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Martedì, 25 Gennaio 2022
Manovra 2022

Svolta storica: l'Italia chiude gli allevamenti degli animali da pelliccia

Entro il 30 giugno 2022 gli allevamenti dovranno dismettere gli animali già presenti nelle strutture mentre già da gennaio scatta il divieto di allevamento di visoni, volpi, procioni, cincillà

Stretta contro la produzione delle pellicce naturali. Con la manovra 2022 scatta il divieto di allevamento, riproduzione in cattività e uccisione di visoni, volpi, procioni, cincillà e animali di qualsiasi specie utilizzati per ricavarne pelliccia, come prevede un emendamento, a prima firma della capogruppo di Leu al Senato Loredana De Petris, approvato dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama.

La misura consente in deroga agli allevamenti di mantenere gli animali già presenti nelle strutture non oltre il 30 giugno 2022. Sono stanziati 3 milioni di euro per il 2022 per indennizzare gli allevamenti.

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Oggi in Italia sono rimasti 5 allevamenti nelle province di Brescia, Cremona, Forlì-Cesena, Ravenna, L’Aquila e che complessivamente detengono 7.230 visoni “riproduttori”. L’allevamento di animali allo scopo di produrre pellicce è già stato vietato da numerosi Paesi in Europa e principalmente per motivazioni etiche e di benessere animale, poi anche come misura anti-Covid per evitare ulteriore diffusione del coronavirus Sars-CoV-2 e nuove varianti.  Tra divieti vigenti o già approvati che entreranno in vigore a breve in area europea, molti Stati hanno già messo al bando gli allevamenti di animali “da pelliccia”: Regno Unito (dal 2000), Svizzera (2000), Austria (2004), Slovenia (2013), Repubblica di Macedonia (2014), Croazia (2017), Lussemburgo (2018), Repubblica Ceca (2019), Serbia (2019), Germania (2022), Belgio (2023), Irlanda (2022), Norvegia (2025), Estonia (2026), Francia (2026), Bosnia ed Herzegovina (2029). Durante l’epidemia di coronavirus l’Olanda ha anticipato a gennaio 2021 il divieto precedentemente fissato al 2024; la Svezia e la Danimarca hanno sospeso l’allevamento di visoni per tutto il 2021, la Danimarca ha già confermato proroga sospensione a tutto il 2022, mentre l’Ungheria, che non ha mai avuto allevamenti di visoni, ha disposto il divieto di importazione di visoni come misura preventiva contro la possibile delocalizzazione di allevamenti da altri paesi.  

L’On. Michela Vittoria Brambilla, Presidente dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali e della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (LEIDAA) ha commentato il voto: “In trent’anni di lotta animalista questa è la vittoria più bella. Finalmente un voto parlamentare sancisce lo stop a sofferenze inenarrabili inflitte agli animali in nome soltanto del lucro e della vanità. L'Italia è il ventesimo Paese europeo che introduce divieti o severe restrizioni a questa attività: meglio tardi che mai. Ora attendiamo l'approvazione definitiva della legge di bilancio, ma la volontà politica è stata chiaramente espressa. Si realizza un sogno che le associazioni di protezione animale hanno coltivato per decenni nel nostro Paese e che altrove in Europa, da ultimo in Irlanda e Francia, è già diventato realtà. Voglio ringraziare tutte le colleghe e i colleghi dell’Intergruppo, in particolare la Vicepresidente De Petris che ha fatto proprio l'emendamento e l'ha segnalato alla commissione, i parlamentari che hanno condiviso questa scelta e l'ufficio italiano di Humane Society International che ha promosso lo studio economico i cui risultati hanno costituito la “base” per formulare la proposta. È un grande traguardo, di cui finalmente gioiscono tutti coloro che amano e rispettano gli animali!”

La sen. Loredana De Petris, Presidente del Gruppo misto al Senato della Repubblica e Vicepresidente dell'Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali, ha dichiarato: “Abbiamo ottenuto risultati importanti con un impegno trasversale. Non solo abbiamo posto fine ad una vera e propria vergogna, quella degli allevamenti di animali da pelliccia, ma, seguendo l'esempio di molti altri Paesi europei, eliminiamo alla radice il rischio che questi stabilimenti, potenziali serbatoi del virus SARS-Cov-2 e di imprevedibili mutazioni, rappresentano per la salute pubblica nel pieno della pandemia. Ringrazio le forze politiche che responsabilmente hanno sostenuto questo emendamento di buon senso e di grande valore etico.”

Martina Pluda, Direttrice per l'Italia di Humane Society International afferma: “È un passo cruciale verso una vittoria storica per le associazioni animaliste in Italia, che da anni portano avanti questa battaglia di civiltà. Ci sono ragioni di ordine economico, ambientale, di salute pubblica e non da ultimo di benessere animale per vietare e chiudere gli allevamenti di animali da pelliccia. Siamo felici che il nostro Paese si sia finalmente reso conto che la persistenza di queste attività rappresenterebbe una scelta eticamente inaccettabile e rischiosa per la società che supera i limitati benefici economici che offre alla piccola minoranza coinvolta in questa pratica disumana. Siamo orgogliosi di aver contribuito al raggiungimento di questo traguardo, portando soluzioni concrete che hanno di fatto sancito la fine dell'allevamento di animali da pelliccia in Italia, offrendo allo stesso tempo proposte sostenibili di riconversione. Ringrazio l’on. Brambilla per l’instancabile impegno e tutti i membri dell'Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali per il supporto corale.”

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