Lunedì, 8 Marzo 2021

E' il più velenoso d'Italia: attenzione al 'Ragno violino'

Il suo morso provoca una serie di danni, è importante intervenire in tempo

©Pixabay

Il suo nome non ha nulla a che fare con la passione per la musica. E' un ragno noto per il suo morso velenoso.

Il Ragno violino, Loxosceles rufescens, è così chiamato per la sua macchia sul corpo che ricorda lo strumento musicale. Non sempre è visibile però. Vive in tutto il Mondo e lo troviamo anche in Italia. il suo morso velenoso è capace di produrre diversi danni al nostro corpo.

Caratteristiche

Il ragno violino si riconosce per la sua colorazione marroncino e gialla. Ha piccole dimensioni, i maschi raggiungono i 7 mm mentre le femmine 9. Sono dotati di 6 occhi con una leggera peluria sottile e corta sul corpo. Le sue zampe sono sottili e lunghe e di un marroncino più chiaro di quello del corpo.

Il ragno violino è un animale notturno e va a caccia di piccoli insetti come formiche, scarafaggi ed anche altri ragni. E' possibile che si avventuri nelle abitazioni a caccia di artropodi morti e non è difficile trovarlo insediato poi dietro armadi, scaffali e mobili in genere, dove ama intessere la sua tela. 

La strategia di caccia non consiste nell'intrappolare le sue prede nella tela ma di catturarle grazie al suo morso velenoso. Una volta stremata, la povera vittima viene letteralmente succhiata dal ragno. 

Il ragno violino vive in tutta l'area mediterranea e quindi in Italia. Predilige ambienti isolati, poco frequentati, secchi e bui. Si nasconde nelle fessure delle rocce dei muretti a secco o sotto grandi massi. Anche le abitazioni e i prefabbricati diventano la sua abitazione. Soprattutto al Nord, dove gli inverni sono più rigidi, il ragno violino si nasconde in casa, in bagni e scantinati, battiscopa, mobili, scatole di cartone o posti e oggetti impensabili come guanti, calzature e a volte anche biancheria.

Il morso del ragno violino

Il suo morso è indolore e può essere definito asintomatico ma gli effetti si avvertono solo dopo alcune ore: la lesione arrossata comporta prurito, bruciore e formicolii. Questi effetti nell’arco delle 48-72 ore successive, possono portare alla necrosi e formazioni di ulcere.

C'è da prestare molta attenzione e occorre agire tempestivamente recandosi in ospedale anche perchè il morso dell’animale può veicolare all'interno dei tessuti alcuni batteri anaerobi che potrebbero aggravare la situazione favorendo la comparsa di fasciti necrotizzanti progressive.
 

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