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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Il caso

Il "Piano Omega" per curare Alfredo Cospito anche contro la sua volontà

L'anarchico prosegue lo sciopero della fame contro il 41 bis. Le sue condizioni sono peggiorate ma ritenute ancora compatibili col carcere. Le sue richieste e cosa può accadere se peggiora

Cosa succede se le condizioni di salute di Alfredo Cospito, l'anarchico in carcere al 41 bis e in sciopero della fame ormai da mesi, peggiorano ulteriormente? Il detenuto ha chiaramente detto di non volere l'alimentazione forzata ma, dal momento che la tutela della salute è prioritaria, potrebbe scattare il cosiddetto "piano Omega". Vediamo quali sono le condizioni di Cospito e in cosa consiste il piano.

Come sta Alfredo Cospito

Alfredo Cospito nei giorni scorsi è stato trasferito dal carcere di Sassari a Opera, struttura ritenuta più idonea come assistenza sanitaria vista la situazione. Prosegue con lo sciopero della fame contro il carcere duro: assume solo acqua, sale e zucchero. Il suo stato di salute viene costantemente monitorato.

In una dichiarazione inoltrata al Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria, ha ufficializzato di non volere essere alimentato artificialmente se le sue condizioni dovessero peggiorare fino a ridurlo a uno stato di incoscienza.  

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano oggi senatrice dell'Alleanza Verdi e Sinistra, ha incontrato Cucchi e ha definito le sue condizioni "a dir poco allarmanti, peggiora di giorno in giorno e di ora in ora. La prima cosa che mi ha detto è stata che non vuole più incontrare nessun politico - ha spiegato -. Sono l'ultima che incontrerà e mi ha incontrato solo ed esclusivamente per la mia storia, per quello che rappresento". 

Nel penitenziario milanese sono entrati per un lungo colloquio con lui, ma anche con il suo legale Flavio Rossi Albertini, la presidente del tribunale di sorveglianza Giovanna Di Rosa e la giudice Ornella Anedda. I magistrati, attraverso le relazioni inviate dai medici del centro clinico del carcere, stanno portando avanti d'ufficio un controllo continuo e costante delle condizioni dell'anarchico. Il suo stato di salute è ritenuto ancora compatibile con la detenzione. 

Il "Piano Omega" per salvare la vita dei detenuti al 41b bis

La salute dei detenuti è un "principio sacro e inderogabile". Il ministro della Giustizia Carlo Nordio lo ha detto e ripetuto più volte nell'arco delle ultime settimane, da quando il caso di Alfredo Cospito tiene banco tra nodi politici e nodi giudiziari.

Nell'ottica della salute come "sacra" è stato disposto il trasferimento nel carcere di Opera. Allo stesso tempo però è stato ribadito a gran voce che lo sciopero della fame non può essere "un'arma di ricatto" per la revoca del 41 bis. "Una cosa è la doverosa espiazione della pena, un'altra la tutela della sicurezza pubblica e un'altra ancora la tutela assoluta della salute, che va sempre garantita", le parole di Nordio.

Secondo quanto anticipato dal Corriere se necessario verrebbe messo in atto il "Piano Omega", nome con cui si indica la procedura di trasferimento di un detenuto al 41 bis all'ospedale più vicino. In passato è stata applicata anche ai boss mafiosi Riina e Provenzano, detenuti al 41 bis e malati.

Auto della penitenziaria e ambulanza sono pronte a partire, 24 ore su 24, dal carcere per portare Cospito all'ospedale San Paolo. Alla polizia e ai carabinieri il compito di "bonificare" il percorso, per far sì che il trasferimento avvenga in pochissimi minuti e senza "intoppi".

In ospedale i medici potranno somministrate tutte le cure ritenute necessarie perché "salvavita." Si attiverebbe d’ufficio la procedura del Trattamento sanitario obbligatorio (Tso). Potrebbe quindi iniziare per Cospito l’alimentazione forzata. Il dovere per lo Stato "di tutelare la vita del detenuto, anche contro la sua volontà" sarebbe quindi prevalente sulla volontà dichiarata da Cospito di non ricorrere all'alimentazione forzata.

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