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Sabato, 4 Dicembre 2021
Emergenza maltempo

Clima, il 2021 è l'anno rosso per l'Italia: 1.837 eventi estremi

Le inondazioni hanno massacrato agrumeti e ulivi in Sicilia mentre la produzione nazionale di riso è crollata del 25%. Coldiretti: "Danni incalcolabili alle coltivazioni"

Il 2021 è l'anno più 'estremo' della storia italiana in fatto di clima e la nostra agricoltura ne ha risentito pesantemente. Con l'ultima ondata di maltempo che ha devastato la Sicilia, sale il conto degli eventi estremi avvenuti quest'anno nella Penisola, con il record di 1.837 tra nubifragi, tornado, tempeste di vento, grandinate, ondate di calore e di gelo. Fenomeni in impennata del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e che rischiano di travolgere tesori ed eccellenze del made in Italy: agrumeti e olive in Siciia ma anche l'intera produzione di riso, crollata del 25% per colpa del clima e dei rincari dei carburanti.

L'allarme è della Coldiretti sulla base dei dati dell'European Severe Weather Database (Eswd) relativi ai primi dieci mesi dell'anno.

Il maltempo ha massacrato l'agricoltura siciliana

"L'uragano del sud - denuncia la Coldiretti - sta massacrando l'agricoltura siciliana, distruggendo le coltivazioni di ortaggi mentre ci vorranno anni per ripiantare gli agrumeti sradicati o finiti sott'acqua. E' impossibile entrare nei campi per effettuare le tradizionali semine autunnali mentre il vento ha fatto cadere a terra le olive dagli alberi e gravi danni si registrano anche alle strutture e alle infrastrutture agricole".

Secondo l'associazione degli agricoltori, "siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia, dove l'eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono anche le coltivazioni nei campi con costi stimati che hanno già superato i due miliardi quest'anno, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne".

Crolla del 25% il raccolto del riso made in Italy

Il clima avverso, unito alla crescita dei costi di produzione per effetto dei rincari dei carburanti e mezzi tecnici, ha colpito un'altro prodotto top del made in Italy, il riso. La produzione è infatti crollata tra il 20% e il 25. Per questo, la Coldiretti chiede al ministero delle Politiche Agricole la convocazione urgente di un tavolo di filiera per individuare misure che possano salvaguardare un settore che vede l'Italia leader in Europa.

"Gli aumenti dei costi di produzione - sottolinea l'associazione - stanno mettendo in serio pericolo l'intero comparto risicolo nazionale e l'economia di un settore che con 226.800 ettari coltivati quest'anno e 4mila aziende agricole, che raccolgono 1,50 milioni di tonnellate di risone all'anno, rappresenta circa il 50% dell'intera produzione Ue, con una gamma varietale unica e fra le migliori del mondo e una qualità del prodotto che anche quest'anno si è confermata, ottima nonostante i problemi causati dal maltempo. A preoccupare è però anche il fatto che il 18 gennaio 2022 scadrà la clausola di salvaguardia, la misura della Commissione Europea che ha eliminato la facilitazione del dazio zero sull'import di riso indica dalla Cambogia e dal Myanmar nell'ambito del regime EBA".

Dunque il rischio è di "una vera e propria invasione di prodotto asiatico a basso costo e scarsa qualità, se non si troveranno soluzioni atte a riconfermare la clausola di salvaguardia o per includere il riso nell'elenco dei prodotti riassoggettati a dazio". In pericolo non è solo l'economia e l'occupazione "per oltre diecimila famiglie tra dipendenti e imprenditori impegnati nell'intera filiera" ma anche la tutela dell'ambiente e della biodiversità.

"Sono 200 infatti - conclude la Coldiretti - le varietà iscritte nel registro nazionale, dal vero Carnaroli, con elevati contenuto di amido e consistenza, spesso chiamato 're dei risi', all'Arborio dai chicchi grandi e perlati che aumentano di volume durante la cottura fino al Vialone Nano, il primo riso ad avere in Europa il riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta, passando per il Roma e il Baldo che hanno fatto la storia della risicoltura italiana".

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