"Sbirri picchiati", record di aggressioni a poliziotti e carabinieri: una ogni 3 ore

Nei mesi del lockdown le aggressioni su strada contro le forze dell'ordine sono aumentate: più 20% rispetto al 2019. Una ogni tre ore

Controlli dei carabinieri durante il lockdown

Viterbo: investe un carabiniere al posto di blocco, arrestato 37enne per tentato omicidio. Desenzano: fermato per un controllo, reagisce rompendo un dito a un poliziotto. Ancora Desenzano: ubriaco prende a calci e pugni (anche in testa) i poliziotti: arrestato 21enne milanese in vacanza al lago. Sono solo gli ultimi tre casi di cronaca che vedono come vittime gli agenti di polizia segnalati sul sito dell'Asaps (associazione amici della polizia stradale).

E com'è andata durante il lockdown? Altro che "andrà tutto bene". Altro che "il coronavirus ci renderà tutti più buoni". Nel primo semestre 2020, malgrado i due mesi di lockdown con traffico quasi azzerato (e incidenti in netto calo oltre il 50%), sono cresciute le aggressioni agli operatori di polizia durante i controlli su strada. Conducenti più stressati e aggressivi in epoca Covid, insomma: forse proprio i controlli anti coronavirus attivati dalle forze di polizia sulle strade italiane possono aver determinato dei picchi nelle reazioni degli automobilisti. Ma le aggressioni hanno il segno più anche alla ripresa della mobilità generalizzata.

Record di aggressioni a poliziotti e carabinieri: ecco i numeri

I dati arrivano dall’Osservatorio "Sbirri Pikkiati" che l’Asaps realizza ogni mese. Ecco i numeri. Sono stati 1.414 gli attacchi fisici registrati dall’Osservatorio, con un ulteriore preoccupante incremento del 20,6% rispetto ai 1.123 episodi catalogati nello stesso periodo del 2019. Vuol dire 235 aggressioni al mese. Quasi otto al giorno. Una ogni tre ore.

L’Osservatorio registra i soli attacchi fisici che hanno provocato lesioni refertate presso i pronto soccorso agli operatori di polizia durante i controlli su strada. Sono escluse quindi le aggressioni avvenute nella gestione dell’ordine pubblico e le altre non conseguenti al controllo del territorio. Anche nel primo semestre il maggior numero di aggressioni ha riguardato l’Arma dei carabinieri con 651 episodi (pari al 46%), ma in calo rispetto al 47,6% dello scorso anno. Seguono a poca distanza le aggressioni alla Polizia di Stato con 634 episodi (44,8%) in aumento rispetto al 42,2% del primo semestre 2019.

Sono stati 105, invece, gli attacchi alla Polizia Locale (7,4%), in diminuzione rispetto allo scorso anno quando la percentuale toccò l’11%. Il 3,5% ha riguardato altri corpi. La percentuale è leggermente superiore a cento in quanto in alcuni casi nell’aggressione hanno riportato lesioni agenti di corpi di polizia diversi o militari. In 404 attacchi (28,6%), l’aggressore è poi risultato ubriaco o drogato. In 203 attacchi (14,4%) è stata utilizzata un’arma propria o impropria (bastoni, oggetti o la stessa vettura utilizzata per travolgere l’agente).

"Un'escalation di intolleranza verso le divise"

Secondo Valter Mazzetti, segretario generale della Federazione Fsp Polizia di Stato, "il sensibile aumento delle aggressioni agli operatori delle forze dell’ordine impegnati in controlli sulle strade avvenuto nei primi sei mesi del 2020, nonostante il lungo lockdown, è il frutto di un’innegabile escalation di intolleranza verso le divise e di totale spregio delle regole fomentato non solo dai continui tentativi di delegittimare chi porta la divisa, ma anche dalla mollezza di un sistema che finisce per tollerare atteggiamenti gravi, contrari al più comune senso delle istituzioni".

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"Da tempo – continua Mazzetti - lanciamo l’allarme rispetto alla recrudescenza e all’arroganza di atteggiamenti oppositivi, oltraggiosi, pericolosi nei confronti di chi svolge per il Paese la più complicata delle funzioni, e oggi i dati fotografano quanto impetuosa sia la triste realtà. Andare in strada nasconde insidie che quotidianamente possono trasformarsi in tragedie. Nei primi sei mesi di quest’anno 8 operatori al giorno in media hanno avuto bisogno di ricorrere alle cure dei medici dei pronto soccorso, che hanno emesso un referto ogni tre ore. Mancano regole chiare, fuori da ogni ipocrisia, e strumenti che impediscano ogni tipo di contatto fisico, mentre è solo un miraggio la certezza della pena per chi delinque contro un operatore di polizia, e in tal senso è abominevole ritenere che lesioni e oltraggi rientrino nella comune attività professionale. E’ indispensabile, infine, che lo Stato e le istituzioni si costituiscano sempre parte civile al fianco dei propri servitori in divisa".
 

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