Giovedì, 24 Giugno 2021
La doccia fredda

L'allarme di BioNtech: "Servono altri vaccini, da soli non ce la facciamo"

Ugur Sahin, cofondatore e ceo dell'azienda tedesca: "La situazione non è buona. Si è creato un gap perché non sono stati approvati altri sieri e noi dobbiamo coprire il buco"

"La situazione oggi non è buona". Ugur Sahin, cofondatore e ceo dell'azienda tedesca BioNTech, spera di avere un piano entro la fine di gennaio 2021 per aumentare la produzione del vaccino anti covid. Perché, ammette in un'intervista al quotidiano tedesco "Der Spiegel", al momento l'attuale situazione della disponibilità del vaccino, prodotto dalla ditta tedesca insieme all'americana Pfizer, "non è rosea, perché mancano gli altri vaccini approvati e noi dobbiamo riempire i vuoti con il nostro vaccino".

"Stiamo tentando di avere nuovi partner che producano per noi - spiega ancora Sahin - ma non è che ci siano fabbriche specializzate che non vengono utilizzate in giro per il mondo che possano produrre vaccini della qualità richiesta da un giorno all'altro. Entro la fine di gennaio - ha continuato - noi avremo una visione più chiara se potremo produrre di più e quanto".

Gli altri vaccini non hanno ottenuto l'approvazione finale

Il vaccino BioNTech-Pfizer ha ottenuto poco prima di Natale l'approvazione da parte della Commissione europea che così ha dato il via alla campagna delle vaccinazioni in tutti i Paesi della Ue. La Commissione ha anche ordinato vaccini di altri produttori, che ancora però devono ottenere l'approvazione finale. "C'era l'idea che molte altre società sarebbero arrivate con i vaccini, apparentemente c'era l'impressione che ne producevamo a sufficienza, che la cosa sarebbe stata sotto controllo", ha detto ancora Sahin che non ha nascosto la sua "sorpresa".

Riguardo poi alla possibilità di produrre in altri stabilimenti il vaccino Pfizer/BioNTech, lo scienziato ha sottolineato la complessità della tecnologia mRNa su cui il vaccino è basato: "Non si può semplicemente cambiare, produrre vaccini invece che aspirina o sciroppo per la tosse, questo processo richiede anni di esperienza e un appropriato equipaggiamento strutturale e tecnologico".

Le 500 dosi di vaccino distrutte in un ospedale degli Stati Uniti

Intanto negli Stati Uniti un dipendente di un ospedale di Grafton, in Wisconsin, ha deliberatamente danneggiato quasi 500 dosi di vaccino Moderna. Lo hanno appurato le indagini condotte dal dipartimento di polizia di Grafton, in relazione all'episodio avvenuto nell'Aurora Medical Center. Secondo gli investigatori, il dipendente - ora licenziato - ha "rimosso intenzionalmente" 57 fiale di vaccino dai refrigeratori il 26 dicembre, costringendo la struttura sanitaria a eliminare circa 500 dosi ormai inutilizzabili. "Continuiamo a ritenere che la vaccinazione sia la nostra via d'uscita dalla pandemia. Siamo estremamente delusi, le azioni di questo individuo provocheranno un ritardo nella vaccinazione di oltre 500 persone. E' stata una violazione dei nostri valori fondanti", si legge in una nota dell'ospedale.

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