Mercoledì, 25 Novembre 2020

Centri estivi aperti dal 15 giugno, ma dagli asili nido arriva un nuovo grido d'allarme

L'apertura dei centri estivi è quasi una certezza per i più piccoli, ma nel decreto Rilancio gli asili nido non sono proprio menzionati. Le strutture private tornano a chiedere con forza che ci si occupi di un settore che continua a non trovare ascolto: "Dimenticati"

Asili nido aperti in estate? E' possibile, ma per ora siamo nel campo delle ipotesi. "Riapriremo gli asili nido a partire dai mesi di luglio e agosto. C'è un tema di sicurezza e di tutela. Siamo nella fase 2 ma non siamo usciti dal pericolo" assicura la sindaca di Roma Virginia Raggi a Radio24. "Bisogna riaprire i centri educativi per l'infanzia nella fascia 0-6 anni" afferma anche il viceministro all'Istruzione, Anna Ascani, spiegando: "Non possiamo pensare di tenere tutto chiuso. Dobbiamo dare la possibilità di fare sperimentazioni già da giugno e dobbiamo riaprire l'interlocuzione col Comitato tecnico-scientifico per avere regole per procedere". Intanto il 15 giugno ripartono le attività strutturate nei cosiddetti centri estivi, salvo diverse indicazioni delle varie Regioni.

Il Partito Democratico propone di attivare da subito progetti educativi sperimentali territoriali rivolti ai più piccoli all'interno di un programma nazionale, sulla base di progetti locali costruiti con i Comuni e i soggetti del Terzo settore e con il sostegno delle Regioni, mettendo a disposizione di questi soggetti tutti gli spazi necessari, anche strutture scolastiche, risorse e personale per le attività educative e di cura; nel caso dei centri estivi piccoli gruppi, con un costante monitoraggio dello stato di salute con test sierologici e misurazione della temperatura per chi si occuperà di loro. In particolare andrebbe rafforzato il sistema integrato di educazione e istruzione nella fascia "zero-sei", promuovendo alleanze pedagogiche più strutturate sui territori. C'è molto da fare, sia per formare i lavoratori sia per adeguare le strutture.

Problemino: nel decreto Rilancio gli asili nido non sono menzionati. La fascia 0-3 anni è totalmente esclusa di fatto per adesso dalla riaperture per l'estate. Molte strutture, soprattutto private, rischiano di chiudere e chiedono aiuto alle Regioni. il Veneto punta a riaprirli con un'apposita ordinanza e potrebbe fare da apripista. Apriranno certamente in qualche modo a giugno i centri estivi e le varie strutture dedicate ai bimbi nella fascia d’età che va da zero a tre anni, invece gli asili nido veri e propri non sentono di avere avuto in questi mesi l'attenzione dovuta.

"Avevo promesso che non ci saremmo scordati dei centri estivi, ma che li avremmo riorganizzati in sicurezza. Infatti abbiamo dato le indicazioni e stanziati 185 milioni di euro, l’investimento più alto in questo settore nella storia della Repubblica" dice la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti. La ministra Bonetti ha precisato che i centri estivi riguardano “tutte le attività di carattere educativo, ricreativo e ludico” organizzate “in sicurezza”. "Abbiamo lavorato con i Comuni, le Regioni, le Province, con gli altri ministeri, ho coordinato un tavolo, siamo arrivati a delle linee guida che sono state condivise anche con il Comitato Tecnico Scientifico ed abbiamo avuto l’ok". I 185 milioni, ha spiegato "saranno destinati non solo ai comuni, ma a tutti quegli enti che oggi sono nel nostro paese, realtà di fatto educative". 

"Il governo ci ha completamente dimenticato". Per questo motivo i lavoratori dei servizi per l'infanzia hanno deciso di "rompere il silenzio" e di scendere in piazza. L'appuntamento è  per il 21 maggio alle 15 davanti a Montecitorio. Tutti ovviamente con mascherine e a distanza di sicurezza, per tenere alta l'attenzione sull'argomento. Gli istituti privati da settimane scalpitano per poter riprendere, con piccoli gruppi di bambini e con più spazi a disposizione, utilizzando anche quando possibile gli ambienti aperti delle scuole. "Metteremo a disposizione cortili e palestre delle scuole a luglio e agosto", aveva detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Non ci sono certezze in merito però.

Quasi 10.000 strutture dimenticate dal decreto Rilancio oltre a non essere oggetto di alcun piano di riapertura, si vedono negare la proroga della cassa integrazione per i lavoratori. E' il grido d'allarme del comitato nazionale EduChiAmo, che raggruppa gestori privati di servizi per l'infanzia. "Siamo profondamente angosciati", dice la presidente del comitato Cinzia D'Alessandro, "viviamo un incubo da 3 mesi, ogni giorno affondiamo nelle sabbie mobili create da chi dovrebbe tutelare le piccole imprese dell'educazione, le migliaia di lavoratori di tutta Italia, educatrici, insegnanti, cuoche, ausiliare che non hanno prospettive. Mesi di battaglie per arrivare allo stesso risultato dell'inizio del lockdown - sostiene -: siamo invisibili, addirittura al punto che ci viene vietato di riaprire e insieme andranno a cessare gli aiuti degli ammortizzatori sociali. Oltre a non avere ricevuto alcun contributo per la sopravvivenza".

Aprono e apriranno nei prossimi giorni oratori, centri estivi, agriturismi e fattorie didattiche, si adattano cortili di scuole e parchi pubblici. E i nidi privati? Assonidi, l'Associazione degli asili nido e scuole d'infanzia privati aderente a Confcommercio, torna a chiedere con forza che ci si occupi di un settore che continua a non trovare ascolto. "Stiamo assistendo in questi giorni a una grande mobilitazione di soggetti che gestiranno, o forse è meglio dire che impareranno a gestire, i servizi all'infanzia con le modalità di un'enorme cessione di ramo d'azienda - afferma Federica Ortalli, presidente di Assonidi - dimenticandosi che stiamo parlando di bambini. Ben venga aiutare le famiglie, ben venga andare incontro alle richieste di genitori che devono tornare al lavoro, ben venga tenere presente le esigenze dei bambini chiusi in casa da quasi tre mesi. Ma questi bambini prima cosa facevano? Dove incontravano i loro amici? E i genitori, pre Covid-19, dove accompagnavano i bambini ogni mattina? All'asilo nido e alla scuola d'infanzia".

Per i bambini sotto i tre anni in molti casi un centro estivo non è una prospettiva realistica: non ci sono mai stati, e sarebbe necessario una fase di inserimento più o meno lungo, come si suol dire. Un rientro in strutture che già conoscono e con educatori che già li conoscono è invece molto più fattibile. Anche per questo i nidi privati sperano di poter riaprire a luglio e agosto. In tutta sicurezza. Il nuovo dpcm che regola le aperture dell’attività dimentica il settore dei servizi all’infanzia sotto i 3 anni. Si indicano modalità per la ripartenza dei centri estivi, delle fattorie didattiche, dimenticando completamente un settore fondamentale come quello dei nidi: urge intervenire. Il tempo scarseggia.

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