Giovedì, 17 Giugno 2021
Astrazeneca è sicuro?

L'altra donna ricoverata dopo il vaccino AstraZeneca e i pericoli per i più giovani certificati anche dall'Ema

Un altro caso di sospetta reazione avversa in Liguria dopo la somministrazione di Vaxzevria. E intanto una tabella dell'Agenzia Europea dei Medicinali mette in guardia: "Se il virus circola poco più rischi che benefici"

Ieri una donna di 34 anni è stata ricoverata all'ospedale San Martino di Genova perché mentre si trovava al lavoro nel Tigullio  ha avvertito un forte mal di testa e si è recata autonomamente al pronto soccorso del policlinico. Dai primi esami effettuati è emerso un livello basso di piastrine nel sangue. La donna ha riferito di essere stata vaccinata ad Alassio il 27 maggio scorso con la prima dose di Astrazeneca.

L'altra donna ricoverata dopo il vaccino AstraZeneca e i pericoli per i più giovani certificati anche dall'Ema

Il basso livello di piastrine nel sangue è uno dei sintomi della Vitt, ovvero la trombocitopenia riconosciuto come effetto collaterale dei vaccino ad adenovirus AstraZeneca e Johnson & Johnson. Secondo quanto riferito dagli specialisti del San Martino, la paziente è cosciente, perfettamente collaborante e non presenta sintomatologia associabile a una trombosi. Qualche giorno fa invece il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta ha pubblicato su Twitter questa tabella dell'EMA dalla quale si evince che con una bassa circolazione del virus, come nel settembre 2020 quando c’erano 55 contagiati ogni 100 mila abitanti alla settimana (ieri in Italia erano 26), fino a 49 anni il rischio di trombosi trombocitopenica indotta dal vaccino anglo-svedese supera quello di morire di Covid-19.

astrazeneca trombosi covid-19-2

L'immagine va ad inserirsi perfettamente all'interno del dibattito sulla vaccinazione con Vaxzevria senza limiti di età che stanno effettuando le regioni e i casi di trombosi che si stanno verificando in questi giorni. E proprio mentre, ricorda oggi l'agenzia di stampa Ansa, anche in virtù dei nuovi allentamenti in zona bianca presto estesa a tutto il Paese - e della fine del coprifuoco dal prossimo 21 giugno - le Regioni continuano ad immunizzare i più giovani con qualsiasi tipo di siero: negli 'eventi vaccinali' appositamente dedicati non si utilizzano soltanto gli Rna (Pfizer e Moderna), ma soprattutto quelli a vettore virale (Astrazeneca e Johnson & Johnson, raccomandati dall'Aifa per gli over 60). La Campania, il Friuli Venezia Giulia e l'Umbria sono quelle che hanno somministrato il maggior numero di dosi ai giovani tra i 20 e i 29 anni, coprendo rispettivamente il 26,1%, 21,8% e 21,3% di questa fascia di popolazione. In questa graduatoria, che comprende anche la province autonome di Trento e di Bolzano, quest'ultima ha raggiunto già il 30,3% mentre la Lombardia è al 20,7%, la Sicilia al 20,3% e la Basilicata al 20%. 

Secondo Cartabellotta l'esigenza di vaccinare la popolazione andrebbe contemperata con la possibilità di somministrare, in questo momento, altri tipi di vaccini ai giovani. Con il siero a vettore virale, andrebbe immunizzato "quel 28% di 60-69enni e 17% di 70-79enni che ancora non hanno ricevuto la prima dose di vaccino", aggiunge Francesco Broccolo, virologo dell'Università Bicocca di Milano. In Italia infatti oltre tre milioni di over 60 non ha ricevuto neppure la prima dose, nonostante siano la fascia più esposta ai rischi letali di Covid-19.

Il ministro Speranza e i "rarissimi casi avversi" sui giovani vaccinati con AstraZeneca e J&J

"Ci sono dei rarissimi casi che sono stati riscontrati di natura avversa e li stiamo continuando a studiare, ma non può essere messo in discussione un effetto che è positivo": lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella trasmissione diMartedì de La7, rispondendo a una domanda sui casi si reazioni avverse riscontrati in giovani dopo la somministrazione del vaccino di AstraZeneca. "Abbiamo la certezza che il vaccino funzioni e che sia efficace e sicuro. Ho molta fiducia nell'Ema e nell'Aifa, che sono le due agenzie di riferimento", ha aggiunto il ministro. "Il messaggio di fondo - ha detto ancora - è che i vaccini sono e restano l'arma fondamentale che abbiamo per chiudere questa stagione così drammatica".

Intanto il pubblico ministero Stefano Puppo e l'aggiunto Francesco Pinto hanno aperto un fascicolo senza ipotesi di reato sulla vicenda della 18enne vaccinata con AstraZeneca  e poi ricoverata da due giorni a Genova per una trombosi al seno cavernoso dopo avere ricevuto il siero. Il reato ipotizzabile sarebbe quello di lesioni colpose procedibile però solo a querela di parte. I magistrati hanno chiesto alla direzione sanitaria tutta la documentazione relativa all'iter vaccinale, ma anche a quanto successo dal primo accesso al pronto soccorso, passando per le dimissioni, e il secondo ricovero. La ragazza aveva ricevuto il vaccino il 25 maggio nel corso di un open day. Il 3 giugno era andata in pronto soccorso con cefalea e fotofobia. Era stata sottoposta a tac cerebrale ed esame neurologico, entrambi negativi, ed era stata dimessa con raccomandazione di ripetere gli esami del sangue dopo 15 giorni. Il 5 giugno è tornata in pronto soccorso con deficit motori. Sottoposta a tac cerebrale 'con esito emorragico', era stata immediatamente trasferita alla neurochirurgia dell'ospedale San Martino dove era stata sottoposta a due interventi. 

In procura sono quattro al momento i fascicoli aperti per persone morte dopo la vaccinazione. Il primo caso riguarda l'insegnante di 32 anni Francesca Tuscano a cui era stato inoculato AstraZeneca. L'ultimo decesso sospetto invece è del 15 maggio e riguarda un'anziana di 83 anni, fragile, a cui era stato somministrato Pfizer. "Quanto è ancora indispensabile AstraZeneca per finire di mettere in sicurezza la popolazione? Non so, e non possono sapere con chiarezza, se i quantitativi previsti di questo vaccino sono indispensabili per chiudere l'operazione" di vaccinazione "e ridurre la circolazione del virus. Se questo si può ottenere con gli altri vaccini, farei a meno di dare" AstraZeneca "almeno alle giovani donne", ha detto ieri a Cartabianca Massimo Galli, responsabile di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano. "In ogni caso" il vaccino "si è attirato troppi patemi, a questo punto è anche una questione di qualità di vita e serenità delle persone. Si valuti se è necessario andare avanti con questo vaccino. Se non è così, si tolga in certe fasce d'età".

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