Martedì, 22 Giugno 2021
Per aspera ad Astra

"Il rischio di Astrazeneca aumenta al diminuire dell’età, per under 50 rischi maggiori dei benefici"

Dalla Fondazione Gimbe arriva la richiesta di riconsiderare l'utilizzo del vaccino nei giovani vista la diminuzione della circolazione virale. I rari casi di trombosi salirebbero infatti tra gli under 50 fino a 2 casi su 100.000

Nel caso di una ridotta circolazione del virus del Covid, è preferibile destinare i vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson solo ad over 50, in modo che i rischi da vaccini a vettore virale siano il più contenuti possibili. Lo dice la Fondazione GIMBE riguardo alle recenti polemiche sugli open day per i giovani e i rari effetti avversi associati al vaccino AstraZeneca. Dopo la riunione che si è svolta ieri infatti il Cts sta elaborando un parere tecnico sulla somministrazione di AstraZeneca, fermo restando che la competenza sui vaccini rimane alla Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute. Lo stesso presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e membro del Cts, Giorgio Palù, questa mattina ha sottolineato che sul tema ''sarà il ministro a pieno titolo a dire quale sarà la decisione''.

Tuttavia da più parti arrivano indicazioni di prudenza nell'utilizzo del vaccino sviluppato da Astrazeneca. Nel suo ultimo monitoraggio la fondazione presieduta da Nino Cartabellotta fa il punto anche sulla campagna vaccinale e citando un documento pubblicato lo scorso 23 aprile dall'Ema, evidenzia come il rischio di sviluppare dopo il vaccino a base virale trombosi associata a piastrinopenia aumenta al diminuire dell'età: 0,5 casi su 100.000 negli over 70, 1 caso su 100.000 nella fascia 50-69 anni, circa 2 casi su 100.000 negli under 50 anni.

Come spiega Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE, un rimpensamento della strategia vaccinale deve tenere conto del rischio-beneficio del vaccino in relazione alla circolazione del virus.

AstraZeneca tra open day, giovani e nuove limitazioni: la situazione regione per regione

"In Italia, come documenta l'ultimo rapporto AIFA sulla farmacovigilanza, sono stati riportati 34 casi di trombosi venose in sede atipica su 3.977.851 somministrazioni di AstraZeneca. Tuttavia nei soggetti più giovani, già a minor rischio di Covid-19 severa, in condizioni di bassa circolazione virale l'incidenza di effetti avversi, seppur molto bassa, supera i potenziali benefici del vaccino nel prevenire ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o decesso.

vaccino fasce eta-3

"In altre parole - precisa Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE -, nel quadro epidemiologico italiano delle ultime tre settimane, nelle persone di età inferiore a 50 anni i rischi dei vaccini a vettore virale superano i benefici. Ed è anacronistico che, a fronte delle indicazioni del Ministero della Salute che già dallo scorso 7 aprile raccomandava AstraZeneca "preferenzialmente" per gli over 60, nelle ultime 3 settimane, su un totale di 1.431.813 dosi di vaccini a vettore adenovirale somministrate, il 33,1% (473.578 dosi) siano state somministrate a persone under 50 e l'11% (158.156 dosi) nella fascia 18-29".

Se da un lato non bisogna rallentare il ritmo della campagna vaccinale, "è indipensabile - conclude Cartabellotta - massimizzarne i benefici e minimizzarne i rischi, evitando al contempo di compromettere definitivamente la fiducia per i vaccini a vettore virale (AstraZeneca e Johnson & Johnson). Di conseguenza, in questa fase di bassa circolazione virale i vaccini a mRNA dovrebbero essere riservati alle fasce piu' giovani della popolazione, destinando agli over 50 quelli a vettore adenovirale che mantengono un ottimo profilo rischio-beneficio anche con bassa incidenza dei casi. Da valutare la possibilita' di controindicarne l'uso nelle persone piu' giovani, in particolare negli under 30". E in ogni caso e' "indispensabile migliorare l'informazione sul profilo rischi/benefici con un consenso informato piu' dettagliato per gli under 50 che volessero comunque immunizzarsi con vaccino a vettore virale, i cui eventi avversi restano comunque molto rari".

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