Mercoledì, 21 Aprile 2021

Padre e figlio aggrediti nel bosco, firmata l'ordinanza: "L'orso sarà abbattuto"

L'animale non sarà catturato e rinchiuso come avvenuto per l'orso M49. Il governatore Fugatti ha annunciato misure drastiche

Foto di repertorio

Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha firmato l'ordinanza, e l'ordine questa volta è uno solo: abbattere l'orso. Dopo l'aggressione ai danni di padre e figlio, cacciatori, sul Monte Peller il governatore trentino ha aspettato due giorni e poi, dopo aver avvertito il Ministero, ha dato ordine ai forestali di trovare l'esemplare responsabile dell'aggressione ed abbatterlo. Ad eseguire la "sentenza" sarà il Corpo forestale provinciale.

Questa volta non si tratta, dunque, di catturare l'animale per poi rinchiuderlo, come avvenuto con il caso dell'orso M49, il celebre "papillon". L'ordinanza prevede di appricare la lettera 'k' del Piano Pacobace, il Piano di azione interregionale per la conservazione dell'orso bruno nelle Alpi centro orientali. Si tratta di una delle possibili azioni di controllo che gi enti coinvolti possono intraprendere nel caso di un orso problematico. Sicuramente la più drastica.

Le indagini per identificare l'animale

L'orso, però, non è ancora stato identificato. Le analisi delle tracce organiche raccolte sul posto dalla forestale sono ancora in corso presso la Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige. Non si può dunque sapere se quell'orso abbia attaccato l'uomo altre volte, se si sia spinto in malghe e baite. L'episodio del Monte Peller per Fugatti basta e avanza per emanare un'ordinanza di questo tipo. Il piano Pacobace, infatti, prevede l'abbattimento solo in certe situazioni e solo una sembra essere compatibile con la dinamica di quanto accaduto sul Monte Peller: l'orso ha attaccato senza essere provocato.

Nell'ordinanza si specifica anche che l'attacco "è avvenuto in orario diurno (erano le 18 Ndr) ed in una zona normalmente frequentata dalle persone". Addirittura si accenna al fatto che la zona si trovi "a monte di un grosso centro abitato (Cles), è accessibile liberamente al traffico automobilistico ed è caratterizzata nella stagione estiva, che comincia proprio in questi giorni, da un importante afflusso di gente, locali e turisti, facendo aumentare in maniera significativa la possibilità di ulteriori incontri, anche ravvicinati, con il soggetto in questione". 

Su quest'ultimo punto sono state sollevate numerose critiche: la località in cui si è svolto il drammatico incontro è in realtà in media montagna, mentre Cles si trova nel fondovalle. Vi si accede percorrendo una strada forestale, e poi proseguendo a piedi, tant'è che anche Christian e Fabio Misseroni, i due aggrediti, stavano procedendo a piedi nel bosco. Solamente quando l'animale si è allontanato sono tornati, faticosamente, all'auto, con la quale si sono recati in Pronto Soccorso. 

Il Wwf: "Scelta fuori luogo"

Sugli scudi le associazioni animaliste. L'Oipa ha giò annunciato ricorso al Tar, mentre Wwf Italia parla di "una scelta improvvida e fuori luogo".  "Le dinamiche dell'incidente non sono ancora chiare" spiega l'associazione animalista" che si focalizza sulla "mancanza di alcuni elementi fondamentali per definire cause e responsabilità dell'accaduto, ad esempio l'eventuale presenza di cuccioli o altre motivazioni che possono aver spinto l'orso a ferire le due persone (come previsto dal Piano d'Azione per la Conservazione dell'Orso sulle Alpi Pacobace)". Per questo motivo, il Wwf annuncia che "diffida la Provincia di Trento dal procedere in tal senso, mentre la invita a rafforzare le iniziative di educazione e sensibilizzazione in tutti i territori dove vive il plantigrado".

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