Domenica, 25 Luglio 2021
Ambiente

Trivelle, la Consulta boccia i ricorsi delle Regioni: "Inammissibili"

Dovevano essere almeno 5 i consigli regionali a sollevare l'ipotesi di un conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato sulla questione delle trivellazioni. La decisione della Corte Costituzionale non incide sul referendum del 17 aprile

Non sapremo se c'è oppure no un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sulla questione delle trivellazioni, così come sospettato da alcuni dei consigli regionali che hanno richiesto il referendum del prossimo 17 aprile. La Consulta ha bocciato i loro ricorsi nei confronti del Presidente del Consiglio, del Parlamento e dell'Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione. Il motivo? Un vizio di forma: ricorsi "inammissibili" perchè "non è stata espressa la volontà di sollevare detti conflitti da almeno cinque dei Consigli regionali che avevano richiesto il referendum prima delle modifiche legislative sopravvenute". I ricorsi riguardavano la pianificazione delle attività estrattive degli idrocarburi e la prorogabilità dei titoli abilitativi a tali attività.

A quanto apprende l'Ansa, le Regioni Puglia e Veneto sarebbero pronte per depositare già domani due ricorsi alla Corte Costituzionale e impugnare la decisione di oggi che comunque non incide sul referendum di aprile, durante il quale gli italiani saranno chiamati ad esprire la loro opinione sulla durata delle concessioni entro le 12 miglia marittime. Votando sì, come richiesto dal Comitato 'Vota sì per fermare le trivelle' gli italiani abrogheranno la norma che estende, senza scadenze, le attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa.

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