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Giovedì, 22 Febbraio 2024
L'altra epidemia

Il virus della peste suina spaventa l'Oms: "Situazione mai così difficile"

Il vaccino contro la peste suina potrebbe arrivare solo tra 2 anni

Si è diffusa in 50 paesi, con una velocità preoccupante: è la peste suina africana (Psa), malattia virale che infetta suini domestici e selvatici provocandone la morte. La buona notizia è che non si trasmette all'uomo ma a preoccupare sono soprattutto le ripercussioni economiche, spiecialmente in un contesto già duramente colpito dal Covid. Oggi l'Organismo mondiale della sanità (Oms) ha lanciato un vero e proprio allarme sulla peste suina, dichiarando di non aver mai visto una situazione difficile come questa. Andiamo per ordine. 

La peste suina: origini e diffusione in Italia

Le primissime tracce di peste suina in Europa risalgono al 2014, quando esplose un’epidemia in alcuni paesi dell’Est della Ue. Da allora la malattia si è diffusa in altri stati membri, tra cui Belgio e Germania, mentre in ambito internazionale è presente in Cina, India, Filippine e in diverse aree del Sud-Est asiatico, raggiungendo anche l’Oceania (Papua Nuova Guinea). L'ultima ondata è arriva in Italia il 7 gennaio 2022, con la positività di un cinghiale trovato morto in Piemonte, nel Comune di Ovada, in provincia di Alessandria. In questo caso, però, il virus è geneticamente diverso dal quello circolante da alcuni anni in Sardegna e ormai sotto controllo. La peste suina si è poi diffusa in un'area che comprende 114 Comuni tra Liguria e Piemonte, dove sono stati individuati più di 30 cinghiali trovati positivi alla peste suina.

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L'allarme dell'Oms sulla peste suina: "Situazione mai così difficile"

"Dal 1978, da quando mi occupo di peste suina, non ho mai trovato la situazione difficile come in questo momento", ha dichiarato in un'audizione al Senato Manuel Sanchez-Vizcaino Rodriguez, esperto dell'Organizzazione mondiale della sanità e direttore del Laboratorio di riferimento per la Psa. "La malattia - spiega Rodriguez - è presente in cinque continenti e oltre 50 Paesi e continua ad avanzare molto velocemente". Cosa suggerisce l'esperto dell'Oms per frenare il contagio? "L'unica possibilità di cui disponiamo è il controllo della malattia che si può effettuare sulla base di tre singole azioni: la prevenzione precoce prima che si diffonda, il contenimento dell'area infettata e la riduzione della popolazione dei cinghiali. Fondamentale è anche il fatto che gli allevamenti di maiali non siano nelle aree infette". Prima di tutto, però, bisogna individuare il primo canale di trasmissione: è fondamentale capire come sia arrivata la Psa in Italia, ossia "sapere se è arrivata dall'Europa, dall'Ue o ancora dall'Asia e come se via nave o su strada. Questo per evitare una seconda infezione e fare un rigoroso programma di sorveglianza". In Italia "non è stata ancora fatta la sequenziazione genetica del virus", sottolinea Rodriguez. In attesa del vaccino contro la Psa, per il quale bisognerà aspettare ancora due anni, l'esperto suggerisce di prendere informazioni dalla Repubblica Ceca e dal Belgio, vista la loro capacità di gestione dell'epidemia.

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