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Venerdì, 19 Aprile 2024
La protesta

Conte cavalca la rabbia degli esodati del Superbonus: "Truffati dallo Stato"

Roma e Genova in piazza contro il decreto legge che ha eliminato di punto in bianco i bonus edilizi

Truffati dallo Stato: così gli "esodati del Superbonus" sono scesi in piazza oggi contro il decreto legge che ha modificato la norma per la cessione dei crediti. Ma andiamo per gradi. Lo scorso febbraio il governo ha stabilito con decreto 11/2023 la fine della cosiddetta cessione dei crediti e del Superbonus 110 per cento. La data di cessazione è prevista per il 31 marzo prossimo. Il decreto ha agito su tre linee diverse e sostanzialmente ha interrotto l'erogazione di tutti i bonus fiscali sia a privati che a enti pubblici, impedendo gli sconti che erano previsti dal decreto Rilancio del governo Conte II. La preoccupazione è salita non tanto per i progetti già avviati - non toccati dal Ddl - quanto per le aziende e le imprese nate da poco e che vivevano di quello. 

Le proteste

Oggi martedì 21 marzo lavoratori e imprenditori del campo edile sono scesi in piazza sotto la bandiera della neonata "Associazione esodati del Superbonus". Sul posto, anche il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che il superbonus lo ha introdotto nel 2020 come misura per stimolare la crescita dopo la piaga della pandemia. L'ex premier ha aperto la marcia del corteo reggendo lo striscione dove si legge "truffati dallo stato", dichiarando che il Movimento non volta le spalle ai cittadini, come invece fa il governo Meloni: "Questo governo non può permettersi di volgere le spalle a queste persone, non c' è nessun buco di bilancio, ci sono solo vantaggi". I manifestanti chiedono un cambio di rotta immediato. 

Conte al corteo degli esodati dal superbonus: "No insulti al Governo o me ne vado" 

Così a Roma come a Genova, dove un lunghissimo torpedone di camion e altri mezzi da lavoro ha invaso dalle prime ore del mattino le strade della città con notevoli ripercussioni sul traffico cittadino. Le richieste anche qui sono chiare: "Approvare la proposta di ripristino delle opzioni 'cessione' e 'sconto in fattura' sui bonus edilizi ordinari" entro la fine di dicembre 2023 per riaprire i tanti, troppi cantieri rimasti fermi dopo l'introduzione del Ddl. Dal gruppo Telegram ufficiale dell'associazione si vedono anche altre manifestazioni spontanee in diverse regioni d'Italia: Puglia, Sardegna o Sicilia sono alcune ma tutte avanzano le stesse richieste di Roma e Genova. 

Corteo edili Genova

Coinvolte in questi eventi da nord a sud più di 60 mila imprese con oltre 900 mila lavoratori. Tutti si trovano riuniti a manifestare contro il decreto improvviso che il governo ha fatto uscire il 16 febbraio scorso e che, di punto in bianco, ha interrotto l'erogazione del bonus edilizio e modificato la cessione del credito. Con queste due leggi in vigore erano nate molte aziende del terzo settore che si occupavano esclusivamente delle pratiche necessarie all'ottenimento degli sconti e tanti sono stati i cantieri edilizi aperti in questi ultimi anni per via degli prezzi molto convenienti. Il decreto legge ha spiazzato moltissimi lavoratori, che a pratiche già avviate o ad aziende appena nate e costrette a chiudere, hanno risposto creando l'Associazione esodati superbonus. "Chi può indossi un casco da cantiere" si legge nella nota del 17 marzo scorso che indiceva la manifestazione ora in corso a Roma. Per ora, di caschi ce ne sono pochi, ma tanta è la gente arrabbiata con la premier e il suo ministro dell'Economia. 

Cosa cambierà ora?

Ancora 10 giorni per ottenere la cessione del credito del Superbonus inviando all’Agenzia delle entrate la comunicazione telematica, poi si potrà accedere solo alle detrazioni fiscali. Il 31 marzo sarà uno spartiacque rispetto a chi aveva diritto ad accedere ai benefici economici grazie alla cessione del credito a terzi su cui si fondava gran parte dei benefici del bonus 110%. Da aprile si potrà usufruire solo delle detrazioni fiscali e non è detto che sia tutto così facile. Molte aziende, se il confronto con il governo non andrà a buon fine, dovranno chiudere. O comunque, per chi è fortunato, si troveranno costrette a riorganizzare la propria attività cercando nuove opportunità. 

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