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Martedì, 7 Dicembre 2021
Gli effetti del virus

Il Covid fa invecchiare come l'Hiv

Parola di scienziati: "Condivide gli stessi meccanismi biologici di accelerazione della senescenza". Il dramma dei Long Covid con un'età biologica di 10 anni in più

Il Covid fa invecchiare, proprio come l'Hiv. Parola di scienziati riuniti in questi giorni a Riccione per il Congresso Icar, Italian Conference on Aids and Antiviral Research. Il cosiddetto Long Covid - un insieme di dolorosi strascichi che il contagio talvolta porta con sé - condivide con l'infezione da Hiv lo stesso meccanismo biologico di accelerazione dei processi di senescenza.

"L'Hiv è un modello raffinato di accentuazione e accelerazione del fenomeno dell'invecchiamento. Nell'ultimo anno, tra gli effetti della pandemia - ha spiegato Giovanni Guaraldi, medico infettivologo dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena - abbiamo osservato anche il Post Acute Covid Syndrome (Pacs), spesso definito semplicemente Long Covid, anch'esso un fenomeno di invecchiamento della persona, come si evince dal riscontro empirico in molti pazienti che dopo il Covid si sentono cambiati. Hiv e Pacs - ha sottolineato l'infettivologo - sono uniti da questo meccanismo biologico di accelerazione del fenomeno dell'invecchiamento con progressione della fragilità".

Le nuove frontiere della 'geroscience'

Proprio sul tema dell'invecchiamento, si è delineata da alcuni anni una nuova scienza, la 'geroscience'. "L'invecchiamento è una malattia su cui si dovrebbe intervenire con diagnosi precoci per favorire interventi mirati attraverso farmaci senolitici, che possono uccidere le cellule che invecchiano, e senomorfici, che possono modificare l'invecchiamento cellulare - è l'opinione di Guaraldi - Essendo Hiv e Covid due malattie da invecchiamento, è interessante capire l'approccio della geroscience su queste patologie. Tuttavia, l'Hiv può essere considerato già un modello in cui la geroscience è applicata, visto che la terapia antiretrovirale svolge di fatto una funzione senomorfica", ha aggiunto l'esperto.

Lo studio: dopo il Covid, alcuni hanno caratteristiche dei 60enni

Già a maggio dalla Gran Bretagna erano arrivati i risultati di una ricerca sul legame tra Covid e invecchiamento. Come riferito dal New Scientist, durante la conferenza del Coronavirus Immunology Consortium del Regno Unito e della British Society for Immunology, Niharika Duggal e i suoi colleghi dell’Università di Birmingham avevano mostrato i dati di 46 pazienti tra i 30 e i 68 anni, ricoverati per forme moderate o gravi di Covid. Tre mesi dopo la dimissione, il sistema immunitario di queste persone aveva assunto caratteristiche tipiche degli ultrasessantenni, con chiari segni di immunosenescenza prematura: un declino, solitamente correlato all'età, della capacità di attivare una risposta immunitaria. Gli scienziati avevano riscontrato una diminuzione di cellule del sistema immunitario dette “naive” (cellule immature, non ancora esposte a un antigene), a fronte di un accumulo di linfociti B e T della memoria. Un cambiamento che è del tutto fisiologico, ma solo dopo i 60 anni di età.

"E' causa o effetto?", si era chiesta Janet Lord dell'Università di Birmingham, che aveva guidato lo studio. "Probabilmente un po' di entrambe le cose, poiché un'analisi delle persone nella Biobanca del Regno Unito che hanno sviluppato Covid ha dimostrato che avevano biologicamente dai 10 ai 14 anni in più".

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