Lunedì, 8 Marzo 2021

La Cassiopea Mediterranea, elegante danzatrice dei mari italiani

Fluttua nelle acque del Mediterraneo accompagnata da piccoli pesci che nei suoi tentacoli trovano rifugio

©Wikipedia

Grande, colorata e piena di piccoli tentacoli, la troviamo nelle acque dei nostri mari e molto spesso cerchiamo di distruggerla perchè crediamo possa essere un pericolo per noi e rovinarci una tranquilla nuotata in mezzo al mare. 

Niente di tutto questo, la Cassiopea Mediterranea, nome scientifico Cotylorhiza tuberculata, è una scifomedusa che appartiene alla famiglia dei Cepheidae. Appartiene a quelle meduse prive di craspedo, ossia quella parte muscolare che si estende lungo l’ombrella delle meduse.

Caratteristiche

La Cassiopea raggiunge anche i 30 cm di diametro, è circolare ad ha un ombrello discoidale frastagliato che assume le colorazioni sul giallo e verde. Anche in questo caso la natura ha fatto le cose per bene: su questo disco vivono in simbiosi delle alghe unicellulari, le zooxantelle, che assorbono il diossido di carbonio liberato dall’ospite restituendo alla medusa i nutrienti. 

La sua particolarità sta nell'avere delle piccole braccia, tentacoli, che partono dalla bocca e si distribuiscono in maniere omogenea terminando con delle protuberanze simili a dei bottoncini, colorati di blu e viola. Come tutte le meduse, i suoi movimenti sono leggeri e non è inusuale incontrarla nelle calde acque dell'Adriatico, mentre fluttua elegantemente lasciandosi trasportare dalla corrente. 

Tra i suoi tentacoli molto spesso alloggiano alcuni simpatici passeggeri, piccoli pesci del genere dei Trachurus o Boops o Seriola, i quali trovano cibo e rifugio dai predatori più grandi.

Curiosità

Se doveste avere la grande fortuna di incontrarla, non abbiate paura perchè nonostante le sue dimensioni, e quello che è ben noto sulle meduse e cosa potrebbero provocare alla pelle, la Cassiopea Mediterranea non è assolutamente urticante. E' raccomandabile tuttavia restare lontani e non toccarla se si è sensibili o allergici, perchè potrebbe provocare un leggero pizzicore se si viene a contatto con qualche tentacolo. 

In questi ultimi anni sono aumentati gli avvistamenti di questo esemplare soprattutto nel mare Adriatico. La loro riproduzione può avvenire secondo diverse modalità, in maniera asessuata oppure attraverso metamorfosi. Nonostante la sua imponenza, questo animale non è pericoloso e va tutelato e protetto: la sua presenza ha un ruolo fondamentale nell'equilibrio dell'ecosistema marino.

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