Le manifestazioni anti razziste arrivano anche in Italia dopo la morte di George Floyd

Attivisti e collettivi portano nelle piazze italiane la "causa di George Floyd". Negli Stati Uniti migliaia gli arresti dopo le violente proteste inscenate in tutto il paese da Black Lives Matter, mentre Trump punta il dito contro il movimento Antifa

L'Italia si mobilita per George Floyd, l'afroamericano morto durante un fermo di polizia a Minneapolis. Le immagini dell’agente Derek Chauvin che trattiene Floyd a terra, con le braccia ammanettate dietro la schiena, immobilizzandolo attraverso la pressione esercitata con il proprio ginocchio sinistro sul collo di quest’ultimo hanno fatto il giro del mondo. Così da mercoledì e nei giorni successivi a Torino, Napoli, Bergamo, Genova, Palermo, Matera e Bari si organizzeranno flash mob per chiedere giustizia per Floyd e condannare il razzismo in tutte le sue forme.

Ad animarle saranno soprattutto attivisti e collettivi universitari, coordinati dalla pagina Instagram 'Pomodori Rosso Sangue' di Diletta Bellotti, un'attivista che si batte contro il caporalato e per visibilità alle lotte dei braccianti, italiani e migranti. Nei giorni scorsi anche Milano e Roma sono state teatro di flash mob per Floyd. Nella capitale si è svolto un sit-in pacifico davanti all'ambasciata Usa: decine di persone hanno scandito lo slogan 'Black lives matter' e mostrato cartelli con scritto 'I can't breathe'. Stessi slogan sono stati usati venerdì scorso durante la protesta davanti al consolato americano a Milano organizzato da un centro sociale del capoluogo lombardo.

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Uno degli eventi, già autorizzato dalla questura, è in programma a Torino in Piazza Castello sabato alle 15. A promuoverlo sono stati i collettivi universitari Bonobo e Unipensanti, come spiega all'Adnkronos uno degli organizzatori, Angelo Sairitupa. "Abbiamo invitato anche le Sardine, i ragazzi dell'Arci Torino e Non una di meno", afferma l'attivista, aggiungendo che l'evento sarà pubblicizzato sui social.

Il flash mob, si legge sul gruppo WhatsApp dell'evento, si terrà con "cartelli a tema, mascherine & distanziamento, vestite/i di nero". Lo stesso giorno si terranno manifestazioni analoghe anche a Genova e Palermo.

Questa alle 18.30 di fronte a Palazzo Moroni a Padova i terrà un presidio organizzato dagli universitari e dagli studenti medi di Padova per denunciare la morte di George Floyd, il 46enne afroamericano rimasto ucciso in Usa dopo essere stato fermato dalla polizia il 25 maggio scorso. Oltre agli organizzatori, Studenti Per - Udu Padova, Rete degli Studenti Medi Padova e Veneto, hanno aderito tra gli altri: Anpi, Cgil, Asso Pace, Sinistra Italiana, Articolo 1, Partito Democratico, Xena, Io accolgo, Tetris, SPpi Cgil, Amnesty, Arcigay, Mimosa, Diem25, ADI, Mediterranea, Rifondazione Comunista, e Centro Donna Red-Ave

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Intanto il New York Times ha ricostruito la morte di George Floyd il 25 maggio grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, i video dei testimoni e i documenti ufficiali.

Morte Floyd, notte di caos e proteste in tutti gli Stati Uniti

Oggi il Dipartimento di polizia di New York ha comunicato di aver effettuato oltre 250 arresti durante le proteste che sono state inscenate la notte scorsa a New York: la maggior parte dei fermi è scattata a Manhattan e Brooklyn. Almeno 7 gli agenti rimasti feriti ed una decina i mezzi danneggiati.

A Washington sono oltre 60 gli agenti del Secret Service, l'agenzia incaricata della sicurezza del presidente Usa, rimasti feriti negli scontri avvenuti nei pressi della Casa Bianca. Tra i feriti figurano sia agenti in uniforme che agenti speciali colpiti da lanci di "mattoni, pietre, bottiglie, petardi e altri oggetti". Alcuni agenti sono anche stati "aggrediti fisicamente, presi a calci, colpiti con pugni ed esposti a fluidi corporali".  Undici dipendenti del Secret Service sono stati trasportati in ospedale con ferite non gravi. Le barriere di protezione della Casa BIanca, ha riferito ancora il Secret Service, non sono mai state oltrepassate dai manifestanti e nessuna delle personalità poste sotto protezione si è mai trovata in una situazione di pericolo.

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Da oggi oltre la metà dei 50 Stati americani ha attivato la Guardia nazionale in risposta alle proteste ed agli scontri che si sono diffusi in tutto il Paese: oltre al Distretto di Columbia la guardia nazionale è stata schierata in Arizona, Arkansas, California, Florida, Illinois, Michigan, Nebraska, Nevada, Oklahoma, Oregon, Virginia, Colorado, Georgia, Indiana, Kentucky, Minnesota, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Washington, Wisconsin.

Razzismo, da Amnesty il richiamo: "Polizia esaspera le proteste"

Rachel Ward, direttrice delle ricerche di Amnesty International USA, ha commentato con una nota ufficiale, l’uso eccessivo della forza da parte delle forze di polizia statunitensi impegnate nel mantenimento dell’ordine pubblico in occasione delle proteste sulla morte di George Floyd. “Le forze di polizia – spiega Ward – stanno venendo meno ai loro obblighi di diritto internazionale di rispettare e favorire il diritto di manifestazione pacifica, esasperando una situazione già tesa e mettendo in pericolo la vita delle persone. Città dopo città, stiamo assistendo a episodi di uso eccessivo e non necessario della forza, di cui chiediamo immediatamente la fine“.

In base alle notizie riportate dalla stampa circa 1.400 persone sono state arrestate in 17 città statunitensi da martedì, oltre un terzo a Los Angeles.

Trump punta il dito contro il movimento Antifa: chi sono

Nel puntare il dito contro i presunti responsabili delle proteste che infiammano il paese, il presidente americano Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti inseriranno gli attivisti anti-fascisti di estrema sinistra liberamente affiliati al gruppo 'Antifa' tra le organizzazioni terroristiche.

Ma che cos'è Antifa? Non c'è un'organizzazione con una struttura definita o dei ruoli e dei mandati al suo interno. Piuttosto si tratta di un movimento di attivisti che condividono una filosofia. È impossibile sapere quante persone si considerino suoi membri, non vi sono leader ufficiali ed è organizzato in cellule autonome.

I membri di antifa contestano le azioni che considerano autoritarie, omofobiche, razziste o xenofobe. Il movimento non è affiliato ad altri gruppi a sinistra ma i suoi attivisti a volte collaborano con altre reti locali che protestano sulle stesse tematiche, ad esempio Occupy o Black Lives Matter.

Gli obiettivi sono genericamente quelli di contrastare l'azione messa in atto da gruppi considerati fascisti, razzisti e di estrema destra per dotarsi di una piattaforma che consenta loro di promuovere il loro punto di vista. L'idea di partenza è che l'espressione di tali ideologie provochi azioni dirette contro gli emarginati, quali minoranze razziali, donne, membri della comunità L.G.B.T.Q.

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Il movimento ha acquistato maggiore visibilità nel 2017 dopo una serie di azioni, tra cui gli scontri con i nazionalisti bianchi a Charlottesville.

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