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Martedì, 24 Maggio 2022
Animali

Ragno violino, cosa non torna nella morte di Cristina Calzoni

Nella cronaca dei fatti, molte circostanze sembrano incompatibili con la colpevolezza dell’aracnide mediterraneo. Che finora ha mietuto una sola vittima accertata in Europa. E l’autopsia non si farà

E’ vero, il ragno violino della specie europea Loxosceles rufescens è molto comune nelle nostre abitazioni. Ma nel caso di Cristina Calzoni, quarantaseienne di Gabicce deceduta il 14 gennaio a causa di un presunto duplice morso, ci sono domande che la cronaca ha lasciato inevase. L’identificazione mai avvenuta dell’animale, lo stesso luogo dei fatti e lo stesso punto sul corpo a distanza di due mesi, un morso indolore se non prima di 24 ore e l’assenza di autopsia, consigliano cautela prima di processare il colpevole a otto zampe. Responsabile peraltro di un unico precedente caso accertato in Europa: nel 2015, quando una donna calabrese morì per una coagulazione intravascolare disseminata dopo un morso sul dito.

“Le fessure dei vecchi muri, i battiscopa, gli infissi e i quadri, con una particolare predilezione per gli indumenti lasciati fuori dagli armadi, sono il riparo ideale per un animale piccolo, schivo e notturno”, spiega a Today Andrea Bonifazi, naturalista ed ecologo. “Ma la sua identificazione non è immediata nemmeno per gli aracnologi che, per evitare di scambiarlo con alcune delle altre 1600 specie diffuse in Italia, hanno bisogno di osservarlo attentamente”. Nove millimetri di animale escluse le sottili zampe, un addome uniforme con una macchia sul prosoma che può vagamente ricordare la forma di un violino. Tono su tono, di un marrone leggermente più scuro rispetto a resto del corpo. Oltre ad avere tre paia di occhi invece che i canonici otto. No alle ragnatele vistose, sì a fili disordinati tessuti nei suoi nascondigli. Un rebus. Anche perchè la natura si diverte a rendere tutto più difficile per homo sapiens e quindi ha previsto un sosia. “Filistata insidiatrix ha la stessa classica macchia “a violino” sul cefalotorace”, prosegue Bonifazi. "Sono simili e vivono entrambi in ambienti umani ma basta osservarli l’uno vicino all’altro per rendersi conto della differenza morfologica”. Oltre al fatto che “le lesioni dovute ad altri tipi di animale come insetti, pappataci, altri tipi di ragno sono spesso, soprattutto nelle prime fasi, indistinguibili tra loro”, aggiunge Giorgio Ricci, Direttore del Centro Antiveleni dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.

Muore improvvisamente a 46 anni: era stata morsa due volte dal ragno violino 

Come ha fatto quindi Cristina, che avrebbe ricevuto entrambi i morsi sulla schiena entrambe le volte in un gattile (uno a settembre e uno a novembre), a rendersi conto che si trattasse proprio di ragno violino? Un morso indolore nell’immediato, che provoca eventuali rossori o lievi pruriti non prima di alcune ore. “Le lesioni necrotiche, che al massimo possono estendersi in pochi centimetri, potrebbero anche intervenire ma non prima di due giorni. E solo in quest’eventualità molto rara, meno dell'1% dei casi evolve in sintomi simil-influenzali e una piccola febbre, curabile dal proprio medico”, prosegue Ricci. Le lesioni possono peggiorare solo se ci si trova di fronte a patologie pregresse che possano compromettere la guarigione. “Come il diabete o le patologie del sistema immunitario, patologie del fegato o del rene. In questi casi è necessario accertarsi di essere in regola con la vaccinazione antitetanica ed è bene sempre concordare il trattamento con il proprio medico o con un centro antiveleni. In ogni caso, si può parlare di morso di ragno violino solo se si è certi di aver riconosciuto l'aracnide in questione”, conclude Ricci. Nessun cenno alla necessità di assumere gli antidolorifici di cui pare che facesse uso Cristina per dolori duraturi, dunque. I quali non avrebbero potuto risolvere le eventuali necrosi, di cui comunque non v’è traccia, che rappresentano la condizione necessaria per evolvere in eventuali altri complicanze. Una faccenda complessa, che molto probabilmente non verrà chiarita del tutto poiché l’Azienda Sanitaria Regionale delle Marche non ha previsto l’autopsia, ma solo un accertamento esterno del corpo. Il ragno violino e la cosiddetta vedova nera sono le uniche due specie di aracnidi presenti in Italia ad avere un veleno potenzialmente dannoso per l’uomo. Fare attenzione sì, ma anche tenersi alla larga da facili allarmismi.

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