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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Legge Salvamare: finalmente i pescatori potranno raccogliere la plastica in acqua

Con la nuova legge approvata in Senato, i pescatori potranno conferire legalmente in porto la plastica issata a bordo. Una rete speciale c’è ed è già stata sperimentata in Adriatico per separare il pesce dai rifiuti. A giovarne, le tartarughe marine minacciate dalle acque che si scaldano.

Fatta la legge, trovato lo strumento giusto per applicarla nel migliore dei modi. Un’efficacia che non rientrerebbe nello stereotipo dell’Italia facilona e burocratica, ma che nel caso della “legge Salvamare” è realtà. Una norma attesa da tutti, approvata in Senato il 9 novembre, che scagiona i pescatori dall’accusa di smaltimento illecito di rifiuti nel caso in cui sbarchino a terra la plastica rinvenuta in mare. E che consente loro di conferirla all’impianto portuale di raccolta, finalmente e gratuitamente in tutta legalità. Ma c’è di più. Già dal dicembre scorso, Fondazione Cetacea aveva sperimentato una rete a strascico in grado di separare in origine i rifiuti dal pesce e dimezzare il tempo perso a bordo. Ora che nella norma sono stati introdotti i “Rap”, ovvero i “rifiiuti accidentalmente pescati”, potremmo essere di fronte a una svolta per l’economia del mare, per il riciclo e per gli abitanti delle acque. Soprattutto per quelle 70.000 tartarughe marine che solo in Adriatico, rischiano di morire soffocate dall’immondizia.

“E abbiamo appena cominciato”, spiega a Today Sauro Pari, presidente di Fondazione Cetacea che, dal 1992 sulla costa romagnola, cura e rilascia le tartarughe trovate in difficoltà. “Dalla prossima settimana sperimenteremo una nuova rete in grado di tirare su solo plastica. I pescatori, nostri più preziosi alleati nella lotta all’inquinamento, sanno bene che un mare pulito è garanzia di un lavoro più rapido, meno stancante e di un pescato di migliore qualità. Così alcuni usciranno con i propri pescherecci, fuori dall’orario di lavoro, per rendere un servizio di pulizia dell’ecosistema”. Un mestiere già duro di per sé, che guadagna il mare alla mezzanotte della domenica per rientrare in porto alla mezzanotte del giovedì successivo. E che tra una “calata” e l’altra delle reti, è costretto ad impiegare il proprio tempo a separare rombi, spigole e triglie da resti di cannucce, bottiglie e buste di plastica. Secondo uno studio pubblicato su “Frontiers in Marine Sciences” infatti, il Mediterraneo sarebbe infestato da circa 3700 tonnellate di plastica. Che non solo costituiscono rifiuti solidi, ma che rilasciano in ambiente marino anche il cosiddetto “marine litter”.

“Solo quest’anno, abbiamo recuperato 68 esemplari di tartaruga”, prosegue Pari. “E in quelle che non siamo riusciti a salvare, le necroscopie hanno rilevato sempre e comunque la presenza di microplastiche. Nelle feci, nel fegato e nei reni”. La lotta contro la plastica è una battaglia giornaliera per le tre specie che abitano l’Adriatico, insieme alla cattura accidentale e all’innalzamento della temperatura delle acque. Il quale induce, da Trieste a Santa Maria di Leuca, un aumento nel numero di caretta caretta, tartarughe verdi e tartarughe liuto. Ma che contrariamente alle apparenze, non costituisce un indicatore confortante. “In Adriatico l’acqua si è scaldata mediamente di 1.7 C°. Questo ha causato, negli ultimi 5 anni, nidificazioni a latitudini settentrionali mai viste. Da Roseto degli Abruzzi nel 2016 c’è stata una corsa a nord che, via Pesaro, ha toccato quest’anno le spiagge di Jesolo con due nidi. Significa che gli esemplari stanno risalendo dalla Grecia e dalla Turchia, loro mari prediletti, ormai divenuti troppo caldi. Dunque qui c’è sempre più da fare. Ma potendo usare gli strumenti giusti, bisognerà che Comuni e Autorità Portuali si organizzino perché i pescatori sono già pronti”, conclude il numero uno di Fondazione Cetacea.

Rilascio di una tartaruga-2

Rilascio tartaruga-2

Rilascio-2

Rilascio di Gilda, foto di Elisabetta Zavoli-2-2

Visita tartaruga recuperata-2

Evento eccezionale nel 2019, recupero di una tartaruga liuto di 300 chili di peso-2

Rete da pesca-2

Platica issata a bordo del peschereccio-2

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