Giovedì, 15 Aprile 2021

Assistenti civici, polemiche nel governo ma è solo volontariato: "Basta dibattiti, più aiuti"

Il governo tira dritto. Gli assistenti civici non saranno (ovviamente) 'incaricati di pubblico servizio'. Decaro (Anci): "Da mesi volontari fanno cose straordinarie. Basta dibattiti, più aiuti concreti". Boccia: "Strumentalizzazione politica, altro che ronde". M5s e Italia Viva non hanno gradito lo scatto in avanti del Pd

Assistenti civici all'opera nel 2009 a Verona. Foto Ansa (archivio)

Possibile che al centro del dibattito politico finiscano per un'intera giornata volontari, non pagati, civici, che aiutano i cittadini in una fase inedita e che non sostituiscono altre figure professionali né tantomeno le forze d'ordine? Sì, succede anche questo nella fase 2 all'italiana. E nel governo le fibrillazioni non mancano: M5s e Italia Viva contro il Pd. Tutto dovuto al modo in cui il ministro Boccia ha presentato l'iniziativa o c'è dell'altro? Procediamo con ordine.

Gli assistenti civici saranno "soggetti volontari" che "non saranno 'incaricati di pubblico servizio' e la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono tradizionalmente preposte le forze di polizia". Tale iniziativa, chiariscono fonti di Palazzo Chigi, "si inserisce nell’alveo di quelle già assunte dalla Protezione civile, che hanno portato a dislocare oltre 2.300 volontari nelle varie strutture ospedaliere, nelle Rsa e nelle carceri. Il governo va quindi avanti con il progetto. "I ministri direttamente interessati al progetto" degli assistenti civici "proseguiranno nelle prossime ore nel mettere a punto i dettagli di questa iniziativa, che mira, per il tramite della Protezione civile, a soddisfare la richiesta di Anci di potersi avvalere, per tutta la durata dell'emergenza sanitaria, di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato, con finalità di mera utilità e solidarietà sociale, anche attraverso la rete del Terzo Settore" affermano fonti di Palazzo Chigi, al termine dell'incontro tra il premier Giuseppe Conte e i ministri dell'Interno Luciana Lamorgese, degli Affari regionali Francesco Boccia e del Lavoro Nunzia Catalfo. 

"Non mi immaginavo che andare ad aiutare i sindaci potesse sollevare un tale polverone": così dice il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, in un colloquio con Repubblica, sul caso degli assistenti civici che ha acceso polemiche anche all'interno dell'esecutivo. Secondo Boccia non si tratta di "ronde" e precisa che tutti i suoi colleghi di governo erano a conoscenza dell'iniziativa. Si tratta di una "evidente strumentalizzazione politica delle opposizioni che hanno messo sul campo una cosa mai esistita" aggiunge. "Ho sentito parlare di fughe in avanti. Non ne ho mai fatte in vita mia e non ne farò adesso", si difende Boccia, che poi spiega: "La questione della pubblica sicurezza non c'è mai stata, non ho mai parlato di 'guardie civiche', di 'ronde', non è un linguaggio che mi appartiene". Quando parlava di controllo, afferma ancora Boccia, "mi riferivo al distanziamento sociale. Alle persone che daranno una mano per contare che non entrino in troppi in un parco o in una chiesa. Si tratterà di volontari della Protezione civile e sapete perché ora mancano? Perché con la fine del lockdown, quelli che ci sono stati finora sono dovuti tornare al lavoro".

"Noi sindaci in cabina di regia abbiamo chiesto a governo e regioni di assicurarci la presenza di volontari dalle protezioni civili regionali per continuare le attività straordinarie che gli stessi volontari hanno fatto in questi mesi tenendo in piedi le nostre comunità" dice Antonio Decaro, presidente dell'Anci e sindaco di Bari. "Il governo ci ha proposto di individuarli attraverso un bando della protezione civile nazionale. Ai sindaci non interessa come arriveranno i volontari o come si chiameranno, vogliamo solo essere messi nelle condizioni di gestire questo momento difficile per tutti", continua. "Chi pensa alle ronde o a giustizieri improvvisati non conosce le cose bellissime che i volontari hanno fatto in questi mesi. E comunque noi sindaci siamo in prima linea da tre mesi, ce la mettiamo tutta, siamo stremati. Ci piacerebbero meno dibattiti è più aiuti concreti. Non possiamo essere lasciati ancora una volta da soli".

A che cosa servono in conreto questi volontari? ''Nelle città abbiamo bisogno di volontari per due scopi - dice oggi Decaro al Mattino - Il primo è aiutare le famiglie fragili, portando per esempio il kit con i prodotti alimentari a casa oppure le medicine agli anziani che vivono soli. Il secondo è consentirci di aprire i parchi e i mercati cittadini, contando le persone che entrano e escono in modo da rispettare il contingentamento''. Possibile che ci siano polemiche su una cosa del genere? Evidentemente sì.

Dal Movimento 5 stelle segnalano che l'accordo ancora non c'è. Prima di parlare di accordo politico sugli assistenti civici serve un confronto politico: ad affermarlo in una nota è il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi. "Bene il passo indietro sull'ordinanza e che si sia chiarito che nessuna gestione della sicurezza sarà affidata a dei volontari: la sicurezza è una cosa seria. Il governo ha già dislocato oltre 2.300 volontari nelle varie strutture ospedaliere, RSA, carceri con importanti risultati, questo è un fatto", ha dichiarato Crimi. "I ministri tecnicamente coinvolti - Interno e Lavoro - hanno chiarito quali sono i possibili utilizzi dei volontari da parte dei comuni, ma prima di parlare di accordo sull'iniziativa serve un confronto politico". 

Il M5s non sembra aver gradito quello che ha percepito come uno scatto in avanti del Pd non concordato. Sul possibile bando per gli "assistenti civici" di prevenzione anti-coronavirus "ho delle perplessità e a breve avrò un incontro su questo con il presidente Conte e con i ministri Boccia e Lamorgese". Lo dice la ministra del lavoro Nunzia Catalfo (vicinissima a Luigi Di Maio) parlando del possibile reclutamento di 60mila assistenti civici per far rispettare il distanziamento sociale. All'interno del governo, ha sottolineato Catalfo intervenendo a Sky Tg24 Economia, "non c'era stata una condivisione. Probabilmente il ministro Boccia ha portato avanti la cosa con l'Anci".

Italia Viva alza un muro: ''La proposta di reclutare 60 mila assistenti civici che, nell'incertezza dei compiti da affidargli, si ipotizza dovrebbero controllare parchi e chiese e aiutare le persone più fragili, è irricevibile'' scrive in un post su Facebook la deputata di Iv Lisa Noja. All'attacco Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia: "Il governo metterà in campo un esercito di 60.000 volontari, chiamati 'assistenti civici', scelti dalla Protezione Civile, che avranno il compito di aiutare le Autorità a far rispettare le regole della Fase 2 e le limitazioni delle libertà individuali imposte a colpi di decreto. Saranno reputati pubblici ufficiali, per evitare che siano insultati o aggrediti dai cittadini? Chissà se avranno una divisa e strumenti per difendersi, tipo un manganello. Di fatto una milizia autorizzata dal governo. Cos`è, la versione grillo-piddina dei guardiani della rivoluzione?"

Alcuni sindacati di polizia parlano di iniziativa "incauta", anche se il governo ha chiarito che non esiste alcun rischio di sovrapposizione con il campo d'azione delle forze dell'ordine. Ma tant'è, la polemica è servita su un piatto d'argento: “Troviamo questa iniziativa di ‘arruolare’ un esercito di assistenti civici un’iniziativa assolutamente pericolosa e incauta, nonché molto poco seria sul piano tecnico operativo. La definiamo senza timore una buffonata sul piano della sicurezza, che creerà rischi e che graverà, intralciandolo spesso, sul lavoro delle forze dell’ordine. La sicurezza è una cosa seria, e quando si azzardano provvedimenti in questa materia è indispensabile il confronto con i professionisti che fanno questo per lavoro” afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato.

“Si tratta di persone totalmente sprovviste di qualsivoglia conoscenza in tema di controllo sul rispetto di norme – aggiunge Mazzetti –, che oltre tutto non hanno idea di come e quando intervenire su questioni così delicate in tema di sicurezza e non sanno come operare in pubblico. Già prevediamo liti, risse e Dio solo sa quali scontri fra controllori e controllati, per non parlare del fatto che si scateneranno centinaia di migliaia di chiamate alle Forze dell’ordine per i più disparati motivi. E’ totalmente ridicolo. La vigilanza sociale si applica solo sui propri familiari, congiunti e amici con cui si può interagire per raccomandare il rispetto delle regole. Gli interventi pubblici sono e restano di chi è preposto a svolgere questo lavoro, come già fanno egregiamente migliaia di donne e uomini in divisa. Se poi il Governo ritiene che gli operatori della sicurezza non siano abbastanza, allora ne assuma molti di più, come già sarebbe stato necessario fare anche prima dell’emergenza, come chiediamo da sempre, e come ora è indispensabile più che mai”.

AAA. Cercasi 60mila "assistenti civici" per lavorare gratis fino al 31 luglio: chi lo farà?

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