L'Australia abbatterà 10mila cammelli perché "mettono a rischio le riserve d'acqua"

L'operazione 'di controllo animali selvatici' voluta dall'amministrazione che governa le terre dell'Australia meridionale

Incendi in Australia, gli effetti nel Flinders Chase National Park nella Kangaroo Island, 07 gennaio 2020. Foto Ansa/Epa David Mariuz

Gli incendi in Australia hanno provocato danni e devastazioni, e per porre un rimedio ora fino a 10.000 cammelli verranno abbattuti perché "bevono troppa acqua ". L'operazione è stata annunciata dall'amministrazione dell'Anangu Pitjantjatjara Yankunytjatjara Lands, una remota regione nord-occidentale scarsamente popolata della provincia dell'Australia Meridionale.

I cammelli, in fuga e in cerca di acqua, si stanno spostando verso le zone abitate mettendo a rischio l'approvvigionamento idrico e di cibo da parte delle popolazioni aborigene, ma anche la sicurezza stessa delle persone e delle loro case. Pertanto è stata annunciata "un'operazione di controllo degli animali selvatici" che durerà circa cinque giorni.

Quanti cammelli verranno abbattuti? Da 5.000 a 10.000 secondo quanto dichiarato a Cbs News dal direttore delle Apy Lands, Richard King, Un numero che "rappresenta solo l'1% di ciò che attualmente sta distruggendo le fragili fauna e flora australiane".

Per l'operazione verranno utilizzati dei cecchini professionisti che daranno la caccia agli animali dagli elicotteri. Secondo quanto riferisce The Australian, alcuni dei cammelli saranno lasciati sul posto, dove verranno uccisi, ma quelli che potranno essere raggiunti verranno bruciati o sepolti.

Introdotti in Australia nel 1840 dai coloni, che li usavano per l'esplorazione o il trasporto delle merci, senza predatori naturali i cammelli si sono riprodotti in maniera incontrollata e oggi l'Australia è probabilmente il Paese con la più grande popolazione di cammelli selvatici al mondo. Alcune stime ufficiali parlano di un milione di animali nelle aree desertiche centrali. Per questo, sono considerati una minaccia, causa di contaminazione per le fonti d'acqua e pericolosi per la flora e la fauna locali.

Australia, la raccolta fondi

Il mondo della musica si muove per aiutare le vittime degli incendi che stanno colpendo l'Australia: Elton John e i Metallica hanno annunciato sostanziose donazioni per aiutare le popolazioni colpite dalle devastazioni. Elton John, dal palco di Sydney - la tappa più recente del suo tour di addio - ha annunciato che donerà 1 milione di dollari.

"Dovremmo tutti ammirare il lavoro che stanno facendo i pompieri - ha detto al pubblico - C'è chi ha perso la vita cercando di salvare le case della gente, e c'è chi ha perso sia la vita che la casa. Infine, c'è il dramma degli animali, la distruzione del loro habitat è straziante e di dimensioni bibliche".

Anche i Metallica si sono impegnati, tramite la loro fondazione All Within My Hands e una donazione di 750mila dollari, a contribuire al lavoro del NSW Rural Fire Service e della Country Fire Authority di Victoria. Courtney Barnett suonerà, insieme a Camp Cope e Alice Skye, due concerti di beneficenza a Melbourne; Flume, producer di Sydney, ha inviato 100mila dollari al fondo d`emergenza WIRES, e lo stesso ha fatto Kacey Musgraves con un`associazione non meglio precisata; Pink, infine, ha donato 500mila dollari ai vigili del fuoco delle zone colpite.

Incendi in Australia, che cosa sta succedendo

Intanto un ricercato forestale, Giorgio Vacchiano ha spiegato che cosa sta succedendo in Australia, le origini spesso naturali degli incendi e anche come gli eccezionali avvenimenti di questi giorni siano in qualche modo connessi al cambiamento climatico

Come spiega il ricercatore italiano ad andare in fiamme sono soprattutto di foreste di eucalipto e "bush", una savana semi arida con alberi bassi, fitti o sparsi, fatta soprattutto di erbe e arbusti e simile alla macchia mediterranea: un territorio spesso interessato dagli incendi.

Ma date le condizioni di siccità estrema sono in fiamme anche ecosistemi forestali tradizionalmente più umidi e raramente interessati dal fuoco: il 2019 è stato in Australia l'anno più caldo e più secco mai registrato dal 1900 a oggi, inoltre la siccità si protrae ormai da ben due anni.

La causa può essere tracciata nell'intensità senza precedenti di un fenomeno climatico chiamato "Dipolo dell'Oceano Indiano" una configurazione che porta aria umida sulle coste Africane e aria secca su quelle Australiane. A questo si è aggiunto un riscaldamento improvviso della stratosfera nella zona Antartica che ha portato ulteriore aria calda e secca sull'Australia. Un terzo fenomeno ha infine portato ad uno spostamento verso nord degli anti-alisei, i venti che soffiano costantemente da ovest a est tra 30 e 60 gradi di latitudine sui mari dei due emisferi terrestri: un fenomeno che ha finito per portare ancora aria secca e calda sull'Australia.

Clima: il 2019 il secondo anno più caldo di sempre

Dati confermati anche dal Copernicus Climate Change Service che in collaborazione con Copernicus Atmosphere Monitoring Service rivela anche che i livelli di concentrazioni di CO2 nell'atmosfera. Il 2019 è stato il quinto di una serie di anni eccezionalmente caldi e il secondo anno più caldo mai registrato a livello globale. Contemporaneamente, per l'Europa è stato l'anno più caldo mai registrato.

Il 2019 ha registrato temperature superiori alla media del periodo 1981-2010 di 0,6 gradi centigradi, con la temperatura media degli ultimi 5 anni che è stata maggiore di 1,1 e 1,2 gradi centigradi rispetto al livello preindustriale definito dall'IPCC.

L'Europa ha vissuto il suo anno solare più caldo, di poco superiore al 2014, 2015 e 2018. Inoltre, secondo le misurazioni satellitari delle concentrazioni globali di CO2 atmosferica, nel 2019 la CO2 ha continuato a crescere, con a 2,3± 0.8 ppm.

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Il riscaldamento più importante rispetto alla media del 1981-2010 si è verificato in Alaska e in altre vaste parti dell'Artico. La maggior parte delle aree terrestri sono state più calde della media, in particolare in Europa orientale e meridionale, Africa meridionale e Australia. Al contrario, il Canada centrale e sudorientale ha registrato temperature medie annue inferiori alla media.

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