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Martedì, 16 Aprile 2024
la denuncia / Roma

"In aeroporto non mi hanno venduto una bottiglia d'acqua perché sono russa"

La denuncia dell'insegnante e traduttrice Anna Larina in un video su Instagram, dove racconta di aver subito una discriminazione al duty free dell'aeroporto di Fiumicino

"Sei russa? Allora non possiamo venderti l'acqua". È questa la denuncia dell'insegnante e traduttrice Anna Larina in un video su Instagram, dove racconta di aver subito una discriminazione al duty free dell'aeroporto di Fiumicino durante l'acquisto di una bottiglia d'acqua perché in possesso di passaporto russo. "Le commesse del duty free mi hanno detto che non possono vendermi niente perché la Russia due anni fa ha iniziato la guerra e hanno avanzato come motivazione delle sedicenti disposizioni del ministero", racconta sul filmato postato sul social network la docente di russo che lavora in Italia. Il duty free dove sarebbe avvenuto il fatto è quello gestito da Aelia, gruppo Lagardère, all'interno dell'aeroporto di Fiumicino.

"Quando ho chiesto 'Dove c'è scritto?' mi hanno risposto 'Sul sito del Ministero degli Esteri. Può andare e vedere tutto lì", ha raccontato la donna nel video pubblicato sul suo profilo Instagram. L'episodio sarebbe accaduto il pomeriggio del 18 febbraio, quando la docente si era recata a Fiumicino per prendere un aereo per Erevan.  Sui social, è diventata virale una versione più lunga del video, in cui la donna racconta l'episodio nel dettaglio e di avere replicato alle commesse, dicendo: "Ho il permesso di soggiorno. Pago le tasse in Italia da 10 anni. Ho gli stessi diritti degli italiani". Il suo video ha generato migliaia di commenti e interazioni. Più di mezzo milione di visualizzazioni che lo hanno reso uno dei "reel" più visti di giornata.

Aeroporti di Roma ha commentato il post della donna, scusandosi: "Siamo costernati e ci rammarichiamo per quanto le è capitato in occasione della sua permanenza all'aeroporto di Fiumicino. Il comportamento descritto è assolutamente non in linea con gli standard applicati dai partner commerciali di Aeroporti di Roma". 

E poi la precisazione. "Per quanto possa occorrere - scrive Adr -, naturalmente confermiamo che non esiste alcuna norma che vieti la vendita di generi alimentari o di beni di qualsiasi tipo a persone con cittadinanza di determinati Paesi. A tal proposito desideriamo informarla di aver subito trasmesso la sua segnalazione al gestore del duty free da lei segnalato, che ha immediatamente avviato le necessarie verifiche e prenderà i provvedimenti disciplinari del caso nelle prossime ore. Le assicuriamo che il rispetto delle persone, delle regole e la cortesia nei confronti dei passeggeri sono inderogabili per Adr, così come lo sono per i suoi partner operativi in aeroporto. Sicuri che episodi simili non si ripeteranno, la ringraziamo per aver condiviso con noi la sua esperienza e la aspettiamo in occasione di una sua prossima partenza".

Aelia, a sua volta, ha pubblicato sui suoi canali social un post di scuse: "Come gruppo rispettiamo tutti i nostri clienti, a prescindere da origine, genere o età. Ci scusiamo sinceramente per quanto avvenuto ieri nel nostro store. È un incidente isolato e stiamo facendo tutte le verifiche necessarie affinché episodi del genere non si ripetano".

È stato poi la stessa donna a ritornare su quanto accaduto con un lungo video sul suo canale Youtube. L'insegnante ha voluto ribadire la veridicità della storia. A chiederle la carta d'imbarco, racconta, "è stata una ragazza bionda, giovane, molto bella" ma a negarle l'acqua è stata un'altra commessa. "Ringrazio a nome mio e delle mie connazionali russe per il sostegno degli italiani, erano scioccate in senso positivo" ha detto ancora l'insegnante. "Non è stato il primo caso di discriminazione, ce ne sono stati altri più gravi" ha aggiunto. 

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