Martedì, 27 Luglio 2021
Pride / Milano

Insulti, calci, pugni e minacce di morte: omofobia violenta nel giorno del Gay Pride

Aggressione violenta ai danni di un minorenne che stava partecipando alla manifestazione di Milano mentre il portavoce del partito Gay denuncia minacce di morte. Zan: "La solidarietà non serve, serve una legge"

Proprio nella giornata dedicata alla lotta contro l'omofobia passa alla cronaca una aggressione avvenuta al Gay Pride di Milano. Come denunciano gli organizzatori della manifestazione che nella città meneghina si è tenuta all'Arco della Pace, poco distante a Parco Sempione un minorenne sarebbe stato aggredito da un gruppo di violenti e soccorso dalle ambulanze presenti in piazza.

Lo denunciano Fabio Pellegatta, presidente del Cig Arcigay Milano, e il deputato Alessandro Zan che proprio dalla piazza milanese aveva ricordato l'importanza del disegno di legge di cui è primo firmatario per contrastare i reati d'odio. Secondo la denuncia il ragazzo sarebbe stato aggredito mentre raggiungeva il luogo del sit-in al grido di “Frocio di merda” e poi preso a calci e pugni da sconosciuti che si sarebbero poi dileguati.  

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Minacce di morte inoltre sono state denunciate da Fabrizio Marrazzo, portavoce del partito Gay e candidato a sindaco di Roma. "Arrivano a minacciarci di tagliarci la gola o bruciarci con la benzina. Queste minacce non ci fanno indietreggiare di un millimetro. La nostre liste alle Comunali di Roma, Milano e Torino  fanno paura a molti omofobi, che temono che un sostegno compatto da parte della comunità lesbica, gay, bisex e trans al nostro Partito, potrebbe per la prima volta mostrare la forza della nostra comunità e conseguentemente far cambiare indirizzo alla politica tutta ed all’Italia." spiega annunciando di aver sporto formale denuncia.  

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A Torino inoltre è stata aperta un'inchiesta sulla morte di un 18enne che domenica scorsa si era sotto un treno tra la stazione di Torino Lingotto e Moncalieri. Secondo quanto riferito dal quotidiano La Stampa il giovane sarebbe stato spinto al gesto dopo essere stato bullizzato in quanto omosessuale.  

Omofobia, la repressione in Turchia

Intanto mentre le piazze di Roma e Milano erano colorate d'arcobaleno, ai confini d'Europa a Istanbul la polizia ha represso in modo massiccio le centinaia di persone che sono scese in piazza per il locale Gay Pride sfidando il divieto a manifestare imposto dalle autorità. Gli organizzatori hanno denunciato l'arresto di diverse persone.

La manifestazione era stata organizzata con lo slogan "Le strade sono nostre" con l'obiettivo di protestare contro la politica sempre più ostile del governo turco contro la comunità Lgbtqi. La manifestazione è stata vietata poche ore prima del suo inizio dalle autorità locali, che si sono appellate ad una legge che proibisce proteste che violano la "moralità".

"In Turchia stiamo assistendo ad un radicale cambiamento della politica del governo verso le persone Lgbtqi dal 2015, lo stato ha dichiarato loro guerra", ha detto alla Dpa una delle organizzatrici della marcia, Yildiz Tar. Il governo sta perseguendo una politica tesa a diffondere ostilità verso le persone Lgbtqi "nell'intera popolazione", ha aggiunto sottolineando che i crimini d'odio sono in aumento e non vengono puniti. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha più volte rivolto attacchi verbali alla comunità Lgbtqi.  

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