Venerdì, 5 Marzo 2021

Addio ai "Remigini" e alla campanella a ottobre: la legge che cambiò l'anno scolastico

Nel 1977 la legge 517 cambiò l'anno scolastico e la vita degli studenti

Fino al 1977 gli studenti al loro primo giorno di scuola venivano chiamati Remigini. Oggi questo appellativo è caduto in disuso e molti neanche sanno che significa. La motivazione trova origine in un santo, San Remigio, festeggiato il 1 ottobre, giorno in cui fino al '77 iniziava la scuola in tutta Italia. A settembre, mese in cui adesso suonano le campanelle, si svolgevano gli esami di riparazione.

Oggi 20 settembre si celebra la data ultima in cui gli studenti del 1977 poterono accedere agli istituti e il giorno in cui cambiò l'anno scolastico. Fu una vera e propria rivoluzione in quanto toglieva un mese di estate.

Quando la scuola iniziava a ottobre

Nell'agosto del 1977 fu firmata la legge numero 517 che ha abolito gli esami di riparazione e ha modificato alcune norme dell'ordinamento scolastico tra cui anche la sua data d'inizio che doveva avvenire tra il 10 e il 20 settembre (con conseguente fine tra il 10 e il 30 giugno). All'articolo 11 si legge: "Il Ministro per la pubblica istruzione, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, ogni tre anni, entro il 31 dicembre, determina con suo decreto il calendario scolastico per i vari ordini di scuola fissando la data di inizio e il termine delle lezioni rispettivamente tra il 10 e il 20 settembre e tra il 10 e il 30 giugno. Entro il 30 giugno devono svolgersi anche gli esami di licenza ed idoneità nella scuola elementare e media e quelli di idoneità negli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore ed artistica".

Come accennato fu un cambiamento importante per gli studenti e le famiglie. In questi decenni sono state molte le proposte per spostare nuovamente la campanella d'inizio al primo di ottobre, ma senza successo.

La scuola oggi chi decide e come il calendario delle lezioni

Il calendario scolastico varia da scuola a scuola ed è deciso in tre passaggi: il ministero dell'Istruzione pubblica il calendario nazione con specificate festivià e le date degli esami di stato; gli assessori regionali all'istruzione creano il calendario regionale tenendo conto delle specifiche territoriali (turismo, festività locali etc...); infine le singole scuole creano il loro calendario considerando le loro necessità. In particolare ogni Istituto valuta il calendario regionale e deve assicurare almeno 200 giorni di lezioni. Per questo motivo devono essere conteggiati dei giorn in più, un surplus fondamentale che andrà a sopperire ad eventuali eventi imprevisti come avversità meteorologiche, elezioni, ma anche festività locali e ponti.

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