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Giovedì, 18 Aprile 2024
Milano Cortina 2026 / Belluno

"Alberi secolari abbattuti per le Olimpiadi": la pista da bob di nuovo nella bufera

La protesta del violoncellista Mario Brunello contro l'abbattimento di decine di larici secolari: "Chiedo pietà per questo scempio"

Nuove polemiche si abbattono sulla già contestatissima pista da bob per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Prima l'ipotesi, durata mesi, di spostare all'estero le gare di bob, poi la decisione ufficiale: sarà realizzata una nuova pista da bob, skeleton e slittino a Cortina. I tempi stringono, i lavori devono andare avanti, e parte del bosco deve cedere il passo. Così, sono iniziati i primi abbattimenti di alberi, larici secolari in difesa dei quali stanno insorgendo in molti, tra opposizioni, attivisti e, non ultimi, gli artisti.

Una peculiare protesta arriva dal violocellista Mario Brunello: "Sono qui per dare voce a questi larici, che sono qui da secoli, e non hanno avuto l'opportunità di vivere con la musica, ma una voce dovrebbero averla e dovrebbero essere ascoltati".

La pista da bob che ci costerà più di 81 milioni (per una manciata di gare) (today.it)

"Una richiesta di pietà - prosegue il violoncellista - per uno scempio che sta avvenendo in questo bosco di Ronco per un'improbabile pista di bob. Con un po' di musica ho provato a dare a loro una voce, a esprimere una richiesta di pietà, proprio adesso che abbiamo bisogno del loro aiuto per questo pianeta".

Il taglio degli alberi è iniziato all'alba del 21 febbraio, accolto dalle dure critiche degli ambientalisti e non solo.  

"Nessuna pietà per le montagne"

La costruzione della nuova pista sembra piacere davvero solo al Governo. A sollevare dubbi è stato lo stesso il Comitato olimpico, che ha chiesto un "piano b". Opposizioni e attivisti parlano di "spreco di denaro pubblico". Una spesa stimata che si aggira intorno agli 81,6 milioni di euro.

"Siamo molto preoccupati per quanto quest'opera graverà sulle spalle delle nuove generazioni", commenta la consigliera veneta di Europa Verde Cristina Guarda, presente in prima linea sul cantiere per opporsi alla costruzione della pista: "Non c'è pietà per le nostre montagne che contano meno di una pista da bob che verrà costruita per ambizioni personalistiche e con oltre 120 milioni di euro pubblici, col rischio di non consegnarla nemmeno per i Giochi olimpici invernali".

protesta contro la pista da bob

"Nonostante le tante promesse - ha proseguito Cristina Guarda - tutti sanno che questa pista verrà poi dismessa per l'eccesso di costi per mantenerla in vita: in una montagna con sempre meno neve si andrà a costruire un freezer a cielo aperto, che per essere attivo consumerà energia e acqua, mentre ai cittadini si impone il risparmio".

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