Giovedì, 13 Maggio 2021
Gli italiani che non si fidano

AstraZeneca, da Torino a Napoli: chi sta rinunciando al vaccino e cosa rischia chi non si presenta

Il farmaco prodotto dalla casa farmaceutica anglo-svedese evita nel 100% dei casi le forme di malattia gravi, ma dopo lo stop precauzionale dell'Aifa lo scetticismo è aumentato. Ieri in due centri vaccinali del capoluogo campano il 58% degli operatori sanitari ha "disertato". La giunta del Piemonte valuta la possibilità di richiamare chi annulla l'appuntamento. In altre Regioni, come Lazio ed Emilia Romagna, le rinunce sono state meno del previsto

Foto di repertorio

Sono oltre 172mila le dosi di vaccino somministrate ieri di cui 102.144 Pfizer-BioNTech, 10.308 Moderna e 60.285 AstraZeneca. Nel momento in cui scriviamo i dati non sono ancora consolidati e dunque è possibile che vengano visti leggermente al rialzo nelle prossime ore. Prima della sospensione disposta dall’Aifa lunedì scorso, e poi revocata venerdì dalla stessa Aifa in seguito al parere favorevole dell’Ema, per quanto riguarda AstraZeneca si viaggiava ad un ritmo di circa 55-65mila dosi giornaliere, con un calo fisiologico durante i week end. Dai numeri sembrerebbe dunque che lo stop forzato imposto dall’Agenzia italiana del farmaco ("una decisione politica" l’ha definita lo stesso direttore dell’Aifa Nicola Magrini) non abbia inciso sul numero di dosi somministrate, anche se le disdette ci sono state.

In quanti hanno rinunciato? Per adesso non ci sono dati precisi, bisogna dunque affidarsi alle (poche) informazioni comunicate dalle Asl o dai presidenti di Regione che per forza di cose descrivono una tendenza circoscritta a livello locale. Se in Emilia Romagna, come ha fatto sapere il governatore Stefano Bonaccini, "dai primi ritorni che mi arrivano in queste ore, vedo poche rinunce su AstraZeneca rispetto a chi si era prenotato", altrove va diversamente.

AstraZeneca: chi sta rinunciando al vaccino

È il caso della Campania, o meglio di Napoli, dove ieri sono stati 1.042 gli operatori sanitari che si sono presentati nei centri vaccinali della Stazione Marittima e della Mostra d'Oltremare sui 2.500 convocati per ricevere il vaccino Astrazeneca, appena il 41,68%. Le rinunce dunque sono state addirittura del 58%. Ben 1.458 le persone convocate che non si sono presentate. Ai 1.042 operatori sanitari che si sono recati nei due hub vaccinali realizzati dalla Asl Napoli 1 Centro sono state somministrate 972 dosi di Astrazeneca e 70 di Pfizer (queste ultime per la presenza di patologie incompatibili con Astrazeneca). Rispetto al giorno precedente sono invece migliorati i dati dell'affluenza relativi alla categoria forze dell'ordine, alla quale pure è destinato il vaccino Astrazeneca: su 225 convocati, si sono presentati in 191 (84,89%) ai quali sono state somministrate 176 dosi di Astrazeneca e 15 di Pfizer (anche in questo caso per patologie incompatibili con Astrazeneca); 34 gli assenti. Al centro vaccinale realizzato nella Mostra d'Oltremare di Fuorigrotta oggi sono stati convocati 49 cittadini ultra 80enni per ricevere la seconda dose di vaccino Pfizer: si sono presentati in 41 (l'83,67%), 8 le persone assenti.

A Rovigo, secondo il direttore generale della Sanita veneta, Luciano Flor, il 55% degli insegnanti avrebbe disertato la vaccinazione "senza prendersi la briga di una telefonata di disdetta" mentre a Padova "siamo al 20% di rinunce". Il governatore Zaia ha ammesso che si sono registrati molti abbandoni da parte di insegnanti, "per questo - ha detto - rafforzeremo le liste d'attesa". In Liguria, secondo Andrea Stimamiglio, segretario regionale ligure dei medici di famiglia,  "la ripresa delle vaccinazioni con Astrazeneca è stata positiva, abbiamo registrato poche rinunce, meno del 10%". Anche nel Lazio le disdette sono state poche. 

AstraZeneca, il caso del Piemonte: "Richiameremo chi non vuole vaccinarsi"

Va peggio in Piemonte. Secondo gli ultimi dati disponibili, le rinunce sarebbero state dal 20 al 30 per cento, a Torino il dato è del 24% e nella giornata di sabato si sono contate 209 disdette su 672 convocazioni, poco meno di un terzo. Una situazione che preoccupa la giunta regionale. "Li richiamiamo, e cerchiamo di sensibilizzare la gente, AstraZeneca è tanto sicuro quanto gli altri", ha fatto sapere l’assessore alla sanità piemontese Luigi Icardi. Sulla vicenda si è espresso anche il capogruppo Pd nel Consiglio Comunale di Torino e aspirante sindaco Stefano Lo Russo, che sul proprio profilo Facebook ha scritto: "La notizia dell'incremento delle disdette delle vaccinazioni gia' programmate con AstraZeneca da parte delle categorie individuate come prioritarie fa davvero arrabbiare. Moltissimi cittadini ansiosi di vaccinarsi devono aspettare. E queste disdette, non supportate da alcuna evidenza scientifica, producono ritardo nel piano vaccinale". Più o meno la stessa linea di Icardi, che più pazientemente ribadisce: "Li richiameremo, e vedrete che col tempo cambieranno idea".

Ma cosa succede a chi rifiuta AstraZeneca? In linea teorica, non essendo possibile scegliersi il vaccino, chi diserta l’appuntamento dovrebbe finire in fondo alla lista. Questa almeno è la linea seguita da varie Regioni come Lazio e Toscana. Stando alle parole dell’assessore Icardi, il Piemonte potrebbe invece seguire un’altra strada. Sul caso delle disdette, lo scorso venerdì il coordinatore del Cts Franco Locatelli ha fatto sapere "chi rifiuta la vaccinazione con AstraZeneca sarà ricontattato per un’altra tipologia di vaccino", ma soltanto "successivamente nel tempo". Il rischio però è che ogni Regione vada per conto suo. 

Il Regno Unito vaccina a raffica (con AstraZeneca): ieri solo 17 decessi

Il problema, e non è certo un dettaglio, è che nel frattempo le persone che rifiutano di farsi vaccinare potrebbero ammalarsi. Del resto, benché troppo spesso descritto come un "vaccino di serie B", i dati parlano chiaro: il vaccino garantisce un’immunità del 100% contro i sintomi gravi del Covid-19. E ciò che sta succedendo nel Regno Unito lo conferma. Al 21 marzo le persone che avevano ricevuto almeno una dose di vaccino erano quasi 28 milioni, di cui circa la metà vaccinate proprio con AstraZeneca. Ieri i decessi sono stati solo 17 (avete letto bene). E le vaccinazioni proseguono senza sosta: nella sola giornata di sabato sono state somministrate oltre 840mila dosi (di nuovo: avete letto bene). 

dosi regno unito-2

Il sondaggio: in calo la fiducia nel vaccino AstraZeneca

Intanto, secondo un sondaggio pubblicato ieri da YouGov, la fiducia nel vaccino sviluppato a Oxford e prodotto da AstraZeneca è calata un po’ dovunque in Europa. La decisione di sospendere il vaccino per indagare presunti (e rarissimi) eventi avversi non è servita a rassicurare i cittadini sulla sicurezza del farmaco, sembra invece che abbia avuto l’effetto opposto. In Francia, nell’arco di due-tre settimane, la percentuale degli scettici è aumentata di 18 punti, in Italia addirittura di 27, anche se nel complesso il numero di persone che considera il farmaco sicuro è maggiore di quella registrata oltralpe e in Germania. E dire che giovedì scorso l'Agenzia Europea dei medicinali (Ema) ha parlato chiaro: "Il vaccino AstraZeneca è efficace e non è legato ai casi di trombosi, i benefici sono superiori ai rischi". Quanto ai rarissimi casi di eventi avversi gravi (si parla di 25 casi su 20 milioni di dosi) "un nesso causale con il vaccino non è dimostrato, ma è possibile e merita ulteriori analisi".

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