Lockdown e restrizioni: senza feste e locali lo sballo finisce online 

La chiusura delle discoteche ha costretto il popolo delle feste a spostarsi in Rete: uno studio ha analizzato anche i consumi di droghe ed alcol

Foto di repertorio

Le discoteche, i locali e le sale da ballo, in Italia come in altri Paesi, sono state costrette a chiudere i battenti tra lockdown, distanziamento sociale e altre misure restrittive, costringendo i giovani a dire addio allo sballo di gruppo a ritmo di musica. Almeno all'interno dei locali notturni. Infatti, il “popolo della notte” non si è certo rassegnato ad abbandonare i festini e “divertimenti” annessi: i party si sono semplicemente spostati in Rete. Secondo uno studio scientifico isolamento e distanze sociali durante la pandemia di Covid-19 hanno creato nuovi contesti per l'uso di droga, in particolare rave virtuali e happy hour via Zoom.

La ricerca su questo fenomeno è stata firmata da scienziati della New York University svela un mondo inedito racchiuso in una stanza, pur superando i confini delle 4 mura di casa attraverso connessioni virtuali. E molti partecipanti usano droghe in queste situazioni socialmente distanti, spiegano gli autori, ricercatori della Nyu Grossman School of Medicine e del Center for Drug Use and Hiv/Hcv Research operativo nella Nyu School of Global Public Health. Pubblicato sulla rivista 'International Journal of Drug Policy', il lavoro del team statunitense è il primo a esaminare il consumo di sostanze durante i rave e gli happy hour virtuali.

Lockdown e isolamento, lo sballo si sposta online

"Abbiamo esaminato - spiega il ricercatore Joseph Palamar, autore principale dello studio - se gli ordini di restare a casa hanno cambiato il modo in cui le persone usano droghe e sembra che la fruizione durante incontri online sia in qualche modo prevalente tra la popolazione che abbiamo studiato", assidui frequentatori di feste in epoca pre-Covid. I ricercatori hanno condotto sondaggi online nell'aprile-maggio 2020 con 128 persone di New York, che partecipano a eventi di musica elettronica dance (Edm) e hanno segnalato un uso recente di droghe. Alcune forme di vita notturna, spiegano gli studiosi, hanno traslocato sulle piattaforme online nel momento in cui le normative per frenare la diffusione del nuovo coronavirus hanno previsto la chiusura temporanea dei locali e la cancellazione dei grandi festival di Edm.

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C'è la formula rave virtuale: i partecipanti assistono a spettacoli di Dj dal vivo trasmessi a migliaia o anche milioni di persone. E' successo per esempio con l'Electric Daisy Carnival, il più grande festival Edm negli Stati Uniti, ha tenuto un evento virtuale definito 'rave-a-thon', una sorta di 'maratona' con molti famosi Dj a maggio. E poi ci sono gli happy hour: incontri sociali online. Entrambe queste modalità sono popolari fra i frequentatori di feste Edm. Il 55,5% degli intervistati ha partecipato a rave virtuali e il 69,5% ha partecipato a happy hour virtuali. Più di un terzo dei festaioli digitali ha riferito di aver utilizzato droghe illegali (il 40,8% dei partecipanti ai rave virtuali e il 33,7% dei partecipanti agli happy hour virtuali). L'alcol è stato utilizzato dalla maggior parte dei partecipanti (70%) durante entrambi i tipi di eventi, seguito dalla marijuana (quasi il 30% dei partecipanti). Per i rave virtuali è stato segnalato l'uso di ecstasy, Mdma e Molly (8,5%), Lsd (7%) e cocaina (4,2%), mentre alcuni partecipanti agli happy hour virtuali usavano cocaina (3,4%) e ketamina (3,4%). "Sebbene l'uso di droghe possa essere considerato 'più sicuro' in un ambiente domestico, può anche introdurre diversi rischi, come l'uso in solitaria", ha affermato Palamar. "La mia preoccupazione sono anche i potenziali effetti sociali negativi di questo consumo davanti alla telecamera".

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