Lunedì, 27 Settembre 2021
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"Esci il cane" è giusto? Cosa ha detto veramente l'Accademia della Crusca

Tante polemiche dopo un intervento pubblicato sul sito della storica istituzione sulla legittimità dell'uso transitivo di verbi intransitivi. "Esci il cane" è un errore, sì o no? La Crusca ha sdoganato l'ignoranza? Ecco come sono andate le cose

Uscire il cane, far uscire il cane. Sedere il bambino, far sedere il bambino. Negli ultimi giorni una nota pubblicata l'11 gennaio dall'accademico della Crusca Vittorio Coletti sul sito della storica istituzione linguistica ha generato un notevole dibattito sull'uso transitivo di verbi intransitivi, abbastanza comune soprattuto al Sud. 

La nota dell'accademico voleva far chiarezza e rispondere alle domande di diversi lettori sulla legittimità di tale costruzione (ossia ad esempio il verbo sedere con l'oggetto diretto di persona) ma alla fine la risposta ha alimentato dubbi e polemiche, tanto da costringere l'Accademia della Crusca e lo stesso Coletti a ritornare sul tema non per fare marcia indietro ma per spiegare meglio e soprattutto per invitare a una lettura più attenta del testo. 

"Esci il cane" è giusto? Cosa ha detto la Crusca

"È lecita allora la costruzione transitiva di sedere?  - si legge nella nota di Coletti - Si può rispondere di sì, ormai è stata accolta nell’uso, anche se non ha paralleli in costrutti consolidati con l’oggetto interno come li hanno salire o scendere (le scale, un pendio). Non vedo il motivo per proibirla e neppure, a dire il vero, per sconsigliarla". Ma, aggiunge l'accademico della Crusca, "certo è problematico definirla transitiva perché la prova di volgere il verbo al passivo (accertata invece ormai per salire, specie nel linguaggio alpinistico col valore di scalare: la cima è stata salita da…) non sembra per ora reggere (la mamma ha seduto il bambino sul seggiolino ma *il bambino è stato seduto sul seggiolino dalla mamma) come del resto non regge per altri verbi in costruzione transitiva non passivabile (per es. si può dire ho dormito un lungo sonno ma non *un lungo sonno è stato dormito da me)". Quindi, "diciamo insomma che sedere, come altri verbi di moto, ammette in usi regionali e popolari sempre più estesi anche l’oggetto diretto e che in questa costruzione ha una sua efficacia e sinteticità espressiva che può indurre a sorvolare sui suoi limiti grammaticali".

Un conto quindi è l'uso che si fa di queste espressioni, in determinati contesti, un altro è la grammatica e la "regola". Costrutti di questo tipo a scuola continueranno ad essere un errore "blu" da correggere senza dubbio alcuno, come ha sottolineato l'account Twitter dell'Accadamia della Crusca, cercando di chiarire. A un utente che chiedeva: "E' corretto o no 'escimi il cane'?", la risposta è stata: "Per la norma da insegnare a scuola no, negli italiani regionali e nell'italiano è ampiamente usato. Ma il punto è che si tratta di una non-notizia: è sempre stato così", per poi aggiungere: "Purtroppo (o per fortuna) la lingua è piena di grigi... E nessuno può farla diventare un sistema di leggi senza deroghe (sempre per fortuna: è la sua potenza!")
 

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"Esci il cane", la Crusca ha fatto marcia indietro?

"Il problema è che ogni volta che si trasferisce un discorso scientifico sottile su un piano mediatico si producono risultati perversi", ha detto il presidente Claudio Marazzini, intervistato dall'Agi. "Coletti ha guardato con simpatia a una spinta innovativa che trasferisce un modo di dire popolare, accettandola nell’eccezione della quotidianità e delle situazioni familiari. Naturalmente se viene trasportato nella grammatica della scuola nascono dei problemi perché l’insegnante sarà comunque chiamato a correggere quelle forme nell’italiano scritto e formale". 

Da parte della Crusca non c'è stato quindi nessun sdoganamento, nessuna concessione a costrutti grammaticalmente scorretti e, di conseguenza, nessuna marcia indietro. Semplicemente si è cercato di spiegare come l'uso transitivo di verbi come salire, uscire ed entrare, diffuso soprattutto al Sud (ma non solo) possa considerarsi legittimato ma solo in ambito colloquiale. Tra l'altro, il titolo stesso dell'interno di Coletti ("Siedi il bambino! No, fallo sedere!") orientava già "sulla scelta migliore", come ha spiegato lui stesso stamattina a Repubblica

Quindi è giusto "esci il cane"?

Per lo storico della lingua Luca Sirianni, socio dell'Accademia della Crusca e dell'Accademia dei Lincei, l'espressione 'uscire il cane' va corretta nell'uso dell'italiano comune e in "particolare nell'italiano scritto" perché "una costruzione del genere non si è affermata".

Parlando con l'AdnKronos sulla legittimità dell’uso transitivo di verbi intransitivi come scendere o salire, Serianni ha affermato che "il grande rumore che si è sollevato nei social a proposito della vicenda 'uscire il cane' direi che è un buon segno perché rileva l'attenzione con cui i comuni parlanti guardano alle cose di lingua".

"Entrando nel merito - ha poi aggiunto il linguista - bisogna distinguere tra la diffusione di un uso nell'oralità, e quindi certamente 'uscire il cane', caratteristico del Mezzogiorno, si può sentire anche in alcune aree settentrionali, e la legittimità nell'italiano comune e in particolare nell'italiano scritto di questo uso. Su questo secondo punto, e cioè se è un uso da correggere o no, si può essere netti: la risposta è 'sì', è un uso da correggere perché nell'italiano comune una costruzione del genere non si è affermata".

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