rotate-mobile
Mercoledì, 1 Dicembre 2021
animali

La cucciola di squalo nata in una vasca con due femmine: è il primo caso al mondo

Primo caso documentato al mondo di squalo palombo nato senza fecondazione maschile: si tratta del fenomeno della "partenogenesi". La piccola Ispera è un clone della madre e su di lei sono attualmente in corso alcune indagini genetiche

Una piccola di squalo palombo, due possibili mamme. Nessun padre, perché nella vasca in cui è avvenuto il lieto evento non vivevano maschi da almeno un decennio. E’ accaduto in Sardegna, all’acquario di Cala Gonone, dove si è verificato il primo caso documentato al mondo di partenogenesi in questa specie. “In casi molto rari, una femmina può riprodursi senza il maschio per garantirsi una prole – spiega a Today Paolo Pastorino, ricercatore all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta che sta conducendo le indagini genetiche per accertare quale dei due esemplari abbia effettivamente partorito. “Si tratta di una strategia adattativa che in natura viene utilizzata più comunemente dagli invertebrati, come le api da miele e gli insetti stecco. Ma che altre specie possono mettere in atto in caso di necessità, quando si hanno scarse possibilità di incontrare un partner. Semplicemente, la cellula uovo si sviluppa pur non essendo fecondata e questo genera una discendenza clone della madre”.  Adattamento della specie sì dunque, ma con cautela. Secondo Pastorino infatti, si tratta di una scelta non molto vantaggiosa in natura poiché “determina una discendenza senza alcuna variabilità genetica. Che porta con sé tutti i difetti dell’unico genitore e quindi anche una minore versatilità per reagire a condizioni avverse. Oltre a dover stabilire quale delle due femmine sia la madre – prosegue l’ecologo – stiamo cercando di capire proprio quale sa la conseguenza di questo tipo di riproduzione sulla vita della prole”. 

La squaletta, che ormai ha 5 mesi di vita e sta bene, appartiene ad una specie non pericolosa per l’uomo che può raggiungere al massimo i 2 metri di lunghezza. Al contrario, è l’uomo stesso a metterla in pericolo. Diffusa nel Mediterraneo, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) la classifica come “in pericolo di estinzione” a causa della pesca a strascico eccessiva, con popolazioni destinate a dimezzarsi nei prossimi 20 anni se si manterrà questo trend di prelievo insostenibile. “Il suo nome è Ispera – prosegue Pastorino – che in sardo significa “speranza”. Non solo per le condizioni precarie negli habitat naturali ma anche perché prima di lei, si sono verificati in quella stessa vasca altri due parti nel 2016 e nel 2020. In nessuno dei due casi però, il neonato è sopravvissuto”. In questo caso invece, è stato possibile prelevare il DNA per poi sequenziarlo e creare, tramite dei marcatori microsatellite, una sorta di impronta genetica. “Avremo maggiori dati a breve, con i quali potremo valutare se e quali saranno le debolezze alle quali la piccola Ispera andrà incontro nella vita. Che in questa specie, ha registrato un esemplare raggiungere i 24 anni di età”, conclude il ricercatore.

ispera_2_web (1)-2-3

ispera_mamma_11-2-2

ispera_1_web (1)-2-2

ispera_mamma_2-2-2

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La cucciola di squalo nata in una vasca con due femmine: è il primo caso al mondo

Today è in caricamento