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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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L'impresa straordinaria di un fenicottero italiano, volato dalla Sicilia agli Emirati Arabi

Nato alle Saline di Priolo in primavera, alla fine di novembre era sulla sponda sud del Golfo Persico. Immortalato da un birder locale, di lui c’è un solo, prezioso, scatto. Impresa unica, di oltre quattromila chilometri in appena tre mesi

Un giovane viaggiatore errante, alla volta di un mondo in cui nemmeno si sapeva che un fenicottero potesse abitare. Dal siracusano alla costa sud del Golfo Persico nel giro di tre mesi, in un viaggio di 4.500 chilometri. E’ l’impresa unica compiuta da E:HJV, un fenicottero siciliano di appena sette mesi di vita, che in un giorno di agosto ha deciso di levare le tende e spiccare il volo dalle Saline di Priolo, dov'è nato. E che alla fine di novembre, è stato inquadrato dalla lente di un binocolo sul fiume Mangrove a Umm al Quwain, uno dei sette Emirati Arabi Uniti, sulla costa che guarda l’Iran. Nessuno degli esemplari nati in Italia si era mai spinto a tanto e in quella zona, nessun fenicottero europeo era mai stato osservato prima. 

“L’unico scatto di cui disponiamo - spiega a Today Fabio Cilea, direttore della Riserva Naturale LIPU delle Saline di Priolo - è quella del birder locale Laurent Esselen. Una fotografia che ha permesso di immortalare il codice inciso sull’anello e far arrivare una richiesta intercontinentale di informazioni ai ricercatori italiani dell’Istituto Superiore di Protezione Ambientale. Un grande esempio di citizen science, in cui sono i cittadini a permettere ai ricercatori di raccogliere informazioni scientifiche davvero preziose”. Molto dell’eccezionalità di questo viaggio sta nella lunga distanza percorsa, inusuale per un fenicottero, ma anche nella giovane età del suo protagonista. “Nel piumaggio di E:HJV non c’è traccia di quel rosa tipico degli adulti e non vi sarà fino ai due o tre anni di età. Non sappiamo cos’avrà intenzione di fare ma se si è fermato in quella zona, significa che ha trovato un ambiente in buona salute e cibo in abbondanza, con un disturbo antropico probabilmente assente”.

Presenza massiccia di persone, inquinamento delle acque e modificazioni dell’habitat sono le grandi minacce che devono affrontare questi uccelli. Erranti per natura durante tutto l’arco dell’anno, senza una stagionalità precisa che li spinga a ricercare la giusta temperatura. “Il nostro amico è nato nell’unico sito di nidificazione esistente in Sicilia, dove questa specie è tornata gradualmente nel 2015”, prosegue Cilea. “Lo scorso anno la colonia ha raggiunto il numero record di 809 coppie, il che significa quasi duemila animali. In Italia ci solo solo altri tre posti in cui si schiudono le uova dei fenicotteri: in Sardegna, in Puglia e in Veneto. E da lì, si spostano di sponda in sponda nel bacino del Mediterraneo tra Spagna, Grecia e Turchia, alla ricerca delle condizioni migliori per vivere e riprodursi”. Acqua pulita e microrganismi in abbondanza filtrati attraverso il becco, sono la condizione per andare o rimanere. “Quelli che nascono da noi, li inanelliamo appena prima che possano volare. In questo modo i loro avvistamenti possono restituire informazioni fondamentali per conoscere e proteggere una specie che dipende da un habitat molto fragile, come quello delle zone umide”. Per il momento, sono giunte notizie anche da due fratelli di E:HJV. Mentre E:HHP si è spinto fino in Bulgaria sulle sponde del al lago salato di Atanasovsko, l’altro è rimasto in Toscana, attratto dalla quiete lago di Burano. Chissà se le Saline di Priolo daranno origine ad una nuova genia di viaggiatori con le ali.

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