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Lunedì, 15 Aprile 2024
Un quadro preoccupante

Allarme siccità: ci aspetta un'estate senz'acqua?

In Italia la situazione è già grave, ma anche in Francia, Svizzera e parte dell'Austria il problema inizia a farsi sentire. Il ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin: "Abbiamo il 50% della neve che dovrebbe esserci sulle montagne"

La siccità sta diventando un problema in diversi Paesi d'Europa. In Francia si teme una seconda estate consecutive di restrizioni idriche, ma anche in Svizzera, Italia e parti dell'Austria c'è meno neve rispetto alla media. Il motivo è banale: sulle Alpi è caduta poca neve e nelle ultime settimane le precipitazioni sono state decisamente scarse. 

Secondo Josef Eitzinger, meteorologo agricolo presso l'Università di Vienna, "se il clima primaverile sarà simile a quello del 2022, la siccità peggiorerà molto". I fiumi infatti trasporteranno molta meno acqua di disgelo delle montagne, che è anche la chiave per reintegrare le falde sotterranee.

In Francia, secondo i dati del sistema nazionale di monitoraggio delle acque, su 422 aree sotterranee osservate, 125 sono già a livello molto basso; 120 a basso livello; e 97 a un livello moderatamente basso. 

Qual è la situazione in Italia

In Italia non va meglio, anzi. Il ministro dell' Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha detto che "abbiamo il 50% della neve che dovrebbe esserci sulle montagne, e siamo a meno della metà dei livelli di fiumi e laghi". Per questo il governo sta valutando la nomina di un commissario che abbia tutti i poteri sulla gestione dell'acqua e non esclude (tutt'altro) la possibilità di razionamenti. "Può anche darsi che su alcuni territori sia fondamentale arrivare a questo" ha chiosato il ministro.

Secondo il Cnr, il quantitativo di neve caduta da inizio anno sulle Alpi è inferiore ai valori medi del decennio 2011-2021. In Piemonte, calano quasi tutti i fiumi, aumentando il gap con i livelli di portata degli anni passati (Sesia -74%, Stura di Demonte -52%, Stura di Lanzo -34%, Toce -46%); una timida ripresa viene rilevata solo per il Pesio e per il Tanaro, la cui portata resta comunque inferiore al 2022 ed è inferiore del 77,5%  alla media.

In Lombardia, il manto nevoso, pur superiore a quello dello scorso anno, si attesta attorno al 59% della media storica come rileva l'Anbi (l'associazione nazionale che si occupa delle acque irrigue). Sempre in Lombardia sono più che dimezzate le riserve idriche (-52,7% sulla media de periodo), ormai ai livelli di un anno fa. Allarmante è la condizione del fiume Adda, la cui portata continua costantemente a decrescere da mesi e attualmente è nettamente inferiore a quelle dei recenti anni più siccitosi. Ai minimi sono anche i livelli di Serio e Oglio (-15 centimetri sull’anno scorso e ben 1 metro e 14 centimetri sul 2021).

E ancora: il lago di Garda è testimone di una crisi idrica che si aggrava di anno in anno con il livello del bacino che resta mezzo metro più basso della norma (l'Isola dei Conigli è ormai raggiungibile a piedi). Così com'è difficile la situazione del fiume Po che registra portate al di sotto del minimo storico e ovviamente inferiori al 2022.

Sebbene in alcuni Regioni la situazione sia invece confortante (una su tutte l'Abruzzo) in generale c'è di che essere preoccupati. Anche perché, oltre a comportare probabili restrizioni idriche, la siccità impatta anche sulla produzione di energia. Proprio a causa dell'assenza di precipitazioni nel 2022 la contrazione della generazione idroelettrica (che soddisfa una parte importante del nostro fabbisogno) è stata del 37,7%. Con l'inverno che sta per finire la prospettiva di un'altra estate al secco è sempre più concreta. 

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