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Venerdì, 20 Maggio 2022
Giro d'affari milionario

Cosa si nasconde dietro al traffico dei cuccioli dall'Est Europa all'Italia

Quasi metà degli italiani ha un animale domestico. I cani sono spesso comprati online, dietro al "prezzo affare" in molti casi si nascondono gruppi criminali. Animali maltrattati e clienti truffati i due risvolti della medaglia. Per la legge però sono "beni", "cose"

Commercializzati esattamente come beni di consumo: puntando sul costo più basso e sulle offerte, trasportati su mezzi stracolmi e quasi sempre non idonei, aggirando i controlli e le norme del settore. Ma oggetti non sono (Tecnicamente la legge li equipara agli oggetti ma ci sono specifici regolamenti con prescrizioni su trasporto e tutela ndr). Parliamo di cani. Di razza. Cuccioli soprattutto. Il crescente desiderio di avere un animale, ma allo stesso tempo la voglia di risparmiare, alimenta un fiorente mercato parallelo dove le regole vengono ignorate. Arrivano soprattutto dall'Est Europa, Ungheria in primis. Questo con pericolose conseguenze. Economiche perché si arricchiscono gruppi criminali, per i cuccioli che spesso sono malati e muoiono durante il viaggio, per tuti noi perché alcune malattie sono trasmissibili.  

"Dammi un cucciolo ed è tutto in regola"

Solo oggi, 1° febbraio, un'indagine della guardia di finanza ha smantellato un'organizzazione dedita al traffico di cani di razza nella zona dei Castelli Romani. I finanzieri hanno eseguito tre ordinanze di custodia agli arresti domiciliari nei confronti di altrettante persone, tra cui un funzionario pubblico che, avrebbe "chiuso un occhio", in cambio di regalie, dopo aver scoperto un allevamento abusivo. 

A far scattare le verifiche è stato un controllo delle Fiamme Gialle della Compagnia di Velletri. Gli investigatori sono stati attratti -n spiegano le fianne gialle - dalla presenza di numerosi cani nel giardino di un`abitazione. Dopo i primi accertamenti, i militari hanno capito che si trattava di un allevamento sprovvisto delle necessarie autorizzazioni amministrative e sanitarie. I successivi approfondimenti hanno fatto emergere una vera e propria impresa abusiva e pubblicizzata su Instagram, che gestiva oltre 300 cani delle razze Bouledogue inglese e francese, Chihuaua e Alano, privi di pedigree e microchip, i cui prezzi di vendita si aggiravano tra i 1.500 e i 2.000 euro l`uno.

Per l'accusa l'attività era già stata individuata anche da un funzionario dell`Asl deputato alla vigilanza che, in cambio di alcuni animali ricevuti in dono, aveva omesso volontariamente di rilevare le irregolarità.

traffico cani gdf2-2

Ma è solo un episodio. La settimana scorsa la finanza ha fermato un uomo residente a Napoli che in auto aveva tre gabbiette, uguali a quelle utilizzate per i polli, dove erano sistemati i cuccioli, tutti di pochissime settimane di vita e di razza pregiata (barboncini, bouledogue francesi, yorkshire). L'uomo ha ammesso di aver prelevato i cani  in una località friulana da un soggetto dell'est Europa, in precedenza contattato tramite il web, con lo scopo di "piazzarli" abusivamente sul mercato nero.

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Business da 300 milioni l'anno

L'Eurispes ci aiuta a capire il fenomeno animali domestici (report Italia 2021).

  • Il 40,2% degli italiani ha un animale domestico;
  • Cani (43,6%) e gatti (35,1%) i più amati;
  • Il 20,7% di chi ha un animale lo ha ricevuto in dono.;
  • Il 19,3% lo ha preso in un canile/gattile;
  • Il 17,1% lo ha raccolto dalla strada;
  • Il 13% lo ha acquistato in un allevamento;
  • Il 12,3% lo ha comprato in un negozio di animali;
  • L’11,4% lo ha acquistato da conoscenti o privati;
  • I 5,7% ha tenuto il cucciolo di un animale che possedeva già;
  • Lo 0,5% lo ha acquistato attraverso la Rete.

Oltre il 37% degli animali che arrivano nelle case, sono stati acquistati. Stando al Rapporto Zoomafia 2021. nei Paesi dell’Unione Europea vengono “movimentati” circa 46 mila cani e solo nella metà dei casi è possibile la tracciabilità, cioè ricostruire il percorso che li ha portati dalla nascita al destinatario: il resto diventa profitto per il mercato clandestino. Cani e gatti rappresentano un grosso giro d’affari. La moda del cucciolo di razza alimenta un traffico milionario e, in questo quadro, la tratta dei cuccioli dai Paesi dell’Est si conferma uno dei business più redditizi che coinvolge migliaia di animali ogni anno e che vede attive vere e proprie organizzazioni transazionali. 

"Cani di razza prezzo affare"

Uno dei canali più vendita più usato è Internet. "Bellissimi cuccioli vendo a prezzo affare", "Adorabile cucciolo di appena 30 giorni", "Cani di razza a poco prezzo" i messaggi più diffusi e via di foto "strappalike". Lo scambio avviene spesso in svincoli autostradali o altri punti di passaggio e difficilmente controllabili.  

In realtà chi compra sta alimentando il mercato dei finti "allevamenti". Perché allevamenti non sono. iuttosto sembrano siti di stoccaggio. E spesso i documenti di accompagnamento sono fasulli. Il microchip, obbligatorio per legge inserirlo prima della vendita, non c'è. 

Il migliore amico dell'uomo è una merce?

"In Italia purtroppo siamo ancora ben lontani dalla rivoluzionaria sentenza del Regno Unito ,che di recente ha riconosciuto l’animale come essere senziente e quindi la tutela dei loro sentimenti. A differenza dell’Italia, in cui si tutela più il sentimento dell’uomo nei confronti degli animali. Da noi ancora considerati 'res', e quindi oggetti e non soggetti", commenta Elisa Frisella, medico veterinario e Ctu e perito del Tribunale di Palermo. 

I controlli

Come spiega Ciro Troiano, criminologo e responsabile Osservatorio Nazionale Zoomafia Lav, dal 2010 (anno in cui è entrata in vigore la legge contro la tratta dei cuccioli) fino al 2020 compreso, sono stati sequestrati 6565 cani e 92 gatti al "valore" complessivo di circa 5.252.000 euro. Sono state 383, invece, le persone denunciate. Ovviamente sono stime per difetto. L’analisi della nazionalità delle persone denunciate conferma la transnazionalità di questo tipo di reato: russi, ungheresi, bulgari, serbi, moldavi, ucraini, slovacchi, rumeni, polacchi e, ovviamente, italiani. Alcuni di loro sono stati denunciati più volte in diverse parti d’Italia.  

A riprova del fatto che non si tratta di un “semplice” fenomeno di malaffare, la tratta dei cuccioli è diventata argomento di studio ed analisi anche della commissione parlamentare antimafia.

I cuccioli che sopravvivono spesso sono malati

I cuccioli-merce nascono in allevamenti a conduzione familiare o in vere "fabbriche", strutture che ospitano decine o centinaia di fattrici per la riproduzione, stabulate in box piccolissimi con cibo solo per sopravvivere. 

Dopo appena 30–40 giorni, i piccoli sono caricati su camion o furgoni e trasportati nel nostro Paese. Viaggiano soprattutto di notte, spesso con passaporti falsi o falsificati, nascosti nei bagagliai di autovetture, in furgoni o tir mimetizzati all’interno di insospettabili borsoni, in treno, in aereo. 

Un viaggio che può durare anche oltre 12 ore. Sono poi messi in vendita in allevamenti o negozi quando sono fortunati, furtivamente presso i caselli autostradali o su internet nella maggior parte dei casi. Cuccioli acquistati a circa 60 euro sono venduti a prezzi anche fino a 20 volte superiori, una volta “trasformata” la loro origine da Est europea a italiana. Ciò compensa ampiamente anche le perdite dovute all’alta mortalità dei cuccioli: si stima che sia intorno al 50% tra il trasporto e dopo l’arrivo in Italia. Il  precoce distacco dalla madre causa infatti sia traumi affettivi sia problemi di salute. Privi delle difese immunitarie, i cuccioli possono contrarre malattie mortali, come il cimurro e la parvovirosi. Persino la rabbia, un pericolo per tutti. Cani dell’Est, debilitati e malnutriti, sono spesso "serbatoio"  di virus che potrebbero diffondersicon gravi conseguenze per tutti i cani italiani 

Come evitare truffe 

Ovviamente spesso chi compra non sa di stare alimentando il mercato parallelo. Agisce spinto dalla voglia di aver il cucciolo e dal prezzo basso. Per evitare di alimentare la criminalità e incappare in quella che è una vera e propria truffa perché nella maggior parte dei casi il cane è malato e destinato a una fine precoce

  • Consultare il proprio veterinario per dare un giudizio sul libretto vaccinale del cucciolo in arrivo, sul microchip e sull'eventuale serietà dell'allevatore;
  • Non comprare da venditori poco affidabili;
  • Ricordare che non si possono vendere cani senza microchip; 
  • Chiedere ricevuta o fattura; 
  • Chiedere pedigree se il cane è di razza.

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