Mercoledì, 20 Gennaio 2021

Le 10 cose da fare per evitare il lockdown (ma il tempo stringe)

Scongiurare il peggio è ancora possibile, ma solo se a stretto giro di posta saremo in grado di fare dieci cose molto precise. Il decalogo degli interventi che non sono più procrastinabili

Foto: Ansa

Evitare il locdown è ancora un'opzione? Sì, allo stato attuale delle cose. Ma solo e soltanto se a stretto giro di posta saremo in grado di fare dieci cose molto precise. Il nuovo Dpcm potrebbe arrivare tra una settimana, ci sono cinque regioni messe peggio delle altre e il picco della seconda ondata appare ancora molto lontano.

I dieci "consigli" per scongiurare il peggio

Il decalogo degli interventi che non sono più procrastinabili, secondo Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, parte dal rispetto delle regole: le tre basilari (igiene, mascherina, distanza di un metro) vanno rispettate da tutti. Secondo punto, i trasporti: l'unica cosa da fare immediatamente è ridurre la capienza. O almeno, è la cosa più facile da fare. Aumentare i mezzi ricorrendo al privato è l'altra via da percorrere, ma se si vogliono interventi immediati, la riduzione della capienza è la via da percorrere (con più smart working, ovviamente, per ridurre il numero di persone in circolazione. Terzo punto, la scuola: parliamo di cose davvero serie, non dei banchi a rotelle, utili ma non certo decisivi. Ingressi scaglionati, ma non basta.

La scuola va tenuta aperta, ma deve essere organizzata meglio. È un diritto dei ragazzi seguire le lezioni in classe invece che da casa, se il timore è l’aumento ulteriore dei contagi, per le medie e le superiori si renda obbligatoria la mascherina al banco.

Quarto punto: zone rosse senza esitazioni dove i focolai sono ampi e fuori controllo. Quinto: controlli per stanare chi crede di essere più furbo. Sesto: mai più le code di 8 ore al drive in per un rampone, rendere subito operativi e disponibili i tamponi presso i medici di famiglia e pediatri di libera scelta.

"Dire sì al Mes, sono 36 miliardi di aiuti per la sanità"

Per Guerzoni e Sarzanini occorre anche dire sì al Mes:

36 miliardi di aiuti europei per la sanità, dopo anni in cui a un settore cruciale per la vita delle persone sono stati progressivamente e inesorabilmente tolti fondi. I soldi servono e ne servono tanti.

Sul fronte medici, il Corriere suggerisce di rivedere la norma che, anche durante una simile emergenza, rende obbligatoria la pensione per i medici di base. Accettando la richiesta di chi vuole rimanere. Siamo a otto "consigli". Ne mancano due.

Destinare a Covid Hotel per la quarentena immobili del demanio vuoti, coinvolgendo i gestori di strutture private disponibili a metterle a disposizione anche per fare fronte alla crisi economica. Infine, la parola forse più importante: condivisione

Il tasso di rivalità tra le istituzioni di certo non aiuta, mentre forse aiuterebbe allargare lo sguardo, aprire la stanza dei bottoni alle opposizioni e provare a condividere la strategia.

Parte del centrodestra sembra prontissimo. Non serve "un governo di unità nazionale", ma "una vera condivisione dei provvedimenti da prendere per salvare il Paese", quella che "finora non c'è mai stata" dice Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, che propone proprio di partire dalla manovra: "La legge di bilancio scriviamola insieme".

La maggioranza però appare divisa.  "Non sono a favore di un rimpasto come si dice voglia Renzi - dice il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci - Non sono renziano, ho la mia identità. Peraltro non condivido affatto la posizione di Renzi sul Dpcm. Ma ci vuole un chiarimento politico per garantire forza al Governo. E' intollerabile il clima politico di questi giorni in cui pezzi di maggioranza, anche in modo ostentato, hanno dato segnali di criticità. Come si può andare avanti così. E poi l'esecutivo deve coinvolgere il Parlamento molto più di quanto non sia accaduto fino a oggi".

Sono attualmente 299.191 le persone positive al Sars-Cov-2 in Italia. Ma il numero che desta preoccupazione è quello dei ricoveri in terapia intensiva: 1.651, con una crescita di un centinaio al giorno ormai. Se come detto a mezza voce in passato sarebbe 2.300 il numero-soglia che farebbe scattare un lockdown nazionale, ci si potrebbe arrivare in una settimana a partire da oggi.

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