ancora non abbastanza per mantenere la temperatura globale entro un aumento massimo di 1,5 gradi centigradi. Alle condizioni attuali siamo ancora lontani dall'obiettivo: secondo il rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, gli impegni combinati delle 193 nazioni firmatarie dell’accordo di Parigi, anche se fossero rispettati alla lettera, porterebbero a un aumento delle temperature di circa 2,5 gradi entro fine secolo, rispetto alle temperature preindustriali (1850-1900).

 I dati sul riscaldamento globale nel 2022

"Maggiore il riscaldamento, peggiore l'impatto: abbiamo livelli così alti di anidride carbonica nell'atmosfera oggi, che l'obiettivo di 1,5 gradi dell'Accordo di Parigi è a malapena raggiungibile", ha commentato Petteri Taalas, segretario generale della Wmo

L'aumento delle temperature globali a causa delle emissioni di gas serra

In generale, tre principali agenzie delle Nazioni Unite concordano nel dire che non si vedono sforzi "credibili" verso il contenimento della temperatura globale entro 1,5 gradi.

Il tema complicato del Loss and Damage

Diversi paesi in via di sviluppo si chiedono perché debbano pagare allo stesso modo di chi ha inquinato più di loro per oltre un secolo a causa della rivoluzione industriale e dello sviluppo dell'economia. Gli aiuti sul clima sono uno dei dossier più delicati della Cop27 in Egitto.

I paesi africani sono i protagonisti della Cop27 e partecipano in massa chiedendo l'adozione del Loss and Damage, un meccanismo finanziario per tenere conto delle "perdite e dei danni" causati dal cambiamento climatico a cui sono fortemente esposti, per mano dei Paesi più sviluppati. Le economie emergenti hanno denunciato più volte i ritardi e l’inadeguatezza dei fondi.

I ritardi sui fondi per il clima

Nei negoziati sul clima delle Nazioni Unite del 1992, i Paesi maggiormente sviluppati dal punto di vista economico concordarono sul fornire "risorse finanziarie nuove e aggiuntive" ai paesi in via di sviluppo per affrontare il cambiamento climatico. L'accordo si basava sulla maggiore capacità economica dei Paesi coinvolti e sulla loro responsabilità storica nell'aver causato il cambiamento climatico. 

Nel 2009 si è deciso di raggiungere entro il 2020 i 100 miliardi di dollari annui di finanziamento per sostenere i Paesi più vulnerabili, ma l'obiettivo non è stato ancora raggiunto. Come mostra un rapporto del sito specialistico Carbon brief nel 2019 si sono sfiorati gli 80 miliardi a causa del mancato contributo di alcuni Paesi.

Mancanza o eccedenza di finanziamenti nazionali per il clima, miliardi di dollari

Carbon Brief ha confrontato la quota dei fondi globali per il clima dei singoli Paesi con la loro quota di emissioni di carbonio fino ad oggi. La quota degli Stati Uniti, sulla base delle sue emissioni passate, sarebbe di 40 miliardi di dollari, ma fino al 2020 - ultimo anno in cui sono disponibili i dati - i finanziamenti sono stati di soli 7,6 miliardi. Australia e Canada hanno fornito circa un terzo di quanto dovuto, mentre il Regno Unito è in difetto di 1,4 miliardi di dollari. Al contrario, Germania, Francia e Giappone hanno donato miliardi di dollari in più rispetto alla loro quota del totale. Tra i paesi più virtuosi c'è anche l'Italia, con 800 milioni di euro in più del dovuto.

Alcuni di questi Paesi hanno dato più di quanto gli spettasse, ma sotto forma di prestiti. Una delle richieste dei paesi meno sviluppati è infatti di concedere più sovvenzioni che prestiti, a causa del loro livello di indebitamento già alto. Dal grafico sopra si vede che Germania, Francia e Giappone risultano proprio tra i Paesi più "generosi", ma se si analizza nel dettaglio la forma dei finanziamenti ci si accorge che sono i più propensi a concedere fondi per il clima sotto forma di prestiti - quindi guadagnandoci - piuttosto che come sovvenzioni.

I contributi finanziari per il clima sotto forma di prestiti

I paesi che inquinano di più

Ci sono cinque Paesi che da soli causano il 67,8 per cento delle emissioni globali di Co2 e sono responsabili del 66,4 per cento del consumo di combustibili fossili: ognuno di questi Paesi ha aumentato le emissioni di anidride carbonica nel 2021. Sono Cina, Stati Uniti, Unione Europea, India, Russia e Giappone.

Le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera: quali sono i paesi che inquinano di più

Il Paese che produce più gas serra è la Cina, che pesa per per oltre il 33 per cento sul totale delle emissioni e da sola fa più dei quattro Paesi che la seguono: Stati Uniti, Unione europea, India e Russia. Dagli anni ’70 fino al 2005 gli Stati Uniti hanno guidato costantemente questa classifica speciale, ma dal 2005 il grande sviluppo economico ha reso la Cina il Paese che più inquina al mondo. 

Per quanto riguarda l’Unione europea, le emissioni sono cresciute del 6,5 per cento nel 2021, ma sono anche diminuite del 5 per cento rispetto al 2019, tenendo conto che i dati del 2020 sono influenzati dai lockdown dovuti alla pandemia. L'Italia invece fa registrare dei dati decisamente positivi, con notevoli diminuzioni delle emissioni in tutti i settori, dall'industria al residenziali, fino ai trasporti, soprattutto se messe in confronto alla media dell'Unione Europea. Ormai è chiaro però che il locale non basta e che gli sforzi per salvare il Pianeta devono essere per forza di cose globali. 

Variazione percentuale delle emissioni di anidride carbonica in Italia

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