Sabato, 24 Luglio 2021
Contagi raddoppiati

Monitoraggio Gimbe: primi segnali di risalita dagli ospedali

Secondo il nuovo report della Fondazione c'è stata un'inversione di tendenza: "Contagi raddoppiati in una settimana, aumentano anche i ricoveri e le terapie intensive"

Foto di repertorio Ansa

L'epidemia riprende vigore: contagi raddoppiati in una settimana, risalgono ricoveri e terapie intensive
L'epidemia di coronavirus in Italia sembra dare cenni di ripresa: nell'ultima settimana i contagi sono praticamente raddoppiati, mentre sono tornati a salire anche i numeri dei pazienti ricoverati in terapia intensiva. I dati, purtroppo poco confortanti, arrivano dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe sull'andamento della curva epidemiologica relativo al periodo tra il 14 e il 20 luglio 2021.

Rispetto alla settimana precedente è stato registrato ''un incremento del 115,7% di nuovi casi (19.390 vs 8.989, +10.401)", quindi più che un raddoppio, "mentre si confermano ancora in calo i decessi (76 vs 104, -28)". Ma "dopo oltre 3 mesi di decremento, si registra un'inversione di tendenza dei casi attualmente positivi (49.310 vs 40.649, +8.661), delle persone in isolamento domiciliare (47.951 vs 39.364, +8.587), dei ricoveri con sintomi (1.194 vs 1.128, +88) e delle terapie intensive (165 vs 157, +8)".

Risalgono ricoveri e terapie intensive

Nel dettaglio, rispetto alla settimana precedentemente monitorata, nel periodo 14-20 luglio si registrano le seguenti variazioni percentuali: decessi -26,9%, ricoverati in terapia intensiva +5,1%, ricoverati con sintomi +5,9%, persone in isolamento domiciliare +21,8%, nuovi casi +115,7%, casi attualmente positivi +21,3%.

"Sul fronte dei nuovi casi - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - si registra un netto incremento settimanale, verosimilmente sottostimato da un'attività di testing insufficiente e dalla mancata ripresa del tracciamento dei contatti, reso ora più difficile dall'aumento dei positivi. Nella settimana 14-20 luglio in tutte le regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi rispetto alla precedente, e sono ben 51 le province in cui negli ultimi 14 giorni si rileva un incremento settimanale dei nuovi casi superiore al 20% e che negli ultimi 7 giorni registrano un valore assoluto di almeno 50 nuovi casi. Continuano a scendere i decessi, con una media di 11 al giorno rispetto ai 15 della settimana precedente".

La percentuale dei posti letto occupati rimane bassa

"Dopo 14 settimane di riduzione degli indicatori ospedalieri - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe - si registra un'inversione di tendenza con lieve incremento dei ricoveri in area medica e in terapia intensiva, dove l'occupazione di posti letto da parte dei pazienti Covid rimane per ora molto bassa, intorno al 2%". Tutte le regioni registrano valori inferiori al 10% per l'area medica e al 5% per le terapie intensive, calcola Gimbe; 7 le regioni che non contano pazienti Covid in area critica.

"Si conferma un ulteriore lieve incremento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva", sottolinea Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe: "La media mobile a 7 giorni è di 10 ingressi/die, rispetto ai 7 della settimana precedente".

"Green pass cruciale"

"In questa fase della pandemia" di Covid-19 "il Green pass può giocare un ruolo cruciale: è efficace nel limitare la circolazione del virus e permette il rilancio in sicurezza di alcuni settori, prevenendo il rischio di un ritorno a eventuali restrizioni". Tuttavia, "nel breve termine l'utilizzo del Green pass si scontra con alcuni ostacoli che devono essere rimossi". La Fondazione Gimbe, nel suo monitoraggio settimanale sull'andamento dell'epidemia di Sars-CoV-2 in Italia, ribadisce la propria posizione sul certificato, esortando le forze politiche a "non polarizzare ulteriormente gli estremi" sul suo impiego.

"L'attuale indisponibilità di vaccini - analizza la Fondazione Gimbe - discrimina chi è in attesa della vaccinazione, anche per la mancata gratuità dei tamponi in diverse regioni". Inoltre "servono strumenti e risorse per verificare sistematicamente le certificazioni nei luoghi dove sono richieste", e "manca una legge sull'obbligo vaccinale per chi lavora in locali ed esercizi dove viene richiesto il Green pass". Il certificato, dunque, "può avere un'applicazione immediata per i grandi eventi (sportivi, musicali, fieristici, congressuali) e i mezzi di trasporto come aerei, navi e treni a lunga percorrenza", ed "eventualmente anche per cinema e teatri. Ma a breve termine il suo utilizzo per ristoranti e soprattutto bar è più complesso. Risulta invece più ardua una sua implementazione per il trasporto locale e altri servizi essenziali (supermercati, farmacie, eccetera)".

Infine, "la ventilata ipotesi di modulare il Green pass in relazione allo status vaccinale (prima dose o ciclo completo) e/o ai colori delle regioni introduce ulteriori elementi di complessità difficili da gestire nella pratica". "Nell'infuocato dibattito sui possibili utilizzi del Green pass in Italia, annebbiato da posizioni politiche estreme - rileva Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - si sono registrate inaccettabili e opportunistiche distorsioni di evidenze scientifiche e dati nazionali sull'efficacia dei vaccini pubblicati dell'Istituto superiore di sanità e di sicurezza pubblicati dell'Agenzia italiana del farmaco".

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