Vado Ligure: la centrale Tirreno Power spenta e sotto sequestro

Il gip ordina il sequestro e lo spegnimento dell'impianto termoelettrico, nel mirino degli inquirenti per le 442 morti avvenute tra il 2000 e il 2007. Ipotesi di reato: disastro ambientale e omicidio colposo

Il giudice per le indagini preliminari di Savona, Fiorenza Giorgi, ha accolto l’istanza presentata dalla Procura per il sequestro dei nuclei a carbone dell’impianto di Vado Ligure di proprietà di Tirreno Power, che ha dovuto spegnere gli impianti.

La richiesta era partita dopo le verifiche effettuate dal ministero dell'Ambiente: gli accertamenti avrebbero fatto emergere il mancato rispetto dei limiti imposti dall'autorizzazione integrata ambientale. La centrale termoelettrica a carbone, con le sue emissioni, avrebbe causato almeno 442 morti sopraggiunte per patologie respiratorie tra il 2000 e il 2007. Tale tesi era stata più volte rigettata da Tirreno Power.

Attualmente la centrale ha quattro impianti, due alimentati a carbone e due convertiti a gas naturale. Nel 2010 il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha autorizzato la costruzione di un nuovo gruppo a carbone da 460 megawatt con emissioni di anidride carbonica aumentate di circa 2,4 milioni di tonnellate l'anno. “Costi sociali per 142 milioni di euro e 3 mila e 380 morti premature in 30 anni di funzionamento del sito” così denunciavano i medici Virginio Fadda (biologo) e Agostino Torcello (pneumologo) dell’associazione ambientalista Moda di Savona. Secondo amministratori locali e comitati territoriali le morti causate dalle emissioni sarebbero molte di più.

Due filoni d'inchiesta sono aperti sull'attività della centrale, uno per disastro ambientale e l'altro per omicidio colposo. Attualmente risulta indagato Giovani Gosio, ex direttore generale, dimessosi poche settimane fa. C'è anche il direttore dello stabilimento Pasquale D'Elia.

Poche settimane fa la Procura aveva acquisito un verbale dell’Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale del ministero dell’Ambiente (Ispra), redatto durante una visita di routine. L’azienda ha sempre negato la propria colpevolezza, affermando che gli studi dei consulenti fossero di parte e con diverse criticità, sottolineando la necessità di un contraddittorio e negando i nessi di causalità tra morti ed emissioni. Il sequestro riguarda proprio tali accuse. Tirreno Power è una ex genco Enel, controllata al 50% dai francesi di Gdf-Suez e partecipata al 39% da Sorgenia, col 5,5% a testa da Iren ed Hera.

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