Mercoledì, 20 Gennaio 2021

Tutto quello che non va in Immuni

Conte nell'ultima conferenza stampa a Palazzo Chigi non l'ha citata nemmeno mezza volta. Ma il tracciamento può essere un'arma efficace in più. In Italia però ora "ti arriva una notifica di un contatto a rischio e sei solo". C'è tempo per sistemare le cose, ma serve farlo in fretta

Come vanno le cose sul fronte Immuni? Non benissimo, se si pensa che Conte nell'ultima conferenza stampa a Palazzo Chigi non l'ha citata nemmeno mezza volta. L'unico sistema ufficiale per il tracciamento tecnologico dell’epidemia di Sars-CoV-2 in Italia dovrebbe essere scaricato dal 60% della popolazione, secondo le prime stime fatte mesi fa, per essere davvero efficace. Considerando che il 73,8% della popolazione in Italia ha uno smartphone, vorrebbe dire almeno 36 milioni di download: impensabile. Restando più terra terra, in un contesto integrato con altre strategie, Immuni dovrebberlo scaricarla almenio 2 italiani su 10 perché sia efficace, il che equivale a 12 milioni di persone: si comincia a ragionare, anche se siamo ancora lontani. Il problema però non è solo la diffusione dell'app, ma anche il meccanismo.

Immuni, tutte le cose che non vanno

Ci torna su, intervistato da RepubblicaAlessandro Vespignani, 55 anni, fisico, il direttore del laboratorio della Northeastern University di Boston che da nove mesi insegue e prevede l’andamento della pandemia: "Non so se siete ancora in tempo per far funzionare davvero la app Immuni, ma so che è obbligatorio provarci. Se pensiamo che le uniche armi contro il virus siano le mascherine e tenere le persone chiuse in casa, stiamo sbagliando tutto".

Immuni è stata scaricata da 9 milioni di persone ma ha mandato segnalazioni di appena 900 positivi. Non funziona? "Lo dissi già a marzo - spiega Vespignani -  la app contro il virus è una cosa bellissima ma funziona solo se gli crei un mondo intorno. Quello che manca a Immuni è il cosiddetto supporto post vendita. Ovvero, ho la app e poi che succede? Ho qualcuno con cui parlare? Posso contattare un medico più velocemente? Posso fare subito un test?".

"Senza queste cose la app fa addirittura paura. Ti arriva una notifica di un contatto a rischio e sei solo".

Manca un call center nazionale per Immuni

Manca un call center nazionale per Immuni, ed è impensabile che le nostre aziende sanitarie regionali, già in apnea per il virus, riescano a occuparsene come invece si dovrebbe.

"Era invece il momento per assumere studenti, o disoccupati, e addestrarli a stare in un call center di questo tipo. Si dovevano creare i navigator del Covid".

L'unica via per rendee Immuni appetibile è fare sì che si possa prenotare un tampone direttamente dall'app io chiamando un call center dedicato in caso di contatto a rischio con un positivo. Lo dice Vespignani ma lo dicono molti altri esperti. Altrimenti tutto diventa complesso. C'è sempre tempo per sistemare le cose, perché la battaglia contro Covid-19 sarà molto lunga.

"Parlare di seconda ondata mi fa sorridere, abbiamo davanti almeno cinque mesi molto difficili con alti e bassi, la battaglia è lunga; certo che c’è tempo di sistemare Immuni, come c’è tempo di potenziare tutto il resto".

Scaricare Immuni diventa obbligatorio?

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