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Lunedì, 29 Novembre 2021
Vincenzo Sbrizzi

Opinioni

Vincenzo Sbrizzi

Giornalista Today

Ecco l'Italia di chi ti lascia affondare con l'auto e fa i video

Pensavate sarebbe arrivato il giorno in cui avremmo lasciato qualcuno sprofondare in acqua con la sua auto senza fare nulla? Anzi no, avremmo iniziato a fare video? Quel giorno è arrivato e a dire il vero dovremmo vergognarcene un po' tutti. A darne testimonianza è un utente di Facebook che ha affidato al social network il racconto della sua disavventura. Questa domenica Gian Piero è rimasto bloccato con la sua auto in una pozza. Non un incidente qualunque visto che il livello dell'acqua è salito fino all'altezza dei sediolini a causa della forte pioggia. Con lui nella vettura c'era sua moglie. Entrambi hanno provato a chiedere aiuto ma nessuno ha dato loro una mano. Gian Piero ha chiesto a qualche altro guidatore di trainare l'auto fuori dalla pozza ma chi è riuscito a fermarsi, pochi in realtà, gli ha negato il suo aiuto “per non bagnarsi”.

Non è stata questa la reazione peggiore a cui si è trovato di fronte. C'è chi è riuscito a fare peggio e l'ha scoperto navigando proprio sui social. Qualcuno si è fermato a distanza e anziché aiutarlo si è messo a scattare foto o a fare video con lo smartphone per poi pubblicarlo online. Un comportamento che l'ha gettato nello sconforto ma che soprattutto dovrebbe farci riflettere tutti, e anche vergognare. Avete presente lo strano caso per cui se c'è un incidente sulla corsia dell'autostrada opposta alla nostra si forma comunque una coda perché i guidatori rallentano per la curiosità di vedere cosa sia successo? Ecco a quella macabra forma di voyeurismo si è aggiunta l'evoluzione dettata dalla tecnologia contemporanea.

Possiamo dire che se quella era la generazione della televisione, abituata a rimanere a guardare senza muovere un dito, adesso ne esiste un'altra, quella dello smartphone che non si limita a rimanere ferma e a fissare le cose con morbosa curiosità. La generazione degli smartphone adesso riprende. Punta la fotocamera e scatta foto o registra video. Porta con sé una prova del proprio voyeurismo e la esibisce sui social network. Il tutto rimanendo completamente impassibile di fronte alle difficoltà altrui.

Una nuova forma di mancanza di empatia “tecnologicamente modificata” a cui dovremo abituarci e che ha esempi anche più gravi in giro per il mondo. Probabilmente se a Gian Piero e alla moglie fosse successo qualcosa di peggio, a qualcuno non sarebbe venuto nemmeno il senso di colpa ma avrebbe subito pubblicato il video online. Magari beandosi della sua capacità di aver colto l'attimo e delle migliaia di visualizzazioni che sarebbero arrivate. Qualcuno si sarebbe pure indignato, ma nessuno avrebbe mosso un dito. Anzi nella stessa situazione avrebbe tirato fuori lo smartphone e avrebbe protestato contro il “governo ladro” per quello che stava succedendo, lasciando affondare in una pozza d'acqua due suoi simili e riprendendoli in video.

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