Martedì, 15 Giugno 2021
Attualità Genova

"Per favore non fate la seconda dose di AstraZeneca sotto una certa età"

Antonella Viola, immunologa, a Otto e Mezzo: "Basta allarmismi? No, questa volta non me lo sento. Questa volta voglio dire di non fare la seconda dose AstraZeneca. Perché se è vero che non ci sono dati su trombosi nella seconda somministrazione, è anche vero che ci sono pochissimi dati visto che in pochi hanno ricevuto due volte il siero"

Parole forti quelle di Antonella Viola, immunologa, ieri a Otto e Mezzo: "Per favore non fate la seconda dose di AstraZeneca". Il caso della 18enne di Genova Camilla Canepa morta per trombosi due settimane dopo il vaccino è la notizia del giorno. Un dramma che ha scosso l'Italia e che ha aperto la strada a inevitabili dubbi e polemiche.

"Vogliamo dire basta allarmismi?". "No, questa volta non me lo sento"

Gruber le aveva chiesto: "Vogliamo dire basta allarmismi?", ma lei ha risposto decisa: "No, questa volta non me lo sento. Questa volta voglio dire di non fare la seconda dose AstraZeneca. Perché se è vero che non ci sono dati su trombosi nella seconda somministrazione, è anche vero che ci sono pochissimi dati visto che in pochi hanno ricevuto due volte il siero".

L’immunologa era parsa qualche minuto prima affranta per la scomparsa di Canepa: "Per me oggi è una giornata difficile. Io sono mesi che dico che il vaccino AstraZeneca non va somministrato alle donne giovani e oggi, con la morte della 18enne di Genova, per me è un fallimento personale. Bisogna avere il coraggio di dire che serve fare un altro vaccino e non AstraZeneca se si ha meno di 60 anni. Anche gli open day vanno aboliti".

"Sono contraria al richiamo con AstraZeneca, ci vuole un’azione di coraggio: decidiamo una fascia di età, i 50 anni potrebbero essere corretti. Sotto questa soglia, si fa il richiamo con un vaccino a mRna. Non sottoponiamo a rischi inutili le persone, ci vuole un atto di forza per dire che la seconda dose va fatta con vaccini a mRna", aggiunge. "Da mesi -ricorda- dico e scrivo che questo vaccino non è adatto alle donne giovani. E’ stato commesso un errore, l’Ema non avrebbe dovuto dire che è consigliabile" l'uso del vaccino per gli over 60. "Avrebbe dovuto dire che andava usato solo sopra i 60 anni e l’Aifa avrebbe dovuto fare la stessa cosa. C’è stata una linea troppo morbida, c’era fretta di vaccinare un gran numero di persone e di dire ‘stiamo correndo’. Si è trascurato un fattore determinante: non siamo tutti uguali e i vaccini non sono tutti uguali, questo dato lo avevamo e sapevamo che il rischio nelle donne giovani supera i benefici. Nonostante ciò le regioni hanno deciso di fare questi Open Day ignorando la raccomandazione dell’Aifa e qualcuno ne ha pagato le conseguenze".

I vaccini a mRna vanno utilizzati come seconda dose per chi ha ricevuto la prima somministrazione di AstraZeneca e non vanno associati alla necessità di una terza dose? "Dobbiamo anche stare molto attenti ad una campagna commerciale - continua -. Non c’è nessuna ragione in questo momento per ritenere che avremo bisogno di una terza dose. Le prime persone vaccinate, sono vaccinate da 9 mesi e sono ancora tutte protette. Non significa che dal decimo mese non saremo protetti, non abbiamo dati dal decimo mese. E’ molto probabile che vedremo che la protezione un anno, due anni o forse di più. Se il virus dovesse cambiare tanto e dovessimo vedere che le persone vaccinate si contagiano e si ammalano, a quel punto dovremmo pensare ad una terza dose ma con un vaccino diverso. Al momento non c’è nessun motivo per dire che serve una terza dose", conclude.

La Francia ha stabilito di limitare i due vaccini a vettore virale agli over 55

Nessun facile allarmismo, bensì studi scientifici: "Per non aver dubbi - aveva detto lei stessa qualche giorno fa - basta leggere un lavoro uscito sulla rivista Science dove si spiega come man mano che si scende con l’età i rischi di ricevere questi vaccini superano ampiamente i benefici. Nei più giovani il pericolo di avere conseguenze gravi a causa del Covid è invece molto basso. Ecco perché la Francia ha stabilito di limitare i due vaccini a vettore virale agli over 55".

"E' sbagliatissimo" proporre i vaccini a vettore virale come si è fatto negli open day con Astrazeneca "ai giovani, specialmente alle donne. Sono sempre stata convinta che non bisognerebbe darli a persone di età inferiore a 55 anni. Abbiamo dosi di vaccino a volontà" e quindi, conclude, "vale la pena di scegliere il vaccino più sicuro in rapporto all'età. In questi casi i preparati di Pfizer e Moderna basati sull'Rna messaggero. Anche così arriveremo a settembre con larga parte della popolazione immunizzata".

"La decisione non spetta alla politica"

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa rimette in toto la scelta alla politica sulle fasce cui somministrare il vaccino di Astrazeneca. Lo ha fatto intervenendo su Radio 24, nel programma 24 Mattino: "Siamo in attesa che il Cts oggi si esprima, è chiaro che siamo di fronte più ad una scelta di natura scientifica che di natura politica. Non credo che spetti alla politica se un vaccino si possa o non si possa somministrare rispetto ad un limite di età. Attendiamo questo parere, dopodiché faremo tutte le riflessioni. Dobbiamo ridire con forza che parliamo di un vaccino che ha superato le fasi di approvazione da parte degli enti regolatori, un vaccino che è somministrabile dai 18 anni in su, e per il quale mesi fa Aifa aveva espresso questa raccomandazione. Dobbiamo attendere il parere del Cts e di Aifa e noi lo applicheremo".

"Il nostro piano vaccinale si basa sull'approvvigionamento di tanti vaccini e l'80% dell'approvvigionamento si basa su quelli a rmna, quindi qualora ci dovessero essere anche delle variazioni sulle indicazioni dell'uso di AstraZeneca, il piano vaccinale non subirà delle influenze negative. Siamo nelle condizioni di poter proseguire e di raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati", ha aggiunto

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