Giovedì, 25 Febbraio 2021
Le regole

Da zona gialla rafforzata a zona arancione: cosa cambia in tutta Italia dal 9 gennaio

Weekend nel livello intermedio di rischio per tutto il Paese, poi negli altri giorni si cambia e da lunedì 11 arriva il nuovo sistema delle fasce con le regioni che cambieranno colore dopo il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità. È sempre in vigore il coprifuoco tra le 22 e le 5. Ecco il calendario delle restrizioni, con le regole e le deroghe

Dopo la zona gialla "rafforzata" di giovedì e venerdì, introdotta dall'ultimo decreto legge con le norme anti contagio per far fronte alla pandemia di coronavirus, sabato 9 e domenica 10 gennaio l'Italia entra in zona arancione per due giorni. Cosa si può fare e cosa no e come orientarsi tra i divieti? Cerchiamo di fare chiarezza, premettendo che il testo del decreto con le restrizioni anti covid ha confermato che fino al 15 gennaio 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori delle diverse regioni o province autonome. E da lunedì 11 gennaio si cambia, perché arriva il nuovo sistema delle fasce con le regioni che cambieranno colore dopo il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità previsto per oggi, venerdì 8 gennaio.

La zona arancione in tutta Italia il 9 e 10 gennaio

Nel weekend del 9 e 10 gennaio, dunque, l’Italia entra in zona arancione per due giorni. Per 48 ore varranno le stesse regole per tutta Italia, mentre da lunedì 11 si ritornerà alle zone di colore, che cambieranno in ogni regione dopo il nuovo monitoraggio dell'Iss. Nelle regioni inserite in zona gialla dovrebbero valere comunque le norme del "giallo rafforzato". Bisognerà quindi aspettare ancora un po' per conoscere le decisioni del ministro della Salute Roberto Speranza in base ai dati del contagio che attribuiranno i colori alle regioni (rosso, arancione e giallo). Una cosa però è certa: i parametri di valutazione cambieranno in senso più restrittivo, perché per passare da giallo ad arancione ci vorrà un indice di contagio Rt di 1 (prima era 1,25) e per la zona rossa Rt a 1,25 e non più a 1,50.

Il testo dell'ultimo decreto legge del governo, infatti, rivede i criteri per l'individuazione degli scenari di rischio sulla base dei quali saranno applicate le misure previste per le zone "arancioni" e "rosse". Nel dettaglio, l'articolo 2 del decreto legge stabilisce che se una regione è nello scenario 2 - dunque con un Rt da 1 a 1,25 - finisce in zona arancione; se è in uno scenario 3 con Rt da 1,25 a 1,50 finisce in zona rossa, ma soltanto se "nel territorio si manifesta un'incidenza dei contagi superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti". Questo parametro è stato introdotto per evitare che regioni con una circolazione virale bassa possano invece finire in arancione a causa di singolo episodio di aumento dell'Rt. Il nuovo sistema delle fasce scatterà però da lunedì 11: venerdì 8 gennaio arriverà il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità e sulla base dei dati aggiornati scatteranno le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza per l'attribuzione dei colori alle regioni. In sintesi:

  • Il 9 e il 10 gennaio tutta Italia sarà in zona arancione: gli spostamenti sono permessi dalle 5 alle 22 ma con autocertificazione; sarà vietato uscire dal proprio comune. I bar e ristoranti sono chiusi tutto il giorno, aperti invece i negozi, i parrucchieri e i centri estetici;
  • dall'11 al 15 gennaio in teoria tornerà la zona gialla rafforzata ma per quella data - in cui è prevista anche la riapertura delle scuole superiori al 50% in tutta Italia - alcune regioni si troveranno in zona arancione o in zona rossa, dopo le decisioni del ministro della Salute Roberto Speranza in base ai dati del contagio.

Le regole sugli spostamenti, i negozi e i supermercati nel weekend 9-10 gennaio

Il 9 e il 10 gennaio gli spostamenti sono permessi in tutta Italia dalle 5 alle 22, ma vanno giustificati con il modulo di autocertificazione (potete scaricarlo qui). Come sempre è consentito spostarsi per tornare alla propria residenza, domicilio o abitazione e per lavoro o motivi di salute e necessità. Saranno comunque consentiti, negli stessi giorni, gli spostamenti dai comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro trenta chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. I bar e i ristoranti sono chiusi tutto il giorno, o meglio: sono aperti ma soltanto per l'asporto e la consegna a domicilio fino alle ore 22. Sono aperti invece i negozi, i parrucchieri e i centri estetici. Aperti anche i supermercati ma restano chiusi i centri commerciali.

Le regole e i divieti in vigore da lunedì 11 a venerdì 15 gennaio

Cosa succede da lunedì? Come detto all'inizio, per le misure valide dall'11 al 15 gennaio dovremo attendere la nuova divisione delle regioni italiane in zona rossa, arancione e gialla: il colore verrà deciso venerdì 8 gennaio in base ai dati del monitoraggio sulla situazione epidemiologica dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute. Tuttavia sappiamo già ora che:

  • Gli spostamenti da una regione all'altra sono vietati a prescindere dal colore di ciascuna regione (salvo per le eccezioni note). E il governo ha precisato che nelle regioni che si troveranno in zona rossa la deroga agli spostamenti per due persone per andare a trovare amici o familiari è limitata agli spostamenti all'interno del proprio comune e non più nella regione come è stato durante le festività natalizie;
  • per quanto riguarda la scuola, la data prevista al momento per il rientro in classe in presenza al 50% degli alunni delle superiori è lunedì 11 gennaio: questo vale per le regioni arancioni e gialle, mentre si continuerà con la didattica a distanza in quelle che lunedì prossimo dovessero trovarsi in zona rossa. Alcune regioni hanno rinviato il rientro a scuola, ma il governo ha chiesto ai governatori che hanno già emesso le ordinanze di uniformarsi alle scelte nazionali;
  • per quanto concerne i bar e i ristoranti, l'unica certezza è che chi sarà aperto dovrà osservare l'orario fino alle 18. Bisognerà attendere i dati del monitoraggio dell'Iss e l'ordinanza del ministero della Salute con la nuova mappa a colori dell'Italia. Chi sarà in zona rossa o arancione potrà avere a disposizione solo l'asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio; nelle regioni in zona gialla, invece, i bar e i ristoranti saranno aperti;
  • e i negozi? Anche qui bisognerà attendere il nuovo monitoraggio sulla situazione epidemiologica. Sappiamo che i negozi sono regolarmente aperti nelle regioni in zona gialla e arancione, mentre i cittadini che si trovano in zona rossa hanno a disposizione solo gli alimentari, i supermercati, i parrucchieri e i negozi che vendono generi di prima necessità.

Le regioni italiane che rischiano la zona rossa o arancione da lunedì 11 gennaio

EDIT ore 14.38 - Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia firmerà in serata una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 10 gennaio. Passano in area arancione le regioni Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. L'annuncio arriva dall'ufficio stampa del ministero della Salute. L'ordinanza sarà valida fino al 15 gennaio, data in cui scadrà il Dpcm. Con il nuovo Dpcm verranno valutate eventuali proroghe.

Le regioni che rischiano nuove restrizioni da lunedì 11 gennaio con l'ordinanza del ministero della Salute dopo la modifica dei parametri sono in tutto dodici. All'ultimo tra le "candidate" spunta la Sicilia perché il Comitato tecnico scientifico regionale ha già definito la relazione da dare al governatore Nello Musumeci, in considerazione dell'alto tasso di contagi degli ultimi giorni nell'isola. Secondo il Cts siciliano la fascia arancione non sarebbe in grado di proteggere abbastanza la popolazione dal coronavirus. Il confronto, nel Comitato tecnico scientifico, si è aperto ieri pomeriggio ed è terminato qualche ora fa, presenti ieri anche gli assessori regionali all'Istruzione Roberto Lagalla e alla Salute Ruggero Razza. Ieri si è riunita la giunta regionale: "Al vaglio del governo Musumeci - si legge in una nota della presidenza della regione - ci sono misure restrittive che si rendono necessarie in considerazione dell' andamento del contagio sul territorio siciliano". Nell'ultimo report dell'Iss e del ministero della Salute, quello relativo alla settimana tra 21 e 27 dicembre, la situazione dei territori era questa: 

  • tre regioni - Calabria (1.09), Liguria (1.07) e Veneto (1.07) - avevano in base all'ultimo monitoraggio un Rt superiore all'1 anche nel valore inferiore e, dunque, in caso di mantenimento del dato, si collocherebbero automaticamente in zona arancione;
  • altre 3 regioni - Basilicata (1.09), Lombardia (1) e Puglia (1) - superavano l'Rt 1 nel valore medio e anche queste potrebbero essere arancioni;
  • rischiano anche l'Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia e le Marche, che sfioravano l'Rt 1 (rispettivamente 0.98, 0.96 e 0.99), e la Sardegna, che aveva un Rt a 0.78 ma era classificata a rischio non valutabile - equiparato a rischio alto - poiché non aveva trasmesso i dati completi, e a sorpresa il Lazio, che ha un indice di trasmissione di poco sotto l'1.

Nell'ultima settimana l'aumento dei positivi è del 28% nell'intera Penisola. I valori più elevati tra le regioni si riscontrano in Abruzzo (+82,4% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Sicilia (+66,5%), Basilicata (+60,1%), Bolzano (+45,6%), Lombardia (+45,3%), Campania (+41,9%), Marche (+37,3%), Emilia Romagna (+33,7%), Lazio (+32,5%). L'incidenza su base nazionale è di 196 nuovi positivi ogni 100mila abitanti in 7 giorni (eravamo a 150 alla fine di dicembre).

Il pericolo di una terza ondata (o di una ripresa della corsa della seconda) è dietro l'angolo, soprattutto perché a cavallo del nuovo anno si è assistito ad un incremento del 27% dei nuovi casi, dopo sei settimane consecutive di calo, a fronte di un'imponente riduzione dei tamponi. Nell'ultimo bollettino coronavirus di ieri sono stati registrati 414 morti e 18.020 nuovi contagi, con un tasso di positività del 14,8%. Dei nuovi casi ben 3.596 sono stati tracciati in Veneto, 2.799 in Lombardia, 2.228 in Emilia-Romagna e 1.779 nel Lazio. Secondo i dati relativi al 6 gennaio dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), sono nove le regioni che superano la soglia d'allerta del 30% per i posti occupati in terapia intensiva da pazienti covid. Si tratta di Lombardia (38%), Veneto (37%), Friuli Venezia Giulia (35%), Puglia (33%), Lazio (32%), Emilia Romagna (31%), Piemonte (31%) e le province autonome di Bolzano (35%) e Trento (50%). Sempre nove sono le regioni in cui invece è stata superata la soglia d'allerta del 40% dei posti nei reparti ospedalieri: si tratta di Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Bolzano, Trento e Veneto.

La bozza del report Iss di oggi e l'indice Rt nelle regioni

L'indice Rt in Italia sale a 1.03. Nel periodo dal 15 al 28 dicembre 2020 "l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1.03 in aumento da quattro settimane e per la prima volta, dopo sei settimane, sopra uno". Lo sottolinea la bozza del monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità (Iss)-ministero Salute, relativo al periodo 28 dicembre 2020-3 gennaio 2021. Secondo il documento, la situazione peggiora e l'incidenza torna a crescere. "Sono 12 le regioni e province autonome a rischio alto questa settimana, 8 a rischio moderato (di cui due ad alto rischio di progressione nelle prossime settimane) e solo una regione (Toscana) a rischio basso". Tre regioni (Calabria, Emilia-Romagna e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2; altre sei (Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Valle d'Aosta) lo superano nel valore medio, e altre quattro lo raggiungono (Puglia) o lo sfiorano (Lazio, Piemonte e Veneto).

L'ipotesi di una zona verde per alcune regioni

Nel sistema di classificazione per colori delle regioni "è stato proposto di inserire il verde, per dare questo obiettivo di speranza, ma non è ancora stato inserito nelle categorie. Il verde sarebbe per le regioni che teoricamente sono in una condizione di ritorno alla normalità": il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo ha annunciato oggi su SkyTg24 la proposta di una nuova categorizzazione per i territori. La proposta illustrata da Miozzo non è altro che quella che all'inizio era stata chiamata "zona bianca" e che arrivava dal ministro della Cultura Dario Franceschini "per dare una nuova speranza ai cittadini".

Nella zona verde rientrerebbero le regioni, le fasce o le zone con gli indicatori migliori, e in queste aree si potrebbero riaprire i luoghi della cultura, come musei, teatri, sale da concerto e cinema. In questa zona bar e i ristoranti lavorerebbero senza limiti di orario e anche piscine e palestre tornerebbero a funzionare a pieno ritmo. Sempre però mantenendo le regole base di contenimento, come mascherina obbligatoria, distanziamento e divieto di assembramento. Il parametro per accedervi è quello di 50 casi ogni 100mila abitanti e non l'indice di contagio inferiore ad un certo numero.

E la scuola? Riaprire le scuole di ogni ordine e grado e riattivare i contatti sociali senza restrizioni potrebbe determinare "un'ondata epidemica non contenibile", si legge in uno studio Inail-Iss pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the Us (Pnas). L'analisi non permette tuttavia di distinguere tra infezione trasmessa all'interno degli edifici e infezione trasmessa durante trasporti, assembramenti all'esterno e attività extra-scolastiche. La riapertura fino alle medie potrebbe avere "un impatto limitato".

Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto in zona arancione: l'ordinanza di Speranza

zona gialla arancione rossa regioni-8

E mentre la presidente dalla Commisisone europea Ursula Von der Leyen ha fatto sapere che sono state ordinate "altre trecento milioni di dosi di vaccino Pfizer-BioNTech", dopo l'ordinanza del ministero della Salute che entrerà in vigore lunedì 11 gennaio, il governo del premier Giuseppe Conte comincerà a discutere del nuovo Dpcm che dovrebbe entrare in vigore sabato 16 gennaio, ovvero il giorno dopo la scadenza delle misure del decreto legge n.158/2020 e del Dpcm 3 dicembre 2020. Mezza Italia potrebbe essere in zona arancione da lunedì, con la Sicilia che potrebbe passare direttamente da gialla a rossa. E il governo già pensa in vista del nuovo Dpcm del 15 gennaio ad un'ulteriore stretta per arginare l'arrivo della terza ondata del virus. Il nuovo Dpcm dovrebbe confermare buona parte delle misure attualmente in vigore, a partire dal divieto di spostamento tra le regioni. I dati saranno aggiornati dalla cabina di regia del ministero della Salute che si svolgerà nelle prossime ore. Le prime indicazioni confermano una risalita della curva epidemiologica che è ormai arrivata alla quarta settimana consecutiva. Numeri dunque sicuramente peggiori rispetto a quelli di sette giorni fa.

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