Giovedì, 15 Aprile 2021
Dopo il pronunciamento dell'Ema

AstraZeneca raccomandato agli over 60, come si stanno organizzando le Regioni

La circolare del ministero ribadisce la raccomandazione sul vaccino della casa anglosvedese per chi ha più di 60 anni ribadendo al tempo stesso che è stato approvato dai 18 anni di età, chiarendo la questione dei richiami. Da Nord a Sud i governatori si stanno organizzando

La nuova circolare del ministero della salute ha aggiornato le raccomandazioni sul vaccino Vaxzevria di AstraZeneca. Nel documento, inviato a Regioni, istituzioni e associazioni, si ribadisce che per il vaccino prodotto dalla casa anglosvedese “è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni”, ribadendo al tempo stesso che “è approvato a partire dai 18 anni di età”. Nella stessa circolare il ministero specifica inoltre che “chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria può completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino”. 

Il commissario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha ribadito questa mattina che “il piano non cambia” e “a fine mese dobbiamo arrivare a 500mila dosi giornaliere”. Su AstraZeneca, “l’Ema ha confermato che è un vaccino sicuro e spero che la vicenda si concluda così”. Ma fra tagli alle forniture, la questione di AstraZeneca e le consegne trimestrali “last minute”, i numeri di marzo sono ancora lontani dagli obiettivi del piano del commissario.

I presidenti delle Regioni avevano chiesto indicazioni chiare per non correre il rischio di procedere in ordine sparso. 

Ecco la situazione nelle varie Regioni:

AstraZeneca, over 60 e seconde dosi, cosa fanno le Regioni

In Veneto Luca Zaia ha detto oggi in conferenza stampa che il Veneto accoglierà le raccomandazioni del Ministero e da oggi “ha deciso di non fare più vaccini AstraZeneca sotto i 60 anni”. Il vaccino anglosvedese continuerà ad essere somministrato agli over 60, a meno di indicazioni specifiche da parte del medico. Quanto alla questione della seconda dose, "il ministero ha chiarito che i richiami sono AstraZeneca su AstraZeneca a prescindere dall'età, perché chi lo già fatto vuol dire che non ha avuto problemi”. In Veneto la campagna è "già orientata su classi di età ben definite. Astrazeneca può essere usato con tranquillità per queste fasce, per noi vuol dire concentrarci ancora di più su queste fasce". Tra l'altro, ha aggiunto Zaia, "prima di arrivare agli under 60 ne abbiamo due milioni da fare. Spero sia uno stimolo per completare le fasce di rischio". Ieri in Veneto sono stati fatti 34.681 vaccini e la copertura sugli over 80 è al 77%. Resta però il problema della percezione che la popolazione ha nei confronti del vaccino di AstraZeneca. “Il problema ‘reputation’ è pesante”, ha detto Zaia, citando le “8mila telefonate di informazioni su AstraZeneca che abbiamo avuto ieri al call center. È ovvio che si diffonda inquietudine”. 

In Puglia "chi ha ricevuto la prima dose AstraZeneca, come da indicazioni del ministero, avrà la seconda dose dello stesso vaccino, a prescindere dall'età”, ha ribadito anche l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco. Ad oggi in Puglia le dosi del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca inoculate sono 140.182, distribuite in prevalenza tra docenti e forze dell’ordine con una età media intorno ai 50 anni circa. Al momento è esclusa la possibilità per il singolo cittadino di scegliere di fare un altro vaccino. “La vaccinazione degli over 60”, ha detto Lopalco, e “sarà condotta utilizzando AstraZeneca in tutte le categorie, a meno che non si tratti di pazienti con elevato livello di fragilità, i cosiddetti ultra fragili, per cui è indicato il vaccino mRNA". In Puglia, finora, fragili e ultra fragili sono stati vaccinati infatti con Pfizer e Moderna.

In Friuli Venezia Giulia “per la categoria sotto i 60 anni, dove ovviamente non viene formalizzato un divieto per AstraZeneca, ma viene indicato un uso raccomandato e preferenziale, abbiamo deciso di considerare 'caregiver' e conviventi, tenendo conto della vulnerabilità e della fragilità, allineandoli agli operatori sanitari e sociosanitari. A queste persone procederemo con la vaccinazione utilizzando Pfizer e Moderna”. Questa la regola annunciata in commissione Salute del Consiglio regionale dal vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. Per quelli sotto i 60 anni che si sono già prenotati per il vaccino AstraZeneca, e si tratta ancora di categorie dei servizi essenziali (forze di polizia, forze armate, personale scolastico, Protezione civile), ha spiegato  Riccardi, "proseguono come abbiamo stabilito. E nel caso decidessero, attraverso il consenso informato, di non aderire a questo tipo di vaccinazione, ovviamente si mettono in coda al pari di tutti gli altri. Per quanto riguarda le persone al di sopra dei 60 anni, si procede come abbiamo definito”. La decisione è stata raggiunta nella notte dalla 'cabina di regia' regionale anche in base a quanto anticipato alle Regioni dai ministri Roberto Speranza (Salute) e Mariastella Gelmini (Affari regionali) e dal commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo.  Da domani, 9 aprile, in Friuli Venezia Giulia saranno aperte le vaccinazioni per gli over 60 con AstraZeneca, ha annunciato Riccardi. 

La campagna vaccinale prosegue anche nel Lazio, “nonostante le forti turbolenze relative alle decisione sul vaccino AstraZeneca” ha detto l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, informando che dalla mezzanotte del 10 aprile i nati nel 1959 e nel 1958 potranno prenotarsi per il vaccino anti Covid. Parlando dall’hub della Nuvola dell’Eur, dove si somministra soltanto AstraZeneca, D’Amato ha detto: “Noi ci atteniamo alle indicazioni che arrivano a livello nazionale. Al momento c’è una raccomandazione a somministrare Astrazeneca sopra i 60 anni, non c’è un divieto per chi ne ha di meno, per cui se a me venisse offerta la possibilità di ricevere la dose di Astrazeneca, la farei volentieri". Al momento, ha ribadito l’assessore, “tutto procede senza defezioni” e le somministrazioni restano regolari. 

In Lombardia , dove ci sono state il 15-16% di mancate presentazioni alla somministrazione, "c'è insoddisfazione derivante dal fatto che non sono stati raggiunti i numeri che pensavamo, nel senso che l'adesione per la fascia dai 75 ai 79 anni è stata inferiore a quello che pensassimo". Queste le parole del presidente della Regione, Attilio Fontana. In una nota il governatore ha poi aggiunto: "Nel corso dell'incontro avuto ieri con il ministro della Salute insieme con gli altri presidenti di Regione, abbiamo chiesto di avere al più presto delle indicazioni su come riorganizzare il prosieguo della campagna vaccinale alla luce delle nuove indicazioni sull'utilizzo del vaccino Astrazeneca, di cui Ema ha comunque ribadito la sicurezza". Pertanto si resta in attesa "di ricevere in breve tempo le informazioni utili per riprogrammare le agende riservate alle fasce di età under 60 anni per le quali avevamo previsto il vaccino prodotto dall'azienda anglo-svedese". 

In Campania il governatore Vincenzo De Luca ha invitato a “usare la ragione”, restando tutti “freddi e razionali”, pur se consapevoli delle difficoltà dei cittadini. “È chiaro che c'è un elemento di preoccupazione per tutti ma almeno sopra i 60 anni credo che dobbiamo procedere con le vaccinazioni”, ha spiegato. “AstraZeneca è stato somministrato a milioni di persone, in Gran Bretagna, Europa, in altri Paesi del mondo, non abbiamo avuto grandissimi problemi. C'è stata qualche emergenza legata a fenomeni di trombosi ma credo che al 99% si possa andare avanti, con una rassicurazione in più: vacciniamo sopra i 60 anni, però andiamo avanti. Non ci facciamo condizionare la vita da queste notizie che arrivano”.

In Basilicata , ha fatto sapere su Facebook il governatore Vito Bardi, “somministriamo già oggi il vaccino Moderna e Pfizer (abbiamo prudentemente 20.000 dosi in giacenza) a chi ha meno di 60 anni". Il vaccino di AstraZeneca, che Bardi ha ribadito essere sicuro e che nella regione “non è mai stata riscontrata nessuna complicazione”, “sarà somministrato agli over 60 e a chi ha già fatto la prima dose con AstraZeneca".

Nelle Marche la raccomandazione sull’utilizzo del vaccino di AstraZeneca negli over 60 “sta creando dei problemi per quanto riguarda la programmazione della nostra campagna vaccinale”, ha detto Francesco Saltamartini, assessore alla Sanita' della Regione Marche, parlando con i giornalisti a margine della visita del generale Figliuolo. “Tuttavia, avendo in riserva numerosissime dosi di Pfizer la vaccinazione prosegue”.

In Toscana preoccupa la scarsità delle forniture. La prossima settimana, secondo quanto ricostruito dai tecnici dell'assessorato regionale alla Salute, arriveranno 94 mila dosi di Pfizer e soltanto 9 mila di AstraZeneca a fronte di zero consegne effettuate questa settimana dall'azienda anglo-svedese. Anche Moderna non ha riprogrammato alcuna fornitura. La speranza è che almeno Johnson e Johnson consegni le prime 10-11 mila dosi. Un quadro complesso, complicato dalle raccomandazioni sull’uso di AstraZeneca per gli over 60, come ha detto l’assessore Bezzini. “Le nuove raccomandazioni ci impongono di cambiare in corsa, per l'ennesima volta, la nostra programmazione. Il nostro programma era di somministrare AstraZeneca ai caregiver e ai volontari, ma ora dobbiamo ripensare la strategia per coloro che hanno meno di 60 anni, che in queste categorie sono la grande maggioranza”.

In Trentino però le vaccinazioni con AstraZeneca prenotate per questi giorni a persone sotto i 60 anni dovranno essere riconvertite in dosi Pfizer e ove questo non sia possibile le somministrazioni dovranno essere rinviate. Questa infatti è stata la decisione della task force provinciale a seguito della circolare del ministero della Salute con le indicazioni relative alla somministrazione del vaccino di AstraZeneca. In Trentino chi ha ricevuto la prima dose con AstraZeneca, indipendentemente dall'età, potrà effettuare la seconda dose con il medesimo vaccino e chi ha più di 60 anni effettua le vaccinazioni con le modalità già programmate. La task force trentina consiglia di attendere le indicazioni che perverranno nei prossimi giorni prima di prenotare ulteriori vaccinazioni con AstraZeneca sotto i 60 anni (cioè i nati nel 1962 e successivi). 

La circolare del ministero della Salute su AstraZeneca

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