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Domenica, 14 Agosto 2022
Cosa succede

Perché l'acqua frizzante scarseggia nei supermercati

Non è uno scenario campato per aria, è realtà: Sant'Anna ferma la produzione. Se noterete nei prossimi giorni la mancanza di minerale sugli scaffali, c'è un motivo preciso

Acqua frizzante sempre più difficile da trovare in vendita? Non è purtroppo uno scenario campato per aria, anzi. E' già realtà. Per ora le bottiglie ci sono (non è il caso di andare al supermercato più vicino e cercare di incastrare quante più possibili confezioni da 6 nel carrello della spesa) e d'altra parte si può vivere anche senza acqua con le bollicine, ma il problema esiste e per i produttori è una bella gatta da pelare. Le scorte sono sempre meno, le grandi quantità di un tempo nei magazzini che forniscono la grande distribuzione scarseggiano. 

La crisi energetica rischia di colpire duro anche l'acqua addizionata di anidride carbonica. La maggior parte delle acque gassate che si trovano in Italia è infatti costituita da acqua minerale naturale addizionata di anidride carbonica mediante un processo chiamato carbonazione. Alberto Bertone è presidente e amministratore delegato di Acqua Sant'Anna, il gruppo di Vinadio (in provincia di Cuneo) leader europeo con 1,5 miliardi di bottiglie prodotte ogni anno. Ha fermato le linee di produzione dei prodotti gassati: "La CO2 è introvabile - spiega - e anche tutti i nostri competitori sono nella stessa situazione. Siamo disperati, è un altro problema gravissimo che si aggiunge ai rincari record delle materie prime e alla siccità che sta impoverendo le fonti".

La difficoltà nel trovare l'anidride carbonica per prodotti alimentari si era già presentata alla fine del 2021, ricorda Bertone, "ma eravamo riusciti a tamponare quella che in questi giorni sta ripresentandosi in forma di vera emergenza, che riguarda tutti i produttori europei. Le aziende di CO2 ci spiegano che preferiscono destinare la produzione al comparto della sanità, saremmo disposti a pagarla di più anche se già costava carissima ma non c'è stato verso di fare cambiare idea ai nostri fornitori. Così - conclude Bertone - l'acqua gasata rischia di finire: una volta finiti gli stock nei magazzini di supermercati e discount, non ci saranno più bottiglie in vendita".

I produttori di acqua con le bollicine aspettano qualche camion dall'estero, ma basterà per far funzionare la linea poche ore o giorni. Il problema non riguarda solo le bottiglie di acqua frizzante. Il corto circuito potrebbe mettere in crisi l'intero settore alimentare. Basti pensare che l'industria dolciaria usa il gas addizionato per preparare molti alimenti molto amati dai consumatori. Se noterete nei prossimi giorni la mancanza di quei grandi bancali di acqua gassata nei negozi, ora sapete perché. Nel settore una buona parte dei produttori non è inoltre solita tenere in magazzino grandi stock di acqua, le confezioni partono subito dopo l'imbottigliamento verso i magazzini della grande distribuzione e da lì le casse di naturale e frizzante finiscono ai punti vendita finali. Tutta l'acqua frizzante che c'è è già in vendita, di fatto. E il futuro a breve termine è un grosso punto di domanda. L’Italia è il primo paese in Europa e uno dei primi al mondo per consumo di acqua in bottiglia, con una media di oltre 200 litri l'anno a testa. Un settore che non conosce crisi. Anzi, che non conosceva crisi. Perché le cose stanno cambiando. E se la carenza "dell'ingrediente base" dell'acqua con le bollicine verrà senz'altro in qualche modo risolta nei prossimi giorni, settimane o mesi, è altamente probabile che si assisterà a dei rincari sul prezzo finale.

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