Giovedì, 25 Febbraio 2021
Il punto e lo scenario

La zona gialla rafforzata fino a venerdì e i nuovi colori delle regioni dall'11 gennaio

Oggi e domani sono in vigore regole diverse rispetto a quelle previste prima della stretta natalizia. Coprifuoco sempre dalle 22 alle 5 dell'indomani. Poi i parametri di valutazione cambieranno in senso più restrittivo

Foto Ansa

È entrato in vigore oggi il nuovo decreto del governo che regola le restrizioni anti covid fino a venerdì 15 gennaio. Nel dettaglio, giovedì 7 e venerdì 8 gennaio arriva una nuova zona gialla per l’Italia, introdotta dal decreto legge con le norme anti contagio per far fronte alla pandemia di coronavirus. Si parla di una zona gialla rafforzata, con regole diverse rispetto a quelle previste prima della stretta natalizia, ma analoghe a quelle previste dal 21 al 23 dicembre. In sostanza, il 7 e l'8 gennaio l’Italia torna gialla, ma con un "rafforzamento". Il testo del decreto ha confermato che fino al 15 gennaio 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori delle diverse regioni o province autonome.

L'Italia in zona gialla rafforzata: cosa si può fare e cosa no

Durante il periodo precedente alle vacanze natalizie era invece consentito spostarsi tra regioni, purché fossero in zona gialla. Resta comunque consentito, come già confermato dai precedenti decreti, il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Non ci si potrà spostare nelle seconde case ubicate in un'altra regione o provincia autonoma, come durante le vacanze di Natale. Gli spostamenti sono liberi ma soltanto nei confini della propria regione, la mascherina rimane obbligatoria così come il distanziamento.

Oggi e domani bar e i ristoranti potranno essere aperti fino alle 18, poi saranno consentiti l'asporto e la consegna a domicilio. Riaprono i negozi e i centri commerciali fino alle 20. Riaprono anche i circoli sportivi, ma è vietato l'uso degli spogliatoi. Restano chiuse, invece, piscine e palestre. Restano chiusi teatri, cinema, musei e sale bingo. È vietato circolare dalle 22 alle 5 se non per comprovati motivi di necessità e urgenza, salute o lavoro e con autocertificazione; nelle altre ore è possibile spostarsi senza autocertificazione.

La zona arancione nel weekend e i nuovi colori delle regioni dall'11 gennaio

Nel weekend del 9 e 10 gennaio l’Italia entra poi in zona arancione per due giorni. Fino a domenica 10 gennaio varranno le stesse regole per tutta Italia, seppur diverse giorno per giorno, mentre da lunedì 11 si ritornerà alle zone di colore, che cambieranno in ogni regione dopo il nuovo monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità. Nelle regioni inserite in zona gialla dovrebbero valere comunque le norme del "giallo rafforzato". Bisognerà quindi aspettare venerdì prossimo 8 gennaio per conoscere le decisioni del ministro della Salute Roberto Speranza in base ai dati del contagio che attribuiranno i colori alle regioni (rosso, arancione e giallo). Una cosa intanto è certa: i parametri di valutazione cambieranno in senso più restrittivo. Per passare da giallo ad arancione ci vorrà un indice di contagio Rt di 1 (prima era 1,25) e per la zona rossa Rt a 1,25 e non più a 1,50.

Il testo dell'ultimo decreto legge del governo, infatti, rivede i criteri per l'individuazione degli scenari di rischio sulla base dei quali saranno applicate le misure previste per le zone "arancioni" e "rosse". Nel dettaglio, l'articolo 2 del decreto legge stabilisce che se una regione è nello scenario 2 - dunque con un Rt da 1 a 1,25 - finisce in zona arancione; se è in uno scenario 3 con Rt da 1,25 a 1,50 finisce in zona rossa, ma soltanto se "nel territorio si manifesta un'incidenza dei contagi superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti". Questo parametro è stato introdotto per evitare che regioni con una circolazione virale bassa possano invece finire in arancione a causa di singolo episodio di aumento dell'Rt. Il nuovo sistema delle fasce scatterà però da lunedì 11: venerdì 8 gennaio arriverà il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità e sulla base dei dati aggiornati scatteranno le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza per l'attribuzione dei colori alle regioni.

zona gialla arancione rossa regioni-11

Premettendo dunque che venerdì 8 gennaio è previsto il report dell'Iss e del ministero della Salute che, sulla base del cambio di parametri come l'indice di contagio Rt, potrebbe portare alcune regioni in zona arancione o in zona rossa, è possibile compilare il calendario delle restrizioni valide al momento dal 7 al 15 gennaio. Eccole:

  • il 7 e l'8 gennaio è prevista la zona "gialla rafforzata" in tutta Italia: spostamenti liberi ma soltanto nei confini della propria regione, la mascherina rimane obbligatoria così come il distanziamento. I bar e i ristoranti saranno aperti fino alle 18. Dopo quell’orario si potranno solo acquistare cibo e bevande da asporto - con il divieto di consumarli nelle adiacenze del locale - oppure chiedere la consegna a domicilio. Sono aperti anche i negozi e i centri commerciali. Gli spostamenti saranno liberi fino alle 22, quando entrerà in vigore il coprifuoco, fino alle 5 del mattino;
  • il 9 e il 10 gennaio tutta Italia sarà in zona arancione: gli spostamenti sono permessi dalle 5 alle 22 ma con autocertificazione; sarà vietato uscire dal proprio comune. I bar e ristoranti sono chiusi tutto il giorno, aperti invece i negozi, i parrucchieri e i centri estetici;
  • dall'11 al 15 gennaio in teoria tornerà la zona gialla rafforzata ma per quella data - in cui è prevista anche la riapertura delle scuole superiori al 50% in tutta Italia - alcune regioni si troveranno in zona arancione o in zona rossa, dopo le decisioni del ministro della Salute Roberto Speranza in base ai dati del contagio.

Le 9 regioni italiane a rischio zona arancione da lunedì 11 gennaio

Sono nove le regioni a rischio zona arancione da lunedì 11 gennaio con l'ordinanza del ministero della Salute dopo la modifica dei parametri e c'è la ragionevole certezza che il nuovo Dpcm in arrivo entro il 15 gennaio confermerà la stretta per tutta Italia. Nell'ultima settimana l'aumento dei positivi è del 28% nell'intera Penisola. I valori più elevati tra le regioni si riscontrano in Abruzzo (+82,4% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Sicilia (+66,5%), Basilicata (+60,1%), Bolzano (+45,6%), Lombardia (+45,3%), Campania (+41,9%), Marche (+37,3%), Emilia Romagna (+33,7%), Lazio (+32,5%). L'incidenza su base nazionale è di 196 nuovi positivi ogni 100mila abitanti in 7 giorni (eravamo a 150 alla fine di dicembre). Il pericolo di una terza ondata è dietro l'angolo, soprattutto perché a cavallo del nuovo anno si assiste ad un incremento del 27% dei nuovi casi, dopo sei settimane consecutive di calo, a fronte di un'imponente riduzione dei tamponi, come segnalato dal nuovo report della Fondazione Gimbe.

E secondo i dati relativi al 6 gennaio dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), sono 9 le regioni che superano la soglia d'allerta del 30% per i posti occupati in terapia intensiva da pazienti covid. Si tratta di Lombardia (38%), Veneto (37%), Friuli Venezia Giulia (35%), Puglia (33%), Lazio (32%), Emilia Romagna (31%), Piemonte (31%) e le Province autonome di Bolzano (35%) e Trento (50%).

"Qualcosa abbiamo imparato da queste misure. Abbiamo imparato che le zone rosse in qualche modo funzionano. Non scordiamoci che la Lombardia viaggiava a un ritmo di 10mila casi al giorno. Adesso sono stati ridotti a 1000, 1500, o 2000, che sono comunque numeri elevatissimi". Lo ha dichiarato in un'intervista a Buongiorno su Sky Tg24 il virologo Andrea Crisanti, direttore di microbiologia e virologia all'Università di Padova, commentando gli ultimi numeri dell'emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus in Italia. Secondo Crisanti bisognerà attendere una o due settimane per capire se è effettivamente iniziata la terza ondata. "In questo momento i dati che abbiamo sono tutti falsati dal numero di tamponi fatti, che in queste settimane hanno avuto un andamento erratico a causa delle festività. Per capire quello che è successo durante le vacanze dovremo aspettare sette o otto giorni", ha aggiunto.

E così nove regioni potrebbero ritrovarsi in zona arancione da lunedì 11 gennaio. Oggi il Corriere della Sera indica come a rischio quelle segnalate nello scorso report, ovvero Veneto, Liguria e Calabria "con Rt maggiore di 1 anche nel valore inferiore", Basilicata, Lombardia e Puglia che "lo superano anche nel valore medio" ed Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche che "lo sfiorano". Nel frattempo però appare migliorata la situazione di Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Campania, quasi certamente in fascia gialla così come il Molise. A rischio invece è il Lazio, con l'assessore alla Sanità Alessio D’Amato che parla di "peggioramento della curva per cui occorre massimo rigore e cautela". Rt sotto l’1 ma di pochissimo e per questo domani potrebbe arrivare il passaggio in arancione. Quanto detto per il Lazio vale, al contrario, anche per la Liguria: nel 34/mo report dell'Istituto superiore di sanità l'indice Rt puntuale della Liguria è sceso a 0.95.

Dopo l'ordinanza del ministero della Salute che entrerà in vigore l'11 gennaio, il governo Conte comincerà a discutere del nuovo Dpcm che dovrebbe entrare in vigore sabato 16 gennaio, ovvero il giorno dopo la scadenza delle misure del decreto legge n.158/2020 e del Dpcm 3 dicembre. Qui le anticipazioni.

Il calendario con le regole e le restrizioni dal 7 al 15 gennaio

Intanto, ecco il calendario con le regole e le restrizioni valide al momento da giovedì 7 a venerdì 15 gennaio. Giovedì 7 e venerdì 8 gennaio tutto il Paese torna in giallo, ma si tratta di un giallo "rafforzato" perché prevede il blocco della mobilità tra le regioni. Ci si sposta liberamente, ma solo all'interno della propria regione. Per valicare i confini regionali bisognerà autocertificare un valido motivo, mentre è consentito spostarsi per lavoro o motivi di salute e necessità. Gli spostamenti saranno liberi fino alle 22, quando entrerà in vigore il coprifuoco, fino alle 5 del mattino. Per quanto riguarda la scuola, dopo le vacanze natalizie i più piccoli tornano in classe con le lezioni in presenza (tranne che in Campania dove il governatore Vincenzo De Luca ha disposto un ulteriore rinvio: materne e le prime due classi delle elementari torneranno a scuola lunedì 11, le altre classi delle elementari dovranno aspettare il 18 mentre per le medie lo slittamento in Campania è al 25). Il ritorno tra i banchi per i ragazzi delle scuole superiori è invece rimandato ovunque.

Bar e ristoranti, gelaterie, pasticcerie possono riaprire, ma fino alle 18. Dopo quest'orario sarà consentito solo l'asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio. Negozi tutti aperti senza alcuna distinzione fino alle 20. Aperti anche i centri commerciali. Supermercati aperti. Alimentari e non, attività di ogni genere osserveranno i normali orari previsti dai comuni in cui si trovano. Ancora chiusi musei, teatri, cinema e palestre. La mascherina rimane ovviamente obbligatoria così come il distanziamento.

Le regole valide sabato 9 e domenica 10 gennaio

Il 9 e il 10 gennaio tutta Italia sarà in zona arancione. Gli spostamenti sono permessi dalle 5 alle 22 ma vanno giustificati con l'autocertificazione. Come sempre è consentito spostarsi per tornare alla propria residenza, domicilio o abitazione e per lavoro o motivi di salute e necessità. Saranno comunque consentiti, negli stessi giorni, gli spostamenti dai comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro trenta chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. I bar e i ristoranti sono chiusi tutto il giorno, o meglio: sono aperti ma soltanto per l'asporto e la consegna a domicilio fino alle ore 22. Sono aperti invece i negozi, i parrucchieri e i centri estetici. Aperti anche i supermercati ma restano chiusi i centri commerciali.

Le regole e i divieti in vigore da lunedì 11 a venerdì 15 gennaio

Come detto all'inizio, per le misure valide dall'11 al 15 gennaio dovremo attendere la nuova divisione delle regioni italiane in zona rossa, arancione e gialla: il colore verrà deciso venerdì 8 gennaio in base ai dati del monitoraggio sulla situazione epidemiologica dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute. Tuttavia sappiamo già ora che:

  • Gli spostamenti da una regione all'altra sono vietati a prescindere dal colore di ciascuna regione (salvo per le eccezioni note). E il governo ha precisato che nelle regioni che si troveranno in zona rossa la deroga agli spostamenti per due persone per andare a trovare amici o familiari è limitata agli spostamenti all'interno del proprio comune e non più nella regione come è stato durante le festività natalizie;
  • per quanto riguarda la scuola, la data prevista al momento per il rientro in classe in presenza al 50% degli alunni delle superiori è lunedì 11 gennaio: questo vale per le regioni arancioni e gialle, mentre si continuerà con la didattica a distanza in quelle che lunedì prossimo dovessero trovarsi in zona rossa. Alcune regioni hanno rinviato il rientro a scuola, ma il governo ha chiesto ai governatori che hanno già emesso le ordinanze di uniformarsi alle scelte nazionali;
  • per quanto concerne i bar e i ristoranti, l'unica certezza è che chi sarà aperto dovrà osservare l'orario fino alle 18. Bisognerà attendere i dati del monitoraggio dell'Iss e l'ordinanza del ministero della Salute con la nuova mappa a colori dell'Italia. Chi sarà in zona rossa o arancione potrà avere a disposizione solo l'asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio; nelle regioni in zona gialla, invece, i bar e i ristoranti saranno aperti;
  • e i negozi? Anche qui bisognerà attendere il nuovo monitoraggio sulla situazione epidemiologica. Sappiamo che i negozi sono regolarmente aperti nelle regioni in zona gialla e arancione, mentre i cittadini che si trovano in zona rossa hanno a disposizione solo gli alimentari, i supermercati, i parrucchieri e i negozi che vendono generi di prima necessità.
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