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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Animali selvatici / Australia

Bambina attaccata all'improvviso da un dingo, ha rischiato di morire: "La teneva sott'acqua"

Tragedia sfiorata ieri sull'isola australiana di K'gari-Fraser, popolare località turistica. I familiari che erano con lei l'hanno liberata. Torna così alla mente il caso di Azaria Chamberlain

Una bambina è stata portata in ospedale dopo essere stata attaccata da un dingo sull'isola australiana di K'gari-Fraser. La piccola (non è stata comunicata l'età) stava nuotando quando il dingo "ha cercato di afferrarla e, secondo quanto riferito, l'ha tenuta sott'acqua per alcuni secondi", hanno detto i soccorritori.

Salvata dai familiari

I parenti che erano vicini sono accorsi e l'hanno liberata dal dingo, ma la giovane ha ricevuto morsi alla testa e alle dita. I paramedici hanno curato la ragazza sul posto prima che fosse trasportata in aereo in ospedale in condizioni stabili. L'eliambulanza LifeFlight ha riferito che il suo equipaggio è stato chiamato in azione ieri, lunedì, alle 16.40 ora locale. L'isola di K'gari-Fraser nel Queensland, una popolare destinazione turistica dichiarata patrimonio dell'umanità, ospita anche circa 200 dingo selvaggi. Ci sono regole severe, non si può dare del cibo agli animali, con pesanti multe per i trasgressori. I dingo dell'isola di Fraser sono più curiosi e meno diffidenti dei dingo della terraferma e le autorità avvertono i visitatori di camminare in gruppo.

Come ogni animale selvatico, un dingo può essere molto imprevedibile. I dingo furono introdotti per la prima volta in Australia da 3.000 a 4.000 anni fa e si pensa che discendano da un cane domestico portato dall'Indonesia. Il dingo è considerato un cane rinselvatichito. Dingo e uomo vivono insieme in stretta associazione ma non dipendono l'uno dall'altro per la sopravvivenza. Entrambi cacciano e riposano insieme. Il dingo è a suo agio in presenza dell'uomo ma può vivere indipendentemente da lui.

Nel 2022 un bambino di cinque anni era stato trasportato in aereo in ospedale con morsi alla testa, al braccio e alle natiche dopo un altro attacco sulla stessa spiaggia. Nel 2001, la tragedia: un bambino di nove anni era stato ucciso vicino a un campeggio dell'isola, nel primo attacco mortale di dingo in Australia dopo la scomparsa della piccola Azaria Chamberlain (aveva solo nove settimane) a Uluru-Ayers Rock nel 1980.

Il caso Chamberlain

Il caso di Chamberlain scosse l'Australia. I dingo furono al centro del processo, uno dei più controversi della storia recente del continente. La scomparsa della bambina australiana Azaria Chamberlain risale alla notte del 17 agosto 1980 durante un campeggio con la famiglia; il suo corpo non fu mai ritrovato. I suoi genitori dichiararono che era stata portata via dalla loro tenda da un dingo; a lungo questa versione non fu ritenuta credibile e, nonostante l'assenza del corpo, del movente e di testimoni, i due genitori vennero processati e condannati per omicidio fino a quando, solo grazie a brandello del vestito della bambina ritrovato tre anni dopo vicino a una tana di dingo furono aperte nuove inchieste che portarono all'annullamento della condanna.

Nel 2012, 32 anni dopo la morte di Azaria, la versione dei fatti dei Chamberlain fu ufficialmente riconosciuta da un medico legale. Sono stati scritti numerosi libri sul caso ed esistono diversi riferimenti del caso nella cultura popolare, come il modo di dire in lingua inglese "A dingo ate my baby" ("Un dingo ha mangiato il mio bambino"). La storia divenne un film per la televisione, un lungometraggio intitolato Un grido nella notte, una miniserie televisiva, una commedia, un concept album della band australiana The Paradise Motel e un'opera teatrale.

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