Martedì, 19 Ottobre 2021

Il governo apre i negozi ma si indigna se qualcuno ci entra

Va bene l’appello (sacrosanto) ad essere prudenti e rispettare le regole, ma forse l’indigazione suona un po’ fuori luogo. Per la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, le scene di assembramenti viste ieri a Milano e Torino sono sconcertanti, o meglio “è sconcertante che le persone stentino a comprendere la gravità della situazione”. “Io capisco che devi fare le compere - ha detto la sottosegretaria -, però non credo che se si va tutti lo stesso giorno migliori. E soprattutto, quando vedi che c'è una situazione così, o cambi zona o torni a casa e rimandi. Questo non è un bel segnale, non conforta". Insomma, se l’epidemia riprende vigore sapremo già chi incolpare: i cittadini che non hanno rispettato le regole. Anzi no: i cittadini che hanno rispettato le regole e che però avrebbero dovuto capire da soli che dopotutto non era il caso di entrare in quel negozio lì e che forse le compere si potevano rimandare ad un altro giorno, come se di tempo libero ce ne fosse in abbondanza.

Domanda: chi ha deciso e stabilito i criteri in base ai quali Piemonte e Lombardia sono tornate arancioni? E chi ha deciso che negozi, strade e piazze sarebbero rimasti aperti anche nel periodo di Natale? Risposta: il governo. Una decisione presa peraltro a ragion veduta perché il Natale muove tanti soldi e a quei soldi l’Italia di oggi non può proprio rinunciare. Però è allo stesso tempo singolare riaprire i negozi e poi lamentarsi dei cittadini che ci entrano e delle strade che sono affollate.

Certo, magari qualche regola sarà saltata. Ma non era prevedibile? Non era prevedibile che ci sarebbe stata un po’ di ressa? Che a Natale le vie dei centri storici si sarebbero riempite di gente?

E chi avrebbe dovuto impedirlo? Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, ha detto al “Messaggero” di essere preoccupato per le scene di folla viste nel fine settimana. "Perché se in via del Corso a Roma o nelle strade dello shopping di altre città, ci sono troppe persone, non si interviene e non si impone il numero chiuso?".  Già, perché? Ma soprattutto: chi sarebbe dovuto intervenire? Forse, azzardiamo, governo, regioni e sindaci hanno qualche responsabilità in più di chi si è macchiato del peccato di shopping.

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