Venerdì, 5 Marzo 2021
Venezia

L’Italia solidale durante la pandemia: "Qui gli oggetti inutili per qualcuno diventano utili per gli altri"

Da Nord a Sud si moltiplicano le iniziative di singoli cittadini e negozianti per aiutare il prossimo. A Venezia una tabaccheria-edicola ha aperto un “angolo del riuso solidale”: giocattoli per bambini, cappotti, generi alimentari a disposizione di chi è in difficoltà

L'angolo del riuso solidale nella tabaccheria-edicola di Ennio Zane a Venezia (foto Angolo del riuso solidale Venezia/Fb)

L’hanno chiamato “l’angolo del riuso solidale”. È una stanza dove di giorno in giorno sono stati accumulati prodotti vari, dagli alimenti a lunga conservazioni ai giocattoli, per essere messi a disposizione di chi è in difficoltà. È l’idea di un tabaccheria-edicola di Venezia, tra campo San Giacomo da l’Orio e campo San Stin, era nata a gennaio scorso, per aiutare attività e famiglie in crisi dopo l’acqua alta; l’aggravarsi dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia e i contraccolpi al turismo in una città votata all’accoglienza turistica ha ridato fiato a questo progetto. Grazie al passa parola su Whatsapp, l’angolo del riuso solidale si è andato via via popolando sempre di più: gli "oggetti inutili per qualcuno diventano utili per altri", come spiega Zane sulla pagina Facebook dedicata all'iniziativa. 

“Oggi abbiamo in media tra le 15 e le 20 persone al giorno che vengono a prendere o lasciare qualcosa”, racconta all’Ansa il titolare della tabaccheria, Ennio Zane. Famiglie della zona con figli piccoli e oggi in cassa integrazione; uomini e donne sole con figli a carico, qualche ex lavoratrice che faceva le pulizie negli appartamenti turistici: questo l’identikit di chi oggi grazie a questa iniziativa ha trovato un po’ di respiro. “Persone che fino a poco tempo fa avevamo un impiego e faticavano a rivolgersi alla Caritas o alla parrocchia”, sostiene Zane, che spiega: “Spesso proprio chi ha più bisogno fa fatica a chiedere e il messaggio che vogliamo dare è quello di un angolo di solidarietà ‘informale’ all’interno di una qualsiasi tabaccheria e non di un’associazione o istituzione, crea meno imbarazzo”. 

Sulla pagina “L’angolo del riuso solidale”  vengono pubblicate foto e descrizione degli ultimi arrivi. Molti i prodotti per bambini: un passeggino, una sponda per un lettino, un materasso da culla, un seggiolone, peluche, sciarponi e coperte. In vista dell’inverno, sulle stampelle sono comparsi inoltre molto giacconi e piumini per adulti. 

I nuovi poveri della pandemia

Secondo il Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia pubblicato appena poche settimane fa dalla Caritas, nel periodo tra maggio e settembre di quest’anno i nuclei familiari italiani che hanno avuto bisogno d’aiuto sono stati il 52%, rispetto al 47,9% dell’anno prima.

Dai dati del rapporto è emerso inoltre che quasi una persona su due che in questi mesi si è rivolta alla Caritas lo ha fatto per la prima volta: i nuovi poveri sono saliti dal 31 al 45%. In crescente difficoltà soprattutto le famiglie con bambini, ma anche i giovani e le donne sole. Una situazione determinata nella maggior parte dei casi dalla perdita del lavoro e dal crollo del reddito. 

A Potenza il bistrot che regala pasti invenduti e cibo gratis 

In questo frangente l’Italia si scopre fragile ma anche più solidale. Da Nord a Sud si moltiplicano le iniziative di sostegno alle famiglie e alle persone in difficoltà da parte di semplici cittadini e negozianti. Un piccolo gesto partito magari in sordina, senza un’organizzazione definita, che via via si è allargato sempre di più e ha fatto scoprire situazioni difficili.

Come il caso del ristoratore di Potenza che dopo il Dpcm che ha imposto la chiusura di bar e ristoranti alle 18 il giorno dopo si è ritrovato con decine di porzioni di zuppa e trippa rimaste invendute e ha deciso di regalarle mettendo un annuncio su Facebook. Quel pomeriggio si sono presentate da lui più di cinquanta persone, il giorno dopo erano sessanta e così via, tanto che non è bastato il cibo rimasto invenduto e lui ha iniziato a distribuire anche pasti preparati sul momento. “Molti sono venuti addirittura con i figli, bambini con ancora le scarpe estive ai piedi. Addirittura è venuto un papà di 35 anni che mi ha raccontato che dorme in macchina con il figlio di 10 anni”, aveva raccontato a Today Salvatore Conte, il titolare del bistrot Crusco’s di Potenza, dopo che la sua iniziativa era diventa virale. Da lui è venuta gente che ha perso il lavoro, oppure ancora in attesa della cassa integrazione.

“Persone che magari il primo lockdown aveva già messo sul lastrisco e per i quali ora questo minilockdown è stata l’ultima botta - aveva ricordato Salvatore Conte - Io e la mia socia siamo rimasti devastati psicologicamente da questa cosa, perché ci siamo chiesti: se a Potenza che ha appena 60mila abitanti è venuta così tanta gente, quanti possono essere in una grande città? Quanti ce ne sono che non sappiamo nemmeno che esistono?”. 

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