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Domenica, 16 Giugno 2024
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"Così vivono i polli in un allevamento intensivo"

Un team investigativo di "Animal Equality" ha documentato le condizioni di vita dei polli "ad accrescimento rapido" in due grandi capannoni del Nord Italia. Gli animalisti parlano di cadaveri in decomposizione, sofferenze fisiche e pessime condizioni igienico sanitarie

L'organizzazione no profit Animal Equality ha diffuso oggi i risultati di un'inchiesta, realizzata a partire dal 2019, che documenta le condizioni di vita dei polli di un allevamento intensivo del Made in Italy. Il team investigativo dell'associazione si è concentrato su un allevamento intensivo di polli Broiler impiegati nella filiera di produzione della carne nel Nord Italia. La capienza dell’allevamento, si legge nel comunicato, è di circa 80.000 polli per ciclo produttivo e l’allevamento consta di due grandi capannoni.

Nell'inchiesta gli animalisti denunciano il ritrovamento di numerosi animali morti e in decomposizione in vari punti dell’allevamento, tra cui la lettiera, in alcuni casi anche sotto delle mangiatoie. E ancora: tra le criticità riscontrate la condizione di sovraffollamento nelle gabbie e le temperature troppo elevate proprio durante la stagione estiva. Anche le condizioni igienico sanitarie in cui vivono i polli lascerebbero molto a desiderare: "La lettiera - si legge - è sudicia e pregna di deiezioni, con possibili conseguenze negative per la salute respiratoria degli animali. All’alto tasso di ammoniaca contenuto nella pollina - ovvero la mistura di lettiera e deiezioni assorbite - si aggiunge anche un’alta carica batterica derivante dai corpi in stato di decomposizione. Il sistema di areazione è risultato sporco e inadeguato ad areare opportunamente la struttura". 

Dai video, spiegano da Animal Equity, si evince come gli animali vivi nella maggior parte dei casi sarebbero "incapaci di assumere una posizione di riposo naturale e di camminare adeguatamente. Molti di loro stanno in quella che è definita posizione dello 'splay leg', con arti divaricati per via del peso abnorme della muscolatura, che schiaccia lo scheletro dei polli e rende impossibile per questi delicati animali alcun movimento naturale. Altri animali invece risultano accasciati su un fianco o con arti rigidi e protesi, non in grado di muoversi".

I polli ad accrescimento rapido. L'inchiesta di Animal Equity in un allevamento intensivo

Non solo. Sugli animali, si legge nel comunicato, "sono inoltre state riscontrate lacerazioni della cute ed arrossamenti, con perdita di piumaggio e presenza in alcuni casi di tagli visibilmente infetti e non curati. La causa è l’acidità della lettiera su cui gli animali poggiano costantemente il corpo, in particolare la zona del petto e del posteriore". Animal equity denuncia anche il ritrovamento, nelle celle frigorifero, di "corpi congelati di molti animali di età variabile, elemento che suggerisce un alto tasso di mortalità in tutte le fasi di crescita in questo allevamento". Cadaveri di polli in decomposizione sarebbero stati rinvenuti anche in cumuli "insieme agli animali ancora vivi". 

I polli ad accrescimento rapido

Ogni anno in Italia vengono macellati più di 550 milioni di polli. Oltre il 90% di questi animali, denunciano gli autori dell'inchiesta, appartiene alle cosiddette razze 'ad accrescimento rapido', "quegli ibridi commerciali di avicoli selezionati geneticamente nel tempo per raggiungere delle caratteristiche funzionali alla vendita per il consumo umano al costo più basso possibile". Animal Equality ha lanciato una petizione rivolta al Ministro per le Politiche Agricole e al Ministro per la Salute per chiedere di supportare a livello europeo la messa la bando delle razze a rapido accrescimento e di disporre l’abbandono totale delle razze a rapido accrescimento in Italia. Gli animalisti citano in particolare alcuni documenti dell'Autorità Europea "che rilevano le negatività connesse al rapido incremento del peso dei polli Broiler, collegando esplicitamente le negatività rilevate - tra le quali si annoveravano i disturbi scheletrici - ai tassi di crescita eccessivi di questa razza". 

"I risultati emersi da questa investigazione ribadiscono l’urgenza di sensibilizzare i cittadini su cosa accade realmente negli allevamenti intensivi e la necessità da parte delle istituzioni di intervenire per porre fine all’allevamento dei polli Broiler a rapido accrescimento", spiega Alice Trombetta, Direttrice Esecutiva di Animal Equality Italia. "I polli - prosegue Trombetta - sono animali dall’intelligenza spiccata, con caratteristiche sociali complesse e come esseri senzienti non possono essere confinati in luoghi di questo genere, costretti a vivere nel degrado e nella sofferenza costante a causa di una selezione genetica che guarda solo al profitto dell’industria a scapito del benessere degli animali".

(Foto e video 'Animail Equity')

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