Martedì, 18 Maggio 2021

Trombosi venosa cerebrale: perché Aifa che sospende AstraZeneca dopo un milione di vaccinati scatena il panico in tutta Italia

Sonia Battaglia è ricoverata in terapia intensiva dopo una dose del siero del lotto ABV5811, lo stesso del professore di musica deceduto Sandro Tognatti. Ma i casi di trombosi venosa cerebrale che hanno fatto decidere lo stop sono stati 7 su un milione in Germania. Così si alimenta la psicosi e la paura proprio nel momento in cui si vedeva la luce in fondo al tunnel della pandemia

La 54enne Sonia Battaglia lotta oggi tra la vita e la morte all'ospedale del Mare di Napoli, ricoverata in terapia intensiva dopo aver ricevuto una dose del vaccino AstraZeneca del lotto ABV5811, lo stesso del professore biellese Sandro Tognatti mentre l'Aifa sospende il siero in tutta Italia. Come l'insegnante di clarinetto, Battaglia non aveva patologie pregresse: "È sempre stata sana come un pesce - raccontano i famigliari -. Due giorni dopo ha avuto la febbre, dormiva in continuazione, non riusciva a parlare" fino a diventare "totalmente immobile". Anche per lei c'è un nesso temporale ma non è dimostrato alcun nesso causale 

Perché Aifa che sospende AstraZeneca dopo un milione di vaccinati scatena il panico in tutta Italia

Intanto i legali dei famigliari di Anna Maria Mantile, la professoressa deceduta a Napoli a distanza di alcuni giorni dalla somministrazione di una dose del vaccino anglo-svedese, hanno intanto chiesto alla Procura di Napoli l'acquisizione della documentazione sui dati inerenti le controindicazioni emerse nel corso della fase sperimentale del vaccino, somministrato ad oltre un milione di italiani. Per l'esattezza, le dosi utilizzate sono 1.093.800 sulle 2.196.000 consegnate, ovvero il 49.8% di quelle arrivate nel nostro paese. Le prime inoculazioni l'11 febbraio, quando ne furono fatte 2.919, mentre il picco al momento è stato raggiunto venerdì scorso, con 64.684 dosi somministrate.

Eppure per Mantile le risultanze dell’autopsia hanno escluso qualunque causa legata all'iniezione: il decesso è stato causato "da un infarto intestinale provocato a sua volta dal sequestro, nella parete addominale, di un’ansa del tratto digerente". Lo shock emorragico e l'arresto cardiocircolatorio sono stati fatali. La professoressa aveva accusato uno stato di malessere accompagnato da vomito, conseguenza dell’occlusione intestinale. L’esame autoptico è stato eseguito da un collegio di periti, consulenti tecnici d’ufficio, nominati dalla Procura di Napoli.

Ieri l'Agenzia Italiana del Farmaco ha comunicato la decisione di sospendere la vaccinazione con Astrazeneca in tutta Italia. La decisione è stata presa dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro della Salute Roberto Speranza dopo che il suo omologo tedesco Jens Spahn aveva avvertito quest'ultimo della decisione della Germania di fermare il vaccino. Nel frattempo si erano accodate la Francia e la Germania mentre nei giorni scorsi avevano fatto la stessa cosa Danimarca, Islanda, Norvegia, Bulgaria, Irlanda e Olanda. La decisione è stata presa in attesa di una presa di posizione dell'Ema (l'agenzia europea del farmaco) che però arriverà soltanto domani o addirittura giovedì 18 marzo. Ma anche se l'Ema dovesse dare un nuovo ok al vaccino Astrazeneca, dopo la sospensione da parte dell'Aifa la campagna vaccinale nella sua interezza subisce un duro colpo di credibilità ed è ormai a rischio. 

Perché la Germania sospende il vaccino Astrazeneca? Il Fatto Quotidiano spiega oggi che la scelta è stata spiegata anche con il timore di cause milionarie, da cui le aziende farmaceutiche si sono tenute al riparo nei contratti firmati con la Commissione Ue lasciando il conto da pagare agli Stati. Ma il problema è che già più di un milione di italiani sono stati vaccinati con Astrazeneca, da qui a settembre l'Italia ne attende 34 milioni di dosi dello stesso farmaco (e 50 da Pfizer/BioNTech e 26 da Johnson & Johnson).

Il Paul-Ehrilch-Institut di Berlino ha comunicato ieri di aver notato "un accumulo impressionante di una forma speciale di trombosi venosa cerebrale molto rara (trombosi della vena del seno) in connessione con una carenza di piastrine del sangue (trombocitopenia) e sanguinamento in prossimità temporale alle vaccinazioni con il vaccino AstraZeneca". Quanti casi? "Al momento sono stati riportati 7 casi di trombosi venose cerebrali su 1,6 milioni di vaccini somministrati in Germania", ha detto Spahn in conferenza stampa.  "Si tratta di un rischio molto basso. Ma se dovesse rilevarsi un collegamento con il vaccino, sarebbe superiore alla media", ha sostenuto.

Trombosi venosa cerebrale e vaccino Astrazeneca: cosa succede con l'Aifa in Italia e in Germania

Una conclusione con cui già ora l'Ema non sembra essere d'accordo. Episodi di "coaguli di sangue, alcuni con caratteristiche insolite come un basso numero di piastrine, si sono verificati in un numero molto limitato di persone che hanno ricevuto il vaccino" AstraZeneca, ha detto l'Agenzia europea del farmaco in una nota. "Molte migliaia di persone - puntualizza l'ente europeo in una nota - sviluppano coaguli di sangue ogni anno nell'Ue per diversi motivi. Il numero di eventi tromboembolici complessivi nelle persone vaccinate non sembra essere superiore a quello osservato nella popolazione generale".

Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che i Paesi debbano continuare ad utilizzare il vaccino di AstraZeneca. "Sfortunatamente, le persone muoiono di trombosi ogni giorno, la chiave è se questo abbia qualche legame con il vaccino. Al momento non abbiamo riscontrato che ci sia una relazione tra il vaccino e i casi di trombosi rilevati. Infatti, le percentuali di trombosi tra i vaccinati sono addirittura inferiori a quelle della popolazione nel suo complesso. Nessun farmaco è sicuro al 100%, ma bisogna tenere conto dei vantaggi di vaccinare la popolazione", ha detto Soumya Swaminathan, scienziato capo dell'Oms, nel briefing da Ginevra. 

E la Società Italiana per lo Studio dell'Emostasi e della trombosi (Siset) ha preso ieri posizione ribadendo che i numeri non devono allarmare: fino al 10 marzo "il sistema di vigilanza europeo degli eventi avversi aveva registrato 30 casi di eventi trombotici in 5 milioni di soggetti vaccinati con il vaccino AstraZeneca. Questo numero è paragonabile al tasso di trombosi abitualmente registrato nella popolazione generale e al momento non è possibile stabilire se ci sia stato un nesso di causalità tra la vaccinazione e gli eventi trombotici o se gli eventi siano avvenuti solo per coincidenza" e "negli studi registrativi con stretta sorveglianza degli eventi avversi non è stato segnalato alcun aumento del rischio di trombosi".

La Siset, intuendo evidentemente il rischio-psicosi, ha anche spiegato che non è il caso di assumere farmaci anti-trombosi dopo essere stati vaccinati "a meno che non siano già assunti per una prescrizione medica precedente". E ha esortato ad "effettuare in assenza di sintomatologia esami di laboratorio o strumentali tesi a monitorare un supposto rischio trombotico non ha motivazione; ovviamente, e come sempre, sintomi evocativi di tromboembolismo quali edema o dolore agli arti, dolore toracico, difficoltà respiratoria, cefalea persistente - conclude la Società - vanno riferiti al proprio medico e attentamente valutati, indipendentemente dalla pratica vaccinale".

Trombosi del seno venoso cerebrale: cosa deve fare chi ha ricevuto il vaccino Astrazeneca

Cosa deve fare chi ha ricevuto il vaccino Astrazeneca, che soltanto in Italia è stato inoculato a un milione di persone (per l'esattezza, le dosi utilizzate sono 1.093.800 sulle 2.196.000 consegnate, ovvero il 49.8% di quelle arrivate nel nostro paese; le prime inoculazioni l'11 febbraio, quando ne furono fatte 2.919, mentre il picco al momento è stato raggiunto venerdì scorso, con 64.684 dosi somministrate)? La ministra della sanità spagnola, Carolina Darias, e la direttrice dell'Agenzia Spagnola del Farmaco, María Jesús Lamas, hanno chiesto ai loro cittadini di mantenere "la calma". "Quello che ci si può aspettare adesso dal vaccino di AstraZeneca è di avere una protezione rispetto al covid più di qualsiasi altra cosa", ha detto Lamas in una conferenza stampa ripresa dai media spagnoli. Ed ha aggiunto: "è molto improbabile che qualcuno che abbia già ricevuto il vaccino possa accusare un effetto grave". Il vaccino contro il covid AstraZeneca non è responsabile di trombosi, ha assicurato il direttore del dipartimento sicurezza dei vaccini presso l'Agenzia regolatoria per il farmaco britannica, Phil Bryan, precisando che l'organizzazione "sta studiando attentamente" i casi denunciati in diversi Paesi europei. I dati disponibili "non indicano che il vaccino sia la causa" dei problemi riscontrati. "Le trombosi possono accadere in modo naturale e non sono rare".

Il direttore generale dell'Aifa Nicola Magrini, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, ha mantenuto la linea dell'agenzia nonostante la decisione: "Abbiamo detto che il vaccino è sicuro e lo diciamo ancora, il rapporto benefici-rischi è ampiamente positivo. Per l'insorgere di rarissimi eventi di trombosi celebrale che hanno destato clamore mediatico e per avere un atteggiamento coerente tra tutti i paesi europei, si è presa la decisione politica di sospendere le somministrazioni, contrariamente alla scorsa settimana dove abbiamo ritenuto che bastasse la decisione della magistratura su un solo lotto. Questi giorni ci servono per avere ulteriori dati e convincere tutti della sicurezza del vaccino". Ma il problema del quale tutti i protagonisti di una vicenda buia, nella quale il giorno prima si rassicurava sui rischi di un vaccino sospeso il giorno dopo, non sembrano essersi resi conto è che la decisione di sospendere Astrazeneca avrà ripercussioni impossibili da controllare su una popolazione che vedeva nel vaccino la luce in fondo al tunnel di una pandemia che da più di un anno sta mettendo in ginocchio l'Europa intera. 

Cosa succede al piano vaccini di Draghi dopo la decisione su Astrazeneca

Migliaia di hub vaccinali, da un estremo all'altro del Paese, si trovano a sospendere le vaccinazioni all'improvviso, rimandando a casa chi era in fila, in attesa dell'inoculazione della salvezza e che ora rischia di far paura, con i nuovi casi di trombosi e decessi sospetti. Venerdì scorso proprio in uno di quei centri, l'hub all'aeroporto di Fiumicino, il premier Draghi aveva assicurato che "qualunque fosse la decisione finale dell'Ema" sul vaccino anglo-svedese, la campagna vaccinale sarebbe proseguita "con rinnovata intensità". Ma la battuta d'arresto fa paura, e arriva all'indomani dello scontro tra Speranza e il presidente del Piemonte Alberto Cirio, per la fuga in avanti della Regione sul vaccino 'della discordia', che aveva portato il governatore a sospendere tutto, salvo poi vedersi costretto a tornare sui suoi passi. Uno scontro che oggi ha il sapore amaro della beffa. In serata, subito dopo aver visto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, Draghi ha ricevuto a Palazzo Chigi il numero uno della Protezione Civile Fabrizio Curcio. 

Anche perché AstraZeneca potrebbe avere un altro punto debole affatto secondario: secondo uno studio citato dal responsabile per la strategia vaccinale dell'Ema Marco Cavaleri, il vaccino - al contrario di quelli targati J&J, Moderna e Pfizer- sarebbe risultato inefficace contro la variante sudafricana del Covid, anche se sono necessarie ulteriori verifiche. Il timore, nonostante gli inviti alla cautela, è che si diffonda il panico tra i cittadini, rallentando di fatto la campagna vaccinale a cui il governo Draghi punta a mettere le ali. Senza considerare l'ipotesi in cui, dalla riunione di giovedì, dovesse arrivare uno stop dell'Ema al vaccino anglo-svedese. Ma il punto è che la decisione del governo appare presa in perfetto tempismo con gli altri esecutivi europei, in base a un effetto-trascinamento che scatenerà paura, psicosi e panico proprio mentre serviva l'esatto contrario. E succede dopo una serie incredibile di errori "di comunicazione" degli attori della vicenda. L'altroieri il professore del San Raffaele Roberto Burioni scriveva: "Vi capisco se deciderete di non vaccinarvi spaventati da decisioni inspiegabili, titoli terrorizzanti, menefreghismo delle case farmaceutiche. Vi capisco e mi dispiace perché vi esporrete a un rischio grave - quello di contrarre COVID-19 - per evitarne uno irrisorio, correlato alla vaccinazione. Mi dispiace ma non posso farci niente. Mi arrendo". 

Il professore voleva segnalare che era il combinato disposto delle scelte incomprensibili degli enti preposti e del silenzio delle case farmaceutiche, insieme all'allarmismo dei media, a creare quel panico che a parole tutti vogliono evitare. Adesso sappiamo che gli enti preposti fanno scelte in base a quello che dicono loro le istituzioni e i politici, e questo spiega buona parte della confusione. Ma non servirà a evitarla. "Oggi ho solo quattro parole da aggiungere: «In bocca al lupo»", ha concluso ieri Burioni. È un modo per dire "buona fortuna". E il brutto è che ne abbiamo un gran bisogno. 

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