Mercoledì, 2 Dicembre 2020

Abruzzo verso la zona rossa: cosa cambia per i cittadini

In arrivo l'ordinanza di Marsilio valida fino al 3 dicembre. Prevista la chiusura delle scuole. In ballo lo stop ai negozi e la limitazione alla circolazione dei cittadini. La decisione prevista per oggi

L'Abruzzo sta per diventare zona rossa. Nelle prossime ore il governatore Marco Marsilio dovrebbe firmare un'ordinanza che prevede, tra l'altro, la chiusura delle scuole di ogni ordine e lo stop ai centri commerciali. Le nuove misure sono state indicate dal Comitato Tecnico Scientifico regionale che si è riunito per valutare la situazione alla luce degli alti dati degli ultimi giorni e della crescente pressione negli ospedali.

Abruzzo verso la zona rossa: cosa cambia per i cittadini

Le nuove restrizioni entreranno in vigore tra martedì e mercoledì e andranno avanti fino al 3 dicembre. Mentre è in corso un vertice di maggioranza, non è escluso che si vada verso un lockdown generalizzato: si ipotizzano la chiusura dei negozi e ulteriori limitazioni agli spostamenti dei cittadini. Un post su Facebook del vicepresidente della giunta, Emanuele Imprudente, di cui hanno parlato IlPescara e ChietiToday, ha di fatto anticipato la notizia: "A volte si deve fare anche ciò che non si vuole fare, perché è giusto ed opportuno. Nessuno può sfuggire alle responsabilità, questi non sono momenti per fare giochi politici e propagandistici ma sono momenti in cui prendere posizione e anticipare scelte. L'Abruzzo deve essere zona rossa con chiusura scuole".

La riunione era stata anticipata dalla richiesta del sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, di istituire una 'zona rossa', "ma solo a patto che siano previsti ristori per le attività produttive costrette alla chiusura e ausilio per le famiglie i cui ragazzi devono seguire la didattica a distanza, seppur temporaneamente, a seguito delle disposizioni di chiusura segnalate dalle scuole e valutate dal dipartimento di Prevenzione". All'AdnKronos Marsilio ha detto che la decisione arriverà lunedì: "Abruzzo in zona rossa? Si tratta di una proposta che ci ha fatto oggi il nostro comitato tecnico scientifico, che stiamo discutendo e valutando. Domani ci consulteremo con gli enti locali, con tutte le altre componenti dell'Abruzzo e faremo le nostre valutazioni. Completeremo i passaggi con il consiglio regionale e decideremo". Il presidente del Consiglio regionale dell'Abruzzo Lorenzo Sospiri ha però frenato sulla chiusura delle scuole: "Si chiude dove serve. Il Dpcm del Governo prevede in zona rossa che le scuole materne dell'infanzia fino alla prima media devono restare aperte e così deve essere; se ci sono zone dell'Abruzzo che hanno situazioni talmente emergenziali da non poter permettere neanche questo, si chiudano lì".

Cosa succede quando viene dichiarata la zona rossa

In premessa va detto che se la zona rossa viene dichiarata dal presidente della Regione è diverso rispetto all'ordinanza del ministero della Salute. Ci potrebbero essere quindi delle variazioni rispetto alle decisioni nazionale. Ciò premesso, nelle zone rosse, a differenza di quelle gialle, è vietato uscire se non per ragioni di lavoro, salute o necessità. Sono vietati anche gli spostamenti da una regione all'altra o da un comune all'altro e c'è il coprifuoco dalle 22 alle 5. Sono poi chiusi bar e ristoranti, 7 giorni su 7 mentre l'asporto è consentito fino alle 22 e non ci sono restrizioni per la consegna a domicilio. Sono chiusi i negozi tranne supermercati, alimentari, edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Sono chiusi anche i centri estetici. C'è la didattica a distanza a partire dalla seconda media e restano aperte le scuole dell'infanzia (che in Campania sono chiuse comunque fino ad oggi), le elementari e la prima media mentre è chiusa l'università salvo eccezioni. Sono sospese tutte le competizioni sportive ma è consentito svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione e attività sportiva in forma individuale. Sono chiusi musee, mostre, teatri, cinema, palestre, sale giochi, scommesse, bingo mentre per i mezzi pubblici è consentito il riempimento fino al 50%.

Il Corriere della Sera ha riepilogato ieri in una serie di domande e risposte cosa cambia nelle zone rosse. Vediamo alcune delle questioni poste: 

  • Sono residente in una regione «rossa»: posso uscire o entrare dalla regione? Ci si può muovere soltanto per «comprovate esigenze» dunque motivi di lavoro, salute ed emergenze.
  • Se sono residente in una Regione in fascia rossa posso uscire dal mio Comune? No, è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, all’interno del territorio salvo che per «comprovate esigenze» cioè per «lavoro, studio, salute».
  • Posso andare a trovare amici non conviventi o parenti? No. Senza un motivo di necessità nelle zone rosse è obbligatorio restare casa.
  • Posso andare nei negozi? Solo in quelli aperti, cioè i rivenditori di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, i tabaccai, le edicole; e ancora lavanderie, ferramenta, ottici, fiorai, librerie, cartolerie, informatica, abbigliamento per bambini, giocattolai, profumerie, pompe funebri, benzinai, auto officine.
  • Posso fare jogging o andare in bici? Sì, perché rientra nell’attività sportiva. La bici si può usare anche peril tragitto casa-lavoro e per fare la spesa.
  • Posso fare una passeggiata? Sì, ma si tratta di «attività motoria» e dunque è consentita soltanto da soli e «in prossimità della propria abitazione».
  • Se faccio una passeggiata devo indossare la mascherina? Si può svolgere attività motoria «purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie». 

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