Giovedì, 22 Aprile 2021

Orso aggredisce padre e figlio, pronta l'ordinanza per abbatterlo. L'Oipa: "Faremo ricorso"

L'episodio lo scorso 22 giugno sul Monte Peller. L'animale non è stato ancora identificato.

Foto di repertorio ANSA

Sarà firmata nel giro di poche ore l'ordinanza per fare abbattere l'orso, non ancora identificato, che lunedì 22 giugno ha aggredito Fabio e Christian Misseroni, padre e figlio, sul Monte Peller, in Trentino Alto Adige. Ad annunciarlo il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.

Il governatore ha definito quanto accaduto un "fatto gravissimo" aggiungendo che sarà avviata una discussione con il ministro dell'Ambiene Costa "sulla prospettiva gestionale degli orsi che sta diventando sempre più insostenibile. Vogliamo dialogare con il Ministero, sapendo comunque - ha detto il presidente - che noi abbiamo una legge, la 9 del 2018, che ci consente ampi margini di manovra sulla gestione dei grandi carnivori". 

L'orso non ha ancora un nome e non si sa neppure se sia un esemplare maschio o femmina. Il laboratorio della Fondazione Mach, a San Michele all'Adige, sta analizzando le tracce di Dna trovati sugli abiti delle due persone ferite. Per i risultati dell'esame, spiegano dalla Provincia, ci vorrà qualche giorno. In Trentino ci sono fra gli 82 ed i 93 esemplari di orso, ai quali si aggiungono i nuovi cuccioli. Questi numeri - secondo Fugatti - mettono in dubbio la possibilità di convivenza dell'orso con l'uomo. Di diverso avviso sono le associazioni animaliste che hanno chiesto di evitare l'ennesima azione contro i plantigradi, specificando che forse si è trattato di un'orsa che voleva proteggere i propri piccoli, ai quali le due vittime si sarebbero inconsapevolmente avvicinati.

Oipa: "Pronti a fare ricorso al Tar"

L'Oipa Italia ha fatto sapere che in caso d'emissione dell'ordinanza di abbattimento dell'orso del Monte Peller, presenterà il ricorso al Tar poiché l'abbattimento di un orso può avvenire, per legge, solo in caso di comprovata pericolosità nei confronti dell'uomo e quando si sia verificata l'inefficacia di misure alternative incruente. "E' incredibile come la Provincia autonoma di Trento ordini l'abbattimento o la cattura di orsi così frequentemente - dichiara Massimo Comparotto, presidente dell'Oipa - Viene il sospetto che vi siano falle nella gestione e nel dare istruzioni alla popolazione su quale sia il corretto comportamento nel caso ci s'imbatta in un orso. La sentenza che il presidente Maurizio Fugatti intende pronunciare è crudele. Si sceglie sbrigativamente di uccidere un animale, probabilmente una madre con cuccioli, che inizialmente ha solo digrignato i denti per poi fuggire, come raccontano le cronache".

"Il bosco è la sua casa e anche in quest'occasione chi ha sbagliato è l'ospite umano che, cadendo nel panico, ha innescato una reazione a catena imprevedibile. Questo non sarebbe accaduto nel caso di un corretto comportamento, più volte spiegato dagli esperti e dai forestali. Se nel rapporto uomo-animale vince la 'legge del più forte', vuol dire che siamo ancora alla preistoria", conclude Comparotto.

La dinamica dell'aggressione

L'aggressione è avvenuta lungo un sentiero del Monte Peller, io località Torosi. Il giovane, 28 anni, si stava inoltrando lungo un sentiero, seguito a poca distanza dal padre, quando si è trovato a tu per tu con l'orso. Caduto a terra, è stato sormontato dall'animale e a quel punto la reazione del padre è stata quella di scagliarsi contro il plantigrado riportando la frattura di una gamba in più punti. I due sono stati poi ricoverati in ospedale. 

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