Domenica, 1 Agosto 2021
J'accuse incrociati

Caos vaccini, ora è scontro: per l'Aifa in Italia parlano in troppi ma i medici chiedono l'azzeramento del Cts

Duro monito contro i virologi star del presidente dell'autorità regolatoria dei farmaci Giorgio Palù che spiega la decisione di approvare la vaccinazione eterologa: "A una famiglia direi che vaccinarsi non è solo un diritto per la nostra salute ma un dovere per la nostra comunità"

Maturandi in fila per il vaccino

"La scienza non è democratica e in Italia parlano in troppi, a volte anche solo per far fare un titolo sul giornale". Questo, secondo il presidente Aifa Giorgio Palù, uno dei problemi che sta portando al calo di fiducia nel vaccino contro il Covid, ed in particolare nella vaccinazione eterologa, da parte dell'opinione pubblica. Un calo di fiducia che dopo il disastro comunicativo del vaccino Astrazenca (qui le principali tappe) e la nuova sospensione sull'ondata del "ce lo chiede il paese" su cui è dovuta intervenire anche l'autorità europea Ema, ha portato anche a class action come quella annunciata dal Codacons per risarcire i vaccinati con l'adenovirus del gorilla.  

L'autorità regolatoria e di farmaco vigilanza italiana ha irritualmente seguito la decisione del ministero della Salute di bloccare la vaccinazione con Astrazeneca per i minori di 60 anni approvando solo ieri la cosiddetta vaccinazione eterologa, recependo l'indicazione del comitato tecnico scientifico che prevede la soministrazione di una dose di vaccino a mRNA a distanza di 8-12 settimane dalla prima somministrazione di Vaxzevria. Per Palù un mix sicuro "sono usciti almeno sei lavori (scientifici, ndr) che lo sostengono".

"A una famiglia direi che vaccinarsi non è solo un diritto per la nostra salute ma un dovere per la nostra comunità".

Ma cosa cambia per la campagna vaccinale? Secondo Aifa sono possibili ritardi ma se tutto andrà bene sarà possibile prevedere una popolazione completamente vaccinata entro la fine di settembre. In Italia vi sarebbero 930mila le persone con meno di 60 anni a cui è stato somministrato il siero AstraZeneca e che ora dovranno ricevere una seconda dose di vaccino a Rna messaggero. A ciò si aggiungano gli oltre 2 milioni di giovani tra i 12 e 15 anni che inizialmente non erano inclusi nella campagna. Si parla di 7 milioni di dosi di vaccini a mRna a fronte di un previsto approvigionamento di 60 milioni di dosi entro settembre. Senza complicazioni sulle consegne un obiettivo alla portata della macchina del Commissario Figliuolo. 

Tuttavia tra i camici bianchi il caos non si placa. Di decisioni vaghe da parte dell'Aifa parla Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), che chiede l'intervento del ministro della Saute Roberto Speranza perché "sostituisca la Commissione tecnico scientifica (Cts) dell'Aifa"

"Dire che i vaccini a mRna 'possono' essere somministrati per completare un ciclo di vaccino misto è vago. Chi si prende quindi la responsabilità? Il medico? Il cittadino? La Regione? Da un ente regolatorio mi aspetto una regola definita, soprattutto dopo la difficile storia comunicativa del vaccino AstraZeneca. I cittadini ci chiamano continuamente per chiarimenti. Noi non abbiamo risposte".  

Per Scotti la delicatissima questione dei vaccini è una cartina al tornasole, ma non è l'unica. "È un anno e mezzo - osserva - che le Regioni prorogano i 'piani terapeutici' per i farmaci che sono sottoposti a questi piani, senza controllo specialistico. È assolutamente evidente che in Aifa c'è una Cts inefficace, succube del problema dell'appropriatezza amministrativa di cui si preoccupa più che dell'appropriatezza assistenziale. Forse sarebbe bene che, periodicamente, queste strutture fossero rinnovate. Il caso AstraZeneca mostra tutta l'inefficienza di questa Commissione", incalza il segretario Fimmg.  

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